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la freccia azzurra

La freccia azzurra, di Enzo D’Alò torna al cinema

La Freccia Azzurra torna restaurata per celebrare Gianni Rodari

I grandi colossi americani e nipponici, ci hanno oramai abituati a film d’animazione stupefacenti, con effetti speciali fuori da ogni immaginazione, veri e propri film in tutto e per tutto riconducibili alla vita reale.

Anche le storie che raccontano spesso sono influenzate dai tempi moderni e da ciò che ci circonda, a scapito dei sentimenti e dei valori di un tempo.

Per chi lo ha amato e apprezzato anni fa, e per le giovani generazioni  che sono abituate ad un tipo di animazione “diversa”, sta per tornare nelle sale italiane La freccia azzurra, uno dei più acclamati film d’animazione, di Enzo D’Alò.

La freccia azzurra

Torna, in una versione restaurata con risoluzione 2K, grazie al sostegno di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori in collaborazione con Lanterna Magica e Biblioteche di Roma.

Sarà nelle sale italiane dal 19 marzo, distribuito dalla Viggo in occasione di un doppio importante anniversario: i 100 anni dalla nascita di Gianni Rodari e i 25 anni dall’uscita del film in sala.

È uno dei capolavori italiani del cinema d’animazione, prodotto da La Lanterna Magica, in versione restaurata appunto e la proiezione è organizzata da una delle sezioni più importante della Festa  del Cinema di RomaAlice nella Città. 

Tra i film di genere e d’animazione più belli, amati e premiati in Italia, La freccia azzurra uscì nel 1996 e divenne un indiscusso successo italiano, opera del regista Enzo D’Alò, illustre registra particolarmente noto anche per aver diretto il cartone animato italiano più visto di sempre: La Gabbianella e Il Gatto, tratto dall’omonimo libro di Sepulveda.

la freccia azzurra

Diretto e scritto da Enzo D’Alò insieme a Umberto Marino, La freccia azzurra è liberamente tratto dal racconto omonimo di Gianni Rodari, indimenticabile scrittore per l’infanzia di cui nel 2020, oltre ad essere il centenario dalla nascita e 25 anni dall’uscita del film al cinema, si possono festeggiare anche i 50 anni dall’assegnazione del Premio Hans Christian Andersen, vero Nobel della letteratura per l’infanzia.

Il film, accompagnato dalla meravigliosa colonna sonora di Paolo Conte (grazie alle quali si aggiudicò il David di Donatello per le musiche nel 1997 e due Nastri d’Argento) e dalle voci di Dario Fo e Lella Costa, è il racconto di un personaggio moderno, la befana, ingannata dal perfido dottor Scarafoni, suo assistente,  che la fa ammalare per poter vendere i giocattoli ai bambini ricchi anziché regalarli a tutti.

Per questo non può portare la freccia azzurra, un trenino del quale si è innamorato, al piccolo Francesco, un bambino povero, orfano di padre, né accontentare i tanti bambini che le scrivono le letterine.

I magici giocattoli esposti in vetrina però si animano e si ribellano, per la felicità di tutti i bambini. Il capostazione, il manovratore e il macchinista della Freccia azzurra, il pilota dell’aereo, il capitano Mezzabarba, il capo pellerossa Penna d’argento, le bambole, gli ingegneri del Meccano, le marionette, i pastelli colorati, l’orso giallo e Spicciola, un cane peluche, decidono di scappare per far felici i bambini poveri, tra cui Francesco che potrà finalmente realizzare il suo sogno di volare sulla sua Freccia Azzurra.

Dai negativi originali della pellicola è stato possibile ottenere, attraverso un completo restauro delle immagini e del sonoro curato da Studio Emme e Image & Light in collaborazione con la Cineteca Nazionale, una nuova copia digitale che restituisce appieno la straordinaria qualità tecnica originale del lavoro.

“Scritto da Gianni Rodari nel 1954 il racconto, a distanza di 65 anni, sa parlare con poesia e semplicità ai bambini di oggi esattamente come a quelli di allora”

dichiarano Maria Fares e Roberto Baratta produttori di Lanterna Magica

“aver restaurato e dato nuova vita alla pellicola ci sembra un’operazione perfetta soprattutto in considerazione di quando ciò avviene, nel centenario della nascita di Rodari e non solo come omaggio all’autore e alla sua favolistica, ma anche per il ruolo importante che La freccia azzurra ha avuto nella cinematografia italiana avendo riportato il cinema di animazione nazionale nelle sale”.

Continua così il lavoro che Alice nella città dedica ai classici contemporanei e ai film del passato restaurati e riproposti ai ragazzi per la loro forza e attualità. Dopo Mignon è partita di Francesca Archibugi (1988), La fine del gioco di Gianni Amelio (1970), Compagni di scuola di Carlo Verdone (1988) e Come te nessuno mai di Gabriele Muccino (1999).

La freccia azzurra è una storia tutt’altro che buonista o smielata che resta ancora attuale anche oggi, è semplicemente una favola per bambini che vuole divertirli senza offendere la loro acerba intelligenza, e magari anche farli pensare senza imporre messaggi umanitari.

È una storia facile da comprendere, ma dal grande significato simbolico: il consumismo che opprime la nostra società, soprattutto durante le festività natalizie, perde completamente di significato quando i giocattoli si animano e scelgono da chi andare in dono; preferiscono essere ospitati da famiglie dove sono l’amore, la voglia di stare insieme e la gioia delle piccole cose e non i soldi, i veri protagonisti delle festività.

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