Dal 7 giugno nelle sale il primo film dei fratelli D’Innocenzo. Ambientato nella periferia romana dei coatti, racconta l’amicizia di due ragazzi destinati alla sconfitta dall’ambiente sociale e dalla famiglia disastrata, che si aiutano l’un l’altro a crescere

LuckyLukeI fratelli hanno sempre dato cose buone al cinema. In Italia abbiamo almeno due coppie famose; i fratelli Taviani che ci hanno viziati con film ad altissimi livello e i fratelli Vanzina che, nel loro genere, brillano e hanno avuto almeno un buon successo di botteghino, forse anche più dei Taviani. Negli USA ci sono i mitici fratelli Coen, che sono identici, salvo che uno è alto e l’altro basso, come i fratelli Dalton nei fumetti di Lucky Luke.
Damiano e Fabio D’Innocenzo non sono solo fratelli, sono gemelli. Hanno alle spalle una serie di cortometraggi e lavori televisivi ed escono col loro primo film appena trentenni.

Laterradellabbastanza

Presentando il loro film nella sezione Panorama del festival di Berlino, lo hanno definito:

Un film sull’amicizia in un posto di preannunciata sconfitta. Come si può sfuggire alla coattagine? […] ci ha aiutato la cultura che avevamo in casa.”

Mirko, interpretato da Andrea Carpenzano e Manolo, da Matteo Olivetti, hanno entrambi una famiglia disastrata. Mirko vive solo col padre che passa il suo tempo giocando alle macchinette mangiasoldi e sogna per il figlio un posto nella malavita organizzata. Manolo sta con la madre separata, ripiegata in se stessa e quindi, di fatto, assente. Una sera, accidentalmente, hanno l’occasione, tanto agognata dal padre di Mirko, di entrare nella malavita. Tutto ciò ci viene raccontato quasi senza pathos, a dimostrare quanto sia facile scivolare nell’abiezione. La sola cosa su cui possono contare è la loro amicizia.

Nel cast, per la felicità dei fan del Commissario Montalbano, anche Luca Zingaretti, per una volta dall’altra parte della barricata, dal momento che interpreta un boss della malavita.

Non c’è morale, non ci sono sentimenti, solo un cinico realismo che spinge a chiedersi come siamo diventati. Perché che ormai il mondo sia davvero così ci sono pochi dubbi.

Un vero sollievo che a puntare il dito contro questo male diffuso siano due registi così giovani ai quali auguriamo un futuro da fratelli Taviani, sia per il genere che per la qualità dei film che faranno. Intanto, sappiamo che hanno in programma altri due film; un western e una dark story.

Generi poco impegnati, si dirà, ma per far film profondi è proprio necessario essere Terrence Malick?

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