La colonna sonora di Fratello, dove sei?: un viaggio in bluegrass alla scoperta dell’america contadina anni ‘30.

Le colonne sonore possono raccontare una storia d’amore, la vita di qualcuno o un avvenimento importante. La colonna sonora che analizzeremo in questo articolo invece, racconta le radici della musica americana.

Fratello, dove sei? (O Brother, where art thou?) è una sofisticata commedia del 2000 diretta dai fratelli Coen, liberamente tratta dall’Odissea di Omero. Mississippi, fine anni trenta, i Soggy Bottom Boys sono tre galeotti appena evasi dai lavori forzati che, fingendosi un gruppo folk, riescono ad intascare una buona somma di denaro incidendo un vecchio brano tradizionale. Con questi soldi intraprenderanno un avventuroso viaggio attraverso l’America rurale della grande crisi, alla ricerca di un fantomatico tesoro.

Il film è un perfetto spaccato dell’America di quegli anni, soprattutto attraverso politica, razzismo e naturalmente musica. La mania citazionistica dei fratelli Coen trova un senso ed è tenuta insieme da una colonna sonora di altissimo livello, estremamente interessante, nonché una delle più suggestive ed evocativamente potenti della storia del cinema americano. Una colonna sonora che ha vinto un Grammy Award come album dell’anno nel 2002 ed è otto volte disco di platino. Inoltre due brani dell’album (I am a man of constant sorrow e Oh, death) hanno trionfato nelle categorie “Miglior collaborazione country vocale” e “Miglior interpretazione vocale maschile”.

La maggior parte della musica utilizzata nel film è bluegrass: un folk-blues degli Appalachi (America dell’est). Vengono utilizzati anche canti funebri e canzoni macabre come Oh death, Lonesome Valley, Angel Band. In netta contrapposizione a queste, troviamo canzoni più solari e luminose come You are my sunshine e Keep on the sunny side.
Soggy Bottom BoysTra tutti questi brani storici, il singolo di successo è I am a man of constant sorrow, un tradizionale pezzo folk di origine irlandese pubblicato per la prima volta nel 1913 da Dick Burnett, un violinista del Kentucky. È stata ripresa da molti musicisti che l’hanno inclusa nel loro repertorio di musiche tradizionali. Notevoli sono le versioni di Bob Dylan (inclusa nel suo primo album del 1962) e dei Rolling Stones (che hanno ripreso parte del testo nel brano Let it loose).

Grazie a questo film, questa canzone ha avuto nuovamente successo tanto nella pellicola quanto nella realtà. Dopo l’uscita del film infatti, il finto gruppo musicale divenne così famoso che i talentuosi musicisti che ne facevano parte (e che nel film non si vedono), si esibirono con i brani della colonna sonora di Fratello, dove sei? in un vero e proprio tour.

Il testo racconta di un uomo che ha dovuto abbandonare la sua terra (il Kentucky) e vaga senza pace finché non ritrova la sua amata a cui dice che forse morirà e chiede di seppellirlo: “pessimismo e fastidio”. Effettivamente è un canto di dolore, come la maggior parte dei canti dell’epoca, provenendo da schiavi, poveri ed emarginati in genere. Anche dal punto di vista musicale l’atmosfera è di tristezza e malinconia ma, declinata in chiave bluegrass, diventa il manifesto perfetto di tutta la colonna sonora perché racchiude tutte le caratteristiche principali del genere: un punto di incontro tra blues e country in cui sono confluite le tradizioni musicali dei numerosi irlandesi che arrivavano in america. Così come nel jazz, ogni strumento, a turno, prende il sopravvento sugli altri e improvvisa con variazioni sul tema, mentre gli altri lo accompagnano. Inoltre, troviamo una vocalità all’apparenza rozza ma molto armonica perché fortemente influenzata dal gospel.

Un genere ricco di cose da dire, una colonna sonora ricca di storia, un film da non perdere.

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