La ragazza con la Leica non porta il romanzo di Helena Janeczek sullo schermo in modo letterale. Il film di Alina Marazzi è dichiarato come liberamente ispirato al libro vincitore del Premio Strega e cambia soprattutto il punto di vista: nel romanzo Gerda Taro viene ricostruita attraverso i ricordi delle persone che l’hanno conosciuta, mentre il film la porta al centro della scena e concentra il racconto sul suo ultimo giorno a Parigi prima del ritorno sul fronte della guerra civile spagnola.
La storia reale resta la stessa: Gerda Taro, fotografa tedesca di origine ebraica, esule dalla Germania nazista, compagna e collega di Robert Capa, morì nel 1937 a soli 26 anni mentre documentava la guerra in Spagna. Libro e film scelgono però due strade narrative diverse per restituirle identità e autonomia, evitando di ridurla alla definizione di “ragazza di Robert Capa”.
La ragazza con la Leica: film e libro a confronto
| Elemento | Nel libro | Nel film |
|---|---|---|
| Punto di vista | Gerda emerge soprattutto dai ricordi di amici e persone che l’hanno conosciuta | Gerda diventa la protagonista diretta del racconto |
| Struttura | Frammentata, costruita tra memorie e diversi piani temporali | Parte dall’ultimo giorno a Parigi e usa flashback per ricostruire il passato |
| Centro emotivo | La memoria lasciata da Gerda negli altri | La vita, le scelte e lo sguardo di Gerda |
| Robert Capa | È una delle figure attraverso cui viene ricomposta la storia | È parte della vita sentimentale e professionale della protagonista, senza sostituirla al centro |
| Materiale storico | Documenti, fotografie e ricerca diventano materia narrativa | Fiction, immagini d’archivio e fotografie convivono nel racconto cinematografico |
| Finalità | Ricostruire una persona attraverso le tracce che ha lasciato | Restituire presenza e voce a Gerda Taro sullo schermo |
La definizione ufficiale è importante: la Biennale presenta il film come liberamente ispirato al romanzo, non come trasposizione fedele capitolo per capitolo. È la chiave giusta per capire perché alcune differenze non siano errori di adattamento, ma scelte strutturali.

La differenza principale: nel libro Gerda vive nei ricordi degli altri
Il romanzo di Helena Janeczek compie una scelta particolare: Gerda Taro non viene raccontata come in una biografia tradizionale che procede dalla nascita alla morte. La sua figura viene ricostruita attraverso persone che l’hanno amata, frequentata e osservata in momenti diversi della vita.
Tra le presenze decisive ci sono Willy Chardack, Ruth Cerf e Georg Kuritzkes. Il risultato è una Gerda che continua a esistere nella memoria degli altri anche dopo la morte. Il Premio Strega descrive il romanzo proprio attraverso queste relazioni: Robert Capa, Ruth, Willy e Georg conservano immagini diverse della stessa donna, capace di lasciare una traccia che resta viva a distanza di anni.
Questa struttura rende il libro simile a un album ricomposto a posteriori. Ogni voce aggiunge un dettaglio e nessun personaggio possiede da solo tutta la verità su Gerda. Il lettore deve quindi costruire il ritratto mettendo insieme frammenti, ricordi, contraddizioni e documenti.
Nel film Gerda Taro torna al centro
Alina Marazzi e la cosceneggiatrice Valia Santella cambiano il meccanismo. Il film si apre a Parigi il 14 luglio 1937: Gerda trascorre il suo ultimo giorno con Robert Capa e gli amici con cui è fuggita dalla Germania nazista, prima di tornare sul fronte spagnolo.
Da quel presente il racconto torna indietro. Emergono l’attività politica a Lipsia, l’esilio, gli anni parigini, l’incontro con Capa, la fotografia e la scelta di usare la macchina fotografica come strumento professionale e politico. La struttura resta non lineare, ma il punto di riferimento è Gerda stessa.
È la trasformazione più significativa dell’adattamento. Un romanzo può permettersi di far vivere una protagonista nell’assenza, attraverso le voci di chi la ricorda. Il cinema di Marazzi sceglie invece di ridarle corpo, movimento e parola, facendola esistere nel presente della scena.
Il film è più cronologico del romanzo?
Sì, ma non diventa un biopic lineare. Il romanzo compie salti tra epoche e punti di vista con maggiore libertà. Il film utilizza l’ultimo giorno di Gerda a Parigi come cornice riconoscibile e vi innesta i flashback della sua vita.
Questo rende più facile individuare una linea narrativa principale, anche se passato e presente continuano a mescolarsi. Non vediamo quindi semplicemente “prima Lipsia, poi Parigi, poi la Spagna”. La memoria continua a governare il montaggio, ma lo spettatore sa sempre verso quale momento storico sta andando la storia.

Robert Capa ha meno spazio nel film?
Robert Capa resta fondamentale, interpretato da Aaron Altaras, ma il film lavora per evitare che Gerda venga raccontata soltanto attraverso di lui. È una scelta coerente con uno dei motivi per cui la figura di Taro è tornata a essere studiata: per molto tempo il suo lavoro è rimasto nell’ombra del fotografo ungherese e alcune immagini furono attribuite a Capa.
Il rapporto sentimentale e professionale rimane quindi centrale, ma non è la destinazione finale del racconto. La macchina fotografica, l’impegno politico e la volontà di essere indipendente acquistano un peso equivalente. Il titolo stesso continua a chiamarla “ragazza con la Leica”, ma la prospettiva del film cerca di mostrare la professionista che costruisce il proprio sguardo.
Cosa succede ai personaggi del romanzo
Gli amici che nel libro hanno una funzione narrativa decisiva non scompaiono. Ruth Cerf, Georg Kuritzkes e Willy Chardack sono presenti anche nel film, interpretati rispettivamente da Luna Wedler, Lucas Englander e Thomas Schubert.
Cambia però il loro ruolo nella costruzione del racconto. Nel romanzo sono anche occhi attraverso cui Gerda viene rievocata; nel film diventano personaggi che condividono direttamente lo spazio con lei. Il ricordo si trasforma in esperienza mostrata.
Il cast amplia inoltre il mondo di fotografi, artisti e intellettuali che circondavano Taro e Capa, con personaggi come David “Chim” Seymour, Fred Stein e Bertolt Brecht. Non significa che ogni incontro o dialogo vada interpretato come una trascrizione documentaria: il film unisce persone realmente esistite e costruzione cinematografica.
Fotografie e archivio: il punto in cui libro e film si incontrano
Il terreno comune più evidente è il rapporto con le tracce storiche. Il romanzo nasce da un lavoro di ricerca su fotografie, documenti e testimonianze. Marazzi porta questa dimensione dentro il linguaggio cinematografico, alternando fiction e materiali d’archivio.
Non è un elemento decorativo. Per Gerda Taro la questione dell’immagine coincide con il centro della sua vita professionale: fotografare la guerra significava essere presente nel momento in cui la Storia accadeva. Il film usa quindi fotografie e immagini non soltanto per certificare che una persona o un luogo siano esistiti, ma per mettere in dialogo la Gerda interpretata da Emilia Schüle con la donna reale.
La ragazza con la Leica racconta una storia vera?
Sì, la protagonista e il nucleo biografico sono reali, ma libro e film sono opere narrative. Gerda Taro nacque nel 1910, fuggì dalla Germania nazista, lavorò come fotoreporter nella guerra civile spagnola e morì nel luglio 1937 dopo essere stata travolta da un carro armato durante la battaglia di Brunete.
Il rapporto con Robert Capa, l’ambiente degli esuli e l’attività fotografica appartengono alla storia documentata. Dialoghi, raccordi narrativi e ricostruzione dell’intimità dei personaggi richiedono invece inevitabilmente un lavoro di interpretazione. La formula “liberamente ispirato” serve proprio a evitare di confondere un film storico con un documentario.
Bisogna leggere il libro prima di vedere il film?
No. Il film è costruito per funzionare autonomamente e mette Gerda al centro in modo più diretto. Leggere il romanzo prima della visione può però cambiare l’esperienza perché permette di riconoscere il lavoro di trasformazione compiuto da Marazzi e Santella.
- Chi legge prima il romanzo ritroverà personaggi e relazioni, ma con un diverso equilibrio.
- Chi vede prima il film avrà un accesso più immediato alla biografia di Gerda e potrà poi scoprire nel libro una struttura più corale.
- Le due opere non si sostituiscono: raccontano la stessa figura usando strumenti differenti.
La ragazza con la Leica a Venezia 83 e quando esce in Italia
La ragazza con la Leica ha aperto la sezione Orizzonti di Venezia 83. Nel programma della Biennale la durata della proiezione è indicata in 119 minuti. Dopo gli appuntamenti del 2 e 3 settembre, il film torna al Lido anche il 4 settembre alle 21:00 all’Astra 1.
La distribuzione italiana è affidata a BIM Distribuzione. Al momento non è stato comunicato un giorno preciso: la finestra indicata dopo la première è l’inizio del 2027. La data verrà aggiunta alla nostra guida sui film di Venezia 2026 e le uscite italiane appena sarà ufficializzata.
In breve: cosa cambia dal libro al film
Il romanzo ricostruisce Gerda Taro soprattutto attraverso la memoria degli altri; il film la riporta in primo piano. Marazzi conserva la struttura frammentata e il dialogo tra storia personale, fotografia e politica, ma usa l’ultimo giorno a Parigi come asse del racconto e trasforma i ricordi in scene vissute dalla protagonista. Per questo La ragazza con la Leica va considerato un adattamento libero e complementare al libro, non la sua copia cinematografica.