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Lolita Lobosco recensione

Le indagini di Lolita Lobosco – La recensione

La vice questora come si definisce Lolita Lobosco ha centrato in pieno l'obiettivo facendo appassionare milioni di spettatori. La nostra recensione rigorosamente NO Spoiler

Sarebbe riduttivo paragonare Le indagini di Lolita Lobosco al suo alter ego, Il commissario Montalbano, al quale la stessa autrice dei romanzi, Gabriella Genisi, dà il merito di averla ispirata e di averla portata a riflettere e a creare una donna vice questore. In aggiunta, come avrai potuto notare, soprattutto nel primo episodio, l’omaggio alla città di Bari così fortemente voluto in primis dalla scrittrice e successivamente dalla produzione è lampante.

Bari vecchia e Lolita Lobosco

La precisazione è d’obbligo per chi ha conosciuto questa parte di città solo ora tramite la fiction. Devi sapere che negli usi e costumi di questa città il modo di dire “E tu a chi appartieni” non è un sinonimo di possessività da parte di qualcuno; tutt’altro, vuol significare di chi sei figlio, figlia o qual è il tuo nucleo familiare. Ti assicuro che per chi come me non vive lontanissimo dal capoluogo pugliese non è d’uso dappertutto. Oltre ciò, fino a non molti anni fa era, la parte di Bari che vediamo nella fiction era una zona sicuramente incantevole, ma chiusa dentro se stessa, prigioniera dei suoi stessi abitanti che hanno il merito di averla lasciata intatta senza modificarne le abitazioni.

Bari vecchia e Lolita Lobosco

Grazie ad una rinascita della tradizione, culinaria e turistica, Bari vecchia oramai vive di una luce nuova e prospera tanto da far arrivare il set de Le indagini di Lolita Lobosco. Ora però non divaghiamo e focalizziamoci sul perché la detective più sexy del momento viene riconosciuta dal quartiere. Petresine Lolita Lobosco vive un conflitto interno derivato dall’amore struggente per il padre; amore tradito come si vedrà nella prima puntata quando lei era poco più che ragazzina. Ciò non toglie che il nome del padre, da lei nominato quando si trova a fare domande nel quartiere, viene inteso  come rispetto per la dignità che aveva l’uomo a prescindere dai difetti che la stessa detective vedeva e che non riesce a togliersi dalla testa. Ecco spiegato il perché ti ho parlato del modo di dire poche righe fa.

La circonferenza delle arance 

E’ forse l’episodio che ha creato più rumors tra i baresi d.o.c. in quanto vengono caratterizzati da alcune storpiature derivate dal parlare uno dei dialetti più eccentrici del Sud Italia, che ha fatto la fortuna di molti attori. Il tutto è appesantito dal fatto che essendo la prima puntata, la voglia di paragoni tra la fiction girata in Puglia, tra Bari e la Valle d’Itria, e l’inossidabile Commissario siciliano era molta, così come la curiosità di vedere come la moglie di Luca Zingaretti fosse riuscita a calarsi nel personaggio di Lolita.

La voglia di Luisa Ranieri di cercare di arrivare al personaggio delineato nei romanzi è tanta. La circoferenza delle arance Il mondo della Questura di Bari si riempie di baresi, il più delle volte non veraci, tranne qualche eccezione. Il ritorno alle origini mette a dura prova la principessa (così la chiamava Petresine, suo padre): l’amore della sua vita viene indagato per stupro. Una serie di coincidenze fanno capire che Stefano Morelli (Paolo Briguglia) è il primo e unico sospettato. Il cuore di Lolita è diviso tra la divisa e il primo e unico vero amore della giovinezza, anch’esso stroncato senza mai saperne il reale motivo. L’episodio ha scatenato i fan non tanto per la storia ben ricostruita, anche se alcuni aspetti erano già noti, ma soprattutto per la parlata non confacente al reale accento della città.

Solo per i miei occhi

Dopo l’incontro con il fidanzato nella prima puntata, Lolita si imbatte in un vero e proprio problema esistenziale. Innamorarsi di un uomo più giovane e tenendo a bada, o forse no, il fidato amico delle scuole superiori Antonio Forte oppure cercare una persona che abbia la sua stessa età? Alessio Vassallo_Lolita Lobosco In questo gioco stuzzicante entra anche la madre, che è perennemente angosciata del suo destino come donna, ma anche come figlia in quanto non riesce a vedere il padre come tale ma solamente come l’uomo che l’ha tradita. Lolita si trova a indagare sulla morte di Bianca Empoli, una affermata musicista che di nascosto dal marito usava un appartamento per esercitarsi con l’arpa. I primi sospetti ricadono sul marito Vito, con cui da tempo il rapporto si era deteriorato. Il coniuge ha un alibi inattaccabile e il vicequestore si troverà a dialogare con un giovane disabile con cui Bianca aveva soltanto un amore platonico che andava oltre il sesso.

Spaghetti all’assassina

Essendo ora di cena credo che un piatto tipico come questo non sarebbe sgradito ai più. Però, ahimè, il rapporto con il cibo è una delle più grandi sofferenze dell’individuo soprattutto se a morire è l’artista degli Spaghetti all’assassina famoso in tutta Bari Vecchia e in tutta la provincia, Nicola Stramaglia, detto Pap’Russ. Spaghetti all'assassina Le dinamiche sono tortuose in questo episodio in quanto la vittima pur di cercare di avere tutto da tutti crea, essendo un viscido estorsore, un sotterfugio per permettere alla figlia e al genero di avere una figlia tolta alla povera Fanny e al suo compagno (diciamo che la morte del famoso non fu così triste in quanto lo squallore di violentare la propria figlia fino a due giorni prima del matrimonio impedendo tra l’altro di rimanere incinta è quantomeno deplorevole). Però il genero non è il colpevole, anche se forse un vero movente lo avrebbe. Intanto, la gelosia di Lolita per aver beccato Danilo a flirtare con una donna giovane fa da contorno ai primi seri dubbi che la morte del padre non sia stato un vero e proprio incidente fortuito.

Gioco pericoloso

Quante volte ti sarà capitato di cercare di rintracciare ex compagni di scuola per rivivere i bei tempi andati e le cretinate fatte. Gioco Pericoloso_quarta puntata serie Tv Luisa Ranieri La quarta e ultima puntata di questa prima parte dei romanzi scritti da Gabriella Genisi, che vede protagonista la bellissima Luisa Ranieri, si incentra su un ritrovo tra ex compagni di scuola. A fine serata Vittorio invita Lolita a una passeggiata, ma lei, triste per il rapporto inclinato con Danilo, rimanda l’occasione. Certa di un ennesimo attacco di gelosia da parte di Forte quando vede il suo numero che la chiama in piena notte si scontra con una realtà ben diversa. Vittorio sembra si sia suicidato senza nessun apparente motivo. A infuocare l’attrito tra lei e il PM incaricato del caso è il rapporto tra quest’ultima e il suo Dani; Lolita non è infatti certa che il suo amico si sia tolto la vita intenzionalmente. Le indagini vanno avanti facendo esplodere sempre più i diverbi di coppia tra Forte e la moglie Porzia, desiderosa di far dimenticare al marito la bella e conturbante Lolita. Le indagini porteranno a scoprire che Vittorio non si è suicidato e nel frattempo Lolita rimetterà insieme i pezzi del mosaico che porteranno a scoprire quanto il padre tanto odiato la amasse.

Una serie TV liberamente ispirata ai romanzi di Gabriella Genisi che ci porta a scoprire la città di Bari in tutte le sue sfaccettature architettoniche e dialettali, anche se con un certo disappunto per la veracità nei confronti degli attori che non hanno una vera e propria cadenza doc.

Luisa Ranieri a me è piaciuta molto perché si è tolta quell’etichetta di personaggio degli anni Trenta, spiccando sia per la sua bellezza che per la sua ottima recitazione. I primi episodi hanno sicuramente alzato il ritmo portando a scoprire sempre qualcosa in più sul personaggio finora mai visto, il primo vice questore donna.

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