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la santa piccola

La santa piccola – la recensione da Venezia 78 al RIFF 2021

Presentato alla Biennale di Venezia 2021, 'La santa piccola' di Silvia Brunelli è stato scelto per aprire il 18 novembre il Rome Indipendent Film Festival

La santa piccola (The Miracle Child )

Regia: Silvia Brunelli; soggetto: dal libro omonimo di Vincenzo Restivo; sceneggiatura: Silvia Brunelli e Francesca Scanu; fotografia: Sammy Paravan; scenografia: Antonella di Martino (con Caterina Pepe); costumi: Francesca Del Monaco; musiche: Emiliano Rubbi; suono: Nicola Celia (con Federico Tummolo); trucco: Marika Marino e Giovanni Villani; montaggio: Luna Gualano, Silvia Brunelli; interpreti: Francesco Pellegrino (Lino), Vincenzo Antonucci (Mario), Sophia Guastaferro (Annaluce), Pina Di Gennaro (Perla, la madre), Gianfelice Imparato (Don Gennaro), Alessandra Mantice (Assia), Sara Ricci (la MILF), Luigi Chiocca (un vicino di casa), Carlo Gertrude (il padrone di casa); produzione: Valentina Quarantini e Francesca Scanu per Rain Dogs; distribuzione: Minerva Pictures (internazionale), Emera Film (Italia); origine: Italia -2021; durata: 98′.

Trama

Napoli, oggi. In un quartiere popolare vive la famiglia Esposito, composta da Lino, dalla sorellina Annaluce e dalla madre,Perla. Quest’ultima si lascia vivere, senza prospettive e ambizioni, quindi è Lino a Farsi carico della famiglia, grazie al suo lavoro di rider. Il ragazzo non rinuncia a divertirsi, giocando a pallone nel polveroso campo di periferia insieme col suo migliore amico Mario, meccanico. Lino ha anche una relazione saltuaria con la sorella di Mario, Assia la quale sogna di trasferirsi a Milano per fare l’estetista nel mondo della moda.

Durante una processione, una colomba sbatte violentemente contro la statua della Madonna e cade a terra, morta. La piccola Annaluce la prende tra le mani e il volatile improvvisamente si rianima, tra lo stupore dei presenti, che si segnano. Il parroco Don Gennaro comprende che la ragazzina ha qualcosa di speciale e le porta in casa una statua della Madonna di Lourdes, pensando così di attirare le persone.

Lino intanto riesce a entrare con Mario in un locale notturno, grazie all’intercessione di una misteriosa donna matura, che nel privè della discoteca fa sesso con i due ragazzi. Lino riceve in cambio del denaro e scopre quanto può essere facile fare soldi, vendendo il proprio corpo, per risolvere i cronici problemi economici della sua famiglia.

Il giorno successivo la distratta Perla rischia di morire, a causa del gas dei fornelli. Lino,appena tornato dal lavoro,sente l’odore e corre in casa, ma sembra arrivato troppo tardi. Annaluce lo ha seguito in compagnia di Assia e degli altri vicini accorsi allegrida d’aiuto dei ragazzi. Ancora una volta Annaluce prende il viso della madre tra lemani e le depone un bacio sulla fronte: la donna si sveglia e ricomincia a respirare. La leggenda della santa piccola inizia a diffondersi nel quartiere, e tutti vogliono pregare insieme con quella miracolosa bambina. La casa si trasforma in un santuario dove si recano tutte le persone del rione, offrendo doni e cospicue offerte in denaro.

Perla sembra rinata: perfettamente truccata e pettinata accoglie i postulanti e gestisce la situazione; Lino si ritrova a non avere neanche un posto in cui dormire e a non essere più lui la persona che porta avanti la famiglia. Si rivolge a Mario e insieme i due tornano a prostituirsi nel locale e si lanciano anche in un trio con la donna matura che hanno incontrato e li paga invitandoli nella sua lussuosa casa. MArio però si scopre innamorato di Lino e la loro amicizia s’incrina.

Annaluce ormai non mangia in più e passa il tempo in estasi davanti alla statua della Madonna in camera sua. Assia si scopre incinta di Lino e chiede alla bambina di intercedere per lei affinchè abbia un aborto e non sia costretta a rinunciare ai propri sogni. Lino caccia dalla casa i postulanti, preoccupato per la sorella e getta via le offerte: basterà a salvarla? Nel cortile i vicini raccolgono i soldi gettati via dlla finestra e ringraziano ‘la santa piccola’.

“Tutto ciò che riguarda questo film ha qualcosa di miracoloso. La sua realizzazione in piena pandemia sembrava impensabile, così come ai personaggi di questa storia sembra impossibile credere che la vita possa cambiare, offrendo qualcosa di inaspettato. Eppure, da quando La Santa Piccola è stato selezionato per Biennale College Cinema sono successi tanti piccoli miracoli. Questo film è una strada che finalmente viene percorsa dopo averla cercata e sperata per anni. È la vita che con i suoi schiaffi ci spinge a trovare il nostro posto nel mondo, aprendoci vie inaspettate. (Silvia Brunelli)

Cinema e Arte

Nell’ ambito della Biennale College Cinema 2021 La santa piccola è una delle opere prime più interessanti. A partire dal red carpet sul quale gli attori e la regista, alle 16 prima della proiezione del film, sono stati accompagnati verso un incontro fra cinema e arte contemporanea con un’installazione, pensata per l’occasione. L’opera porta la firma del tanto celebre quanto irriverente street artist Maupal. Questi, per l’occasione, ha rappresentato la sua interpretazione di devozione e della umana richiesta di aiuto che pervade tutte le forme di superstizione legate al pensiero mistico/religioso. L’opera (che puoi ammirare qui sotto), intitolata L’amore è Amore rappresenta la piccola protagonista della pellicola come una gestante Maria Vergine che si avvia verso Betlemme per trovare un rifugio dove poter dare alla luce il suo bambino.

Questa è stata solo la prima di una serie di installazioni, che ha coinvolto anche altri artisti durante il tour promozionale del film, culminata a Napoli. L’intera serie di opere è stata poi donata al Rione Sanità , che ha fatto da ambientazione al film.

la santa piccola poster

Il commento del redattore

Il film ha avuto una gestazione travagliata, pur avendo ricevuto un contributo di 150.000 euro dalla Biennale di Venezia, come sostegno alle opere prime. Nonostante la pandemia (che nel film è completamente ignorata) il risultato è una pellicola che corre su due binari paralleli, il cui unico punto di contatto è Lino, interpretato con vigorosa convinzione da Francesco Pellegrino. La degradazione morale cui egli si sottopone per denaro non è però molto diversa dallo sfruttamento cui è sottoposta la piccola Annaluce (l’esordiente Sophia Guastaferro). In entrambi i casi il denaro sembra l’unico modo di sfuggire a un ‘Rione’ che ti imprigiona, soffocando nella necessità e nella povertà i sogni di chi ci vive. Accanto ai giovani, alcuni caratteristi noti al pubblico soprattutto per i loro successi televisivi come Pina Di Gennaro (L’amica geniale Gianfelice Imparato – ultimamente è Giorgio Pisanelli ne I Bastardi di Pizzofalcone –  e Sara Ricci (è stata Anita Marini nella soap opera Il Paradiso delle Signore).

“Questa è una storia che racconta di tenerezza e di crudeltà – ci spiega la regista – di bisogno di credere che qualcosa di buono e di superiore possa accadere, di speranza che qualcosa ci salverà dalla quotidianità e dalla sua monotonia.”

Il 18 novembre 2021 alle ore 11,in Sala Troisi alla Casa del Cinema di Roma, La santa piccola è stato scelto come film d’apertura del Rome Indipendent Film Festival (RIFF) che accoglie le opere migliori del cinema indipendente italiano ed internazionale.

La regia di Silvia Brunelli, che ha collaborato anche alla sceneggiatura, tratta da un racconto di Vincenzo Restivo, mostra ancora qualche lacuna tecnica (la musica è invadente, gli stacchi tra un momento narrativo e l’altro scolastici), ma il film è coraggioso: il difetto più evidente è quello di affrontare tante tematiche, non riuscendo poi a svilupparle tutte adeguatamente. Consigliamo la visione La santa piccola proprio in virtù di questo coraggio narrativo e anche per la città di Napoli, negli scorci da cartolina come in quelli, più realistici e meno noti, del Rione Sanità la città diventa un personaggio.

 

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