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Come finisce La forma dell’acqua? Finale e branchie di Elisa

Il finale lega la salvezza di Elisa ai segni sul collo, ma lascia aperta una lettura fiabesca dell'ultima scena.

Massimo 1 ora fa Commenta! 9
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La forma dell’acqua finale spiegato: attenzione, da questo punto seguono spoiler completi. Nel finale Strickland raggiunge Elisa e l’Uomo Anfibio al canale, spara a entrambi e sembra chiudere la loro fuga. La creatura però guarisce, uccide Strickland e porta Elisa sott’acqua. È lì che i segni sul collo della donna si aprono come branchie, suggerendo che possa respirare nell’acqua e vivere con lui.

Contenuti
Come finisce La forma dell’acqua?Elisa aveva già le branchie? Cosa significano i segni sul colloElisa muore? Perché la creatura riesce a salvarlaIl finale è reale o immaginato da Giles?Cosa significano Strickland, l’acqua e la poesia finaleDove vedere La forma dell’acqua in streaming in Italia

Il film di Guillermo del Toro, uscito in Italia il 14 febbraio 2018, dura 123 minuti e vede Sally Hawkins accanto a Doug Jones, Michael Shannon, Octavia Spencer, Richard Jenkins e Michael Stuhlbarg. La storia è ambientata nella Baltimora del 1962, durante la Guerra Fredda.

Come finisce La forma dell’acqua?

La forma dell'acqua - fotogramma del film

Nel finale Strickland spara a Elisa e alla creatura mentre stanno per separarsi al canale. L’Uomo Anfibio si rialza grazie alla propria capacità di guarigione, uccide Strickland e porta Elisa in acqua. Le cicatrici sul collo di lei diventano branchie e la donna riprende vita. Giles racconta quindi il loro possibile lieto fine, lasciando una sfumatura fiabesca sull’ultima immagine.

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La sequenza arriva dopo che Strickland ha ricostruito la fuga dell’Uomo Anfibio. Zelda prova ad avvertire Elisa, mentre Giles la accompagna al punto in cui la creatura dovrebbe essere liberata. Strickland li raggiunge prima che possano salutarsi davvero e spara sia alla creatura sia a Elisa.

È qui che il rapporto di forza si capovolge. L’Uomo Anfibio guarisce dalle ferite e affronta Strickland. La creatura gli apre la gola con gli artigli e poi si concentra su Elisa. Il finale non usa un dialogo esplicativo: la risposta passa soprattutto attraverso l’immagine delle branchie.

Per chi segue il cluster dei finali, il meccanismo è diverso da quello di un thriller costruito su una rivelazione. In Survive e il destino di Julia, per esempio, il finale ridefinisce le regole del mondo narrativo; qui del Toro chiude soprattutto il percorso emotivo di Elisa.

Elisa aveva già le branchie? Cosa significano i segni sul collo

La forma dell'acqua - fotogramma del film

Il film non dichiara mai che Elisa fosse già una creatura anfibia. Mostra però fin dall’inizio tre segni sul collo, presentati come cicatrici. Nell’ultima scena quelle linee si aprono e assumono chiaramente la funzione di branchie. Da qui nascono due letture compatibili con ciò che il film mostra.

La prima è letterale: l’Uomo Anfibio usa il proprio potere di guarigione e trasforma le cicatrici di Elisa, permettendole di respirare sott’acqua. La seconda considera quei segni come branchie rimaste inattive fino a quel momento. Elisa era stata trovata da bambina vicino a un fiume e il film non chiarisce le sue origini, dettaglio che rende possibile l’idea che la sua affinità con l’acqua preceda l’incontro con la creatura.

Non c’è però una dichiarazione nel film che permetta di trasformare la seconda ipotesi in una certezza. La scena funziona proprio perché tiene insieme trasformazione fisica e immagine simbolica. Elisa, che sulla terra vive come una persona a cui gli altri attribuiscono una mancanza, trova nell’acqua un ambiente in cui non deve più essere definita dal silenzio.

Elisa muore? Perché la creatura riesce a salvarla

La forma dell'acqua - fotogramma del film

Elisa viene colpita da Strickland e appare senza vita quando la creatura la porta nel canale. Il film mostra però in precedenza che l’Uomo Anfibio possiede capacità rigenerative. Giles sperimenta direttamente questo potere quando le ferite sulla sua testa guariscono dopo il contatto con la creatura.

Per questo la resurrezione finale non introduce una regola nuova all’ultimo minuto. Del Toro aveva già preparato lo spettatore all’idea che il corpo dell’Uomo Anfibio e il suo contatto possano guarire. Sott’acqua la creatura applica quella capacità a Elisa; subito dopo, i segni sul collo si aprono e lei torna cosciente.

Il punto più ambiguo riguarda quanto di ciò che vediamo debba essere letto alla lettera. Giles racconta il finale come una fiaba e non come un verbale dei fatti. La sua voce trasforma l’ultima scena in un racconto d’amore, ma il film non suggerisce che il salvataggio sia semplicemente un sogno.

Il finale è reale o immaginato da Giles?

La forma dell'acqua - fotogramma del film

Giles introduce e chiude la storia con il tono di chi sta raccontando una favola. Nell’ultima parte immagina Elisa e la creatura insieme, trasformando ciò che è accaduto in una storia d’amore destinata a sopravvivere oltre il mondo degli altri personaggi.

Questo non significa che l’intero epilogo debba essere interpretato come immaginario. La lettura più aderente a ciò che il film mostra è che la creatura salva Elisa realmente dentro la dimensione fantastica del racconto, mentre la voce di Giles conferisce a quell’evento la forma di una fiaba.

La scelta distingue il film da finali più legati alla ricostruzione materiale degli eventi, come il finale di La tempesta perfetta. Del Toro usa l’ambiguità soprattutto per proteggere la dimensione romantica della storia.

Cosa significano Strickland, l’acqua e la poesia finale

La forma dell'acqua - fotogramma del film

Strickland rappresenta il bisogno di classificare e dominare ciò che non rientra nella sua idea di normalità. Considera l’Uomo Anfibio un oggetto da studiare e distruggere, tratta Elisa e Zelda dall’alto e costruisce la propria identità attorno al potere. Quando vede la creatura guarire dopo gli spari, la sua certezza crolla.

L’acqua lavora nella direzione opposta. Non ha una forma propria, assume quella dello spazio che la contiene. È una metafora coerente con personaggi che non entrano nei modelli sociali dominanti: Elisa è muta, Giles è un uomo gay emarginato, Zelda è una donna nera nell’America del 1962, l’Uomo Anfibio è considerato non umano.

La poesia pronunciata nella chiusura completa questo discorso. Giles parla di una presenza amata impossibile da racchiudere in una forma e percepibile ovunque. Il film attribuisce valore alla relazione proprio perché Elisa e la creatura trovano un linguaggio comune senza chiedersi di rientrare nella definizione dell’altro.

Questo spiega anche perché il titolo La forma dell’acqua abbia un significato più ampio della presenza materiale dell’acqua. Il sentimento tra Elisa e la creatura non possiede una forma accettabile per Strickland e per il mondo che li circonda, ma continua a esistere e ad adattarsi.

Dove vedere La forma dell’acqua in streaming in Italia

La forma dell'acqua - fotogramma del film

Secondo i dati disponibili nell’archivio, La forma dell’acqua è disponibile in Italia su Disney Plus e attraverso servizi digitali come Apple TV Store, Google Play Movies, TIMVISION, Rakuten TV e Amazon Video. Per la disponibilità aggiornata è possibile consultare la scheda streaming di The Movie Database.

Il film ha vinto quattro premi Oscar nel 2018, compresi miglior film e miglior regia per Guillermo del Toro, dopo aver conquistato il Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia del 2017.

Il finale continua a generare domande perché fa coincidere salvezza fisica e trasformazione simbolica. Le branchie di Elisa chiudono la sua storia senza spiegare completamente chi fosse prima di incontrare l’Uomo Anfibio, lasciando proprio lì l’ultima apertura del racconto.

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