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La storia di Zola e di come il suo racconto su Twitter sia diventato un film

Zola ha raccontato ai suoi follower la storia del suo folle weekend ed è stato un tale successo che ora è diventato un film

Ci sono storie così surreali che devono essere raccontate, con ogni mezzo possibile. E se il mezzo scelto impone al narratore anche un numero limite di caratteri, poco male: si racconteranno i fatti un pezzettino alla volta, lasciando il pubblico in trepidante attesa del prossimo piccolo paragrafo.

Quanto successo ad Aziah “Zola” Wells ha avuto, in effetti, dell’incredibile ed è per questo che la ragazza ha deciso di snocciolare la sua avventura nella bellezza di 148 tweet concatenati in un thread su Twitter, che nel 2015 (anno a cui risalgono i fatti) permetteva post con un massimo di 140 caratteri ciascuno.

Il thread però ha avuto così tanto successo che in breve iniziarono a seguirne lo sviluppo anche personaggi come la rapper e produttrice Missy Elliot e Ava DuVernay, regista di Selma – La strada per la libertà. La notizia del suo racconto divenne così famosa che la rivista Rolling Stone le dedicò una lunga intervista e fin da subito in molti dei followers nacque il desiderio di vederla trasformata in un film.

il primo tweet di Zola

Ma cos’è successo esattamente? Aziah, detta Zola all’epoca, è una ragazza di circa vent’anni che lavora come cameriera da Hooters per mettere via qualche soldo e, per arrotondare, si esibisce nei locali come danzatrice esotica.

Un giorno Zola durante un turno al ristorante conosce Jessica: le regole della catena Hooters impongono alle cameriere di essere molto socievoli coi clienti e così durante una chiacchierata le due scoprono di essere quasi coetanee e di essere entrambe spogliarelliste; le ragazze fanno amicizia in fretta e decidono di scambiarsi i numeri di telefono.

E’ così che, qualche giorno dopo, Jessica invita Zola a trascorrere un weekend con lei in Florida per esibirsi in qualche locale e guadagnare dei soldi extra: nonostante le reticenze di sua madre e del suo fidanzato, Zola accetta dando così il via ad una serie di eventi che sono stati definiti da Rolling Stone “un incrocio tra Spring Breakers e Pulp Fiction, raccontato però da Nicki Minaj“.

Alle ragazze, infatti, nel viaggio si aggiungono anche il fidanzato di Jessica, Jarrett, e il loro coinquilino Rudy detto “Z”. Appare ovvio ben presto a Zola che Z però sia in realtà il protettore di Jessica, e che la ragazza sia costretta da lui a prostituirsi. Il racconto del weekend del quartetto è quindi un continuo susseguirsi di azioni illegali, incontri pericolosi, tentativi di suicidio e persino una sparatoria.

Per sua stessa ammissione, però, Zola ha colorato alcune parti del racconto per renderle più interessanti per il pubblico. Jessica, nell’intervista al Rolling Stone, ha dichiarato che il thread su Twitter le ha rovinato la vita e che lei in realtà non si è mai prostituita (gettando invece ombre sul comportamento e sulle vere intenzioni di Zola); è forse per queste recriminazioni che il suo personaggio, nel film, ha un nome differente (Stefani).

Come nasce il film Zola

Rientrata dal viaggio, Zola decide di raccontare su Twitter la sua storia: per ben due volte la ragazza posta il racconto per poi cancellarlo perché viene ignorato. Per questo alla terza stesura la ragazza aggiunge una vena di dark humor e si lascia guidare dai commenti ricevuti tra un post e l’altro per romanzarne i dettagli.

Fin da subito appare spontaneo trasformare la vicenda in un film, che originariamente doveva essere diretto da James Franco; l’uomo si è poi ritirato per via delle accuse di molestie che ha ricevuto. Gli subentra quindi Janicza Bravo, che ha rimaneggiato la sceneggiatura scritta fino a quel momento per darle quella che ha definito “una voce più giovane, più elettrica e più nera”; la pellicola è stata presentata al Sundance Festival.

Il film uscirà negli Stati Uniti il 30 giugno di quest’anno, anche se ancora non si sa se nelle sale o in streaming; nel ruolo di Zola ci sarà Taylour Paige e in quello di Jessica / Stefani Riley Keough.

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