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Il laureato: i 27 schiaffi a Dustin Hoffman in una scena tagliata

Il racconto autobiografico dell'attore svela una scena eliminata, le riprese difficili con Mike Nichols e l'incidente all'orecchio.

Hoffman
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Durante le riprese de Il laureato, Dustin Hoffman racconta di avere ricevuto gli schiaffi di Katharine Ross per 27 ciak di una scena che poi non comparve nel film. È uno degli episodi che l’attore ha riportato nel suo racconto autobiografico, pubblicato in estratto da The New Yorker prima dell’uscita del memoir Look at Me, prevista per il 10 novembre 2026. Non è una scena ritrovata nel montaggio del 1967: è il ricordo, raccontato oggi dal suo protagonista, di una sequenza girata e poi esclusa.

Quale scena de Il laureato fu ripetuta 27 volte?

La sequenza riguardava Benjamin Braddock ed Elaine Robinson. Benjamin, fradicio di pioggia, entrava nella stanza di Elaine e le confidava di avere avuto una relazione con una donna più grande. Elaine capiva che quella donna era sua madre, Mrs. Robinson, interpretata da Anne Bancroft. Nel momento della rivelazione, Katharine Ross, interprete di Elaine, doveva schiaffeggiare Hoffman.

Secondo il resoconto dell’attore, il regista Mike Nichols fece ripetere il gesto per 27 ciak, chiedendo a Ross di colpire con maggiore decisione. Hoffman ricorda che la collega era preoccupata di fargli male e che lui le aveva chiesto soprattutto di evitare l’orecchio. Alcuni colpi arrivarono però nella zona che intendeva proteggere: alla fine della giornata, riferisce, si sentiva stordito.

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Il dettaglio sorprendente è il risultato: lo schiaffo non venne utilizzato nella versione definitiva del film. Questo è quanto Hoffman racconta; il suo testo non permette, da solo, di ricostruire tutte le valutazioni effettuate in sala di montaggio. Non sarebbe corretto attribuire a Nichols una motivazione precisa per il taglio senza una testimonianza ulteriore.

Cosa accadde all’orecchio di Dustin Hoffman il giorno dopo?

Hoffman collega quell’episodio a un altro incidente avvenuto sul set, durante la scena in cui Benjamin prova una muta da sub nella piscina di famiglia. Il giorno dopo gli schiaffi, l’attore dovette restare sott’acqua per più riprese. Quando riemerse, notò del sangue provenire da un orecchio; secondo il suo racconto, un medico riscontrò una perforazione del timpano.

L’attore attribuisce il problema all’azione combinata dei colpi ricevuti e della pressione dell’acqua. La ricostruzione resta una testimonianza personale retrospettiva: non abbiamo documentazione clinica pubblica sufficiente per distinguere il contributo di ciascuna causa. Il suo racconto, però, chiarisce perché abbia conservato un ricordo così fisico e difficile di quella lavorazione.

Perché Hoffman si sentiva fuori posto nel ruolo di Benjamin?

Nel medesimo estratto, Hoffman spiega che all’inizio dubitava di essere l’interprete giusto per Benjamin Braddock, giovane benestante e sicuro, almeno in apparenza, appartenente a un ambiente sociale molto diverso dal suo. L’attore, cresciuto artisticamente nel teatro newyorkese, percepiva anche un divario fra la propria identità ebraica e l’immagine di protagonista che immaginava per il film.

Mike Nichols lo scelse comunque. Hoffman ricorda prove preparatorie incoraggianti, seguite però da una fase di riprese in cui interpretava l’atteggiamento del regista come irritabile e severo. La sua paura ricorrente era di non essere all’altezza e di poter essere sostituito. La sequenza degli schiaffi è quindi una parte di un’esperienza di insicurezza molto più ampia, non un incidente isolato presentato senza contesto.

Chi vuole ripercorrere la carriera dell’interprete può leggere il nostro ritratto di Dustin Hoffman. Per collocare il film nel panorama del cinema degli anni Sessanta, è disponibile anche il nostro approfondimento sulle colonne sonore cinematografiche degli anni ’60.

Come cambiò il giudizio di Hoffman su Mike Nichols?

Riguardando alla lavorazione molti anni dopo, Hoffman propone una lettura più complessa del comportamento di Nichols. Ritiene che il regista potesse identificarsi con il disagio e l’alienazione di Benjamin e che la difficile relazione sul set fosse, almeno in parte, collegata al rapporto di Nichols con la propria storia. Si tratta di un’interpretazione dell’attore formulata a posteriori, non di una confessione del regista sulle proprie intenzioni.

Il risultato cinematografico fu comunque decisivo. Il laureato, uscito nel 1967, diede a Hoffman una visibilità internazionale e portò Nichols all’Oscar per la regia. Il protagonista ricorda anche l’energia delle prime proiezioni, quando la reazione del pubblico gli fece capire quanto il film fosse riuscito a coinvolgere gli spettatori. Il contrasto fra ciò che provò sul set e l’accoglienza della pellicola è uno dei nuclei del suo racconto.

Perché questo retroscena riemerge nel 2026?

L’episodio è tornato di attualità con la pubblicazione dell’estratto autobiografico di Hoffman, in occasione dell’arrivo di Look at Me il 10 novembre 2026. Non è la scoperta di una nuova versione del film e, al momento, non costituisce l’annuncio di un restauro contenente la scena eliminata.

Il valore del ricordo sta nel mostrare una differenza spesso invisibile allo spettatore: una sequenza può richiedere molto lavoro e lasciare conseguenze reali sugli interpreti, pur non entrando nel montaggio che tutti conoscono. Nel caso de Il laureato, la testimonianza di Hoffman consente di osservare uno dei film più influenti degli anni Sessanta attraverso le tensioni vissute da chi lo ha realizzato, mantenendo distinta la memoria individuale dalla ricostruzione storica verificabile.

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