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La Fine di Oak Street è un horror? Cosa aspettarsi dal film

Massimo 1 ora fa Commenta! 13
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La Fine di Oak Street non sembra essere un horror puro. Il nuovo film di David Robert Mitchell mescola fantascienza, thriller, avventura survival e diversi elementi horror, ma utilizza dinosauri e mistero soprattutto per mettere sotto pressione una famiglia intrappolata in una situazione impossibile.

Contenuti
La Fine di Oak Street è un film horror?La Fine di Oak Street fa paura?I dinosauri rendono La Fine di Oak Street simile a Jurassic Park?Perché il paragone con Signs è importanteE Poltergeist?Quanto c’è di It Follows?È fantascienza?È anche un film survival?Ci sono molti dinosauri?La Fine di Oak Street è adatto a chi non ama gli horror?Perché l’ambientazione negli anni ’80 contaChe film dobbiamo aspettarci, quindi?Quando esce La Fine di Oak Street?

È una distinzione importante per chi arriva al cinema aspettandosi il nuovo Jurassic Park oppure qualcosa di simile a It Follows.

Il film con Anne Hathaway ed Ewan McGregor, in uscita nei cinema italiani il 12 agosto 2026, sembra stare deliberatamente nel mezzo.

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David Robert Mitchell ha indicato tra i riferimenti The Twilight Zone, Poltergeist e Signs, mentre J.J. Abrams ha descritto l’approccio come quello di un film incentrato sulle persone, anche quando attorno a loro compaiono creature gigantesche.

Quindi sì: La Fine di Oak Street può fare paura, ma probabilmente non nel modo in cui ci si aspetterebbe da un horror tradizionale.

La Fine di Oak Street è un film horror?

La fine di Oak Street - fotogramma del film

La risposta più precisa è: ha elementi horror, ma non appartiene esclusivamente al genere horror.

Anche le classificazioni utilizzate prima dell’uscita sono piuttosto eloquenti.

IMDb associa al film categorie come avventura, mistero, fantascienza e thriller, oltre alla componente survival. La comunicazione ufficiale Warner Bros. insiste invece soprattutto sul misterioso evento cosmico che trascina Oak Street in un luogo sconosciuto e sulla lotta della famiglia Platt per sopravvivere.

Il regista arriva però direttamente dal cinema horror.

David Robert Mitchell è l’autore di It Follows, uno degli horror più riconoscibili degli ultimi anni, e sembra portare anche qui alcune delle caratteristiche che avevano reso particolare quel film: periferie apparentemente tranquille, minacce difficili da comprendere e personaggi che non riescono a sentirsi completamente al sicuro.

La differenza è la scala.

In La Fine di Oak Street ci sono dinosauri, un evento cosmico e un intero quartiere sradicato dalla realtà che conosceva.

Il film diventa quindi qualcosa di molto più ampio.

La Fine di Oak Street fa paura?

La fine di Oak Street - fotogramma del film

Probabilmente sì, ma la paura sembra derivare soprattutto dalla tensione e dall’incertezza.

La situazione iniziale è già inquietante.

La famiglia Platt vive in una normale zona residenziale americana degli anni ’80 quando qualcosa cambia improvvisamente.

Oak Street non si trova più dove dovrebbe essere.

La strada termina davanti a paesaggi completamente estranei e nell’ambiente circostante compaiono animali preistorici.

Non sappiamo ancora perché sia successo.

Non sappiamo esattamente dove si trovino.

E soprattutto i protagonisti non hanno gli strumenti necessari per affrontare ciò che li circonda.

È il tipo di meccanismo che può creare tensione anche senza utilizzare continuamente jumpscare o immagini tipiche dell’horror.

I dinosauri rendono La Fine di Oak Street simile a Jurassic Park?

La fine di Oak Street - fotogramma del film

È probabilmente il paragone più immediato, ma non sembra essere quello più utile.

Abbiamo già approfondito perché La Fine di Oak Street non vuole essere semplicemente un nuovo Jurassic Park.

David Robert Mitchell ha spiegato che l’idea iniziale del film nacque immaginando qualcosa di completamente fuori posto: un dinosauro all’interno di una normale periferia americana.

Il contrasto tra quotidiano e impossibile viene prima dello spettacolo.

Non partiamo quindi da un’isola progettata per ospitare dinosauri.

Partiamo da:

una casa;

una famiglia;

una strada;

un quartiere.

Poi qualcosa rompe quella normalità.

È proprio questo che avvicina maggiormente il film ad alcuni classici della fantascienza e dell’horror suburbano.

Perché il paragone con Signs è importante

La fine di Oak Street - fotogramma del film

Tra i riferimenti citati da Mitchell c’è Signs di M. Night Shyamalan.

È probabilmente uno dei confronti più interessanti.

In Signs l’evento era enorme, ma la storia rimaneva quasi completamente ancorata a una famiglia e alla sua casa.

Non seguivamo eserciti e governi mentre cercavano di capire cosa stesse accadendo al mondo.

Seguivamo poche persone che tentavano di proteggersi.

La Fine di Oak Street sembra utilizzare un meccanismo simile.

Un evento cosmico ha conseguenze gigantesche, ma noi lo osserviamo attraverso la famiglia Platt.

Anne Hathaway ed Ewan McGregor interpretano Denise e il marito, mentre Maisy Stella e Christian Convery interpretano i loro figli.

La domanda non è soltanto:

“Come possono sopravvivere ai dinosauri?”

È anche:

“Riusciranno a restare una famiglia mentre tutto ciò che conoscevano è scomparso?”

E Poltergeist?

La fine di Oak Street - fotogramma del film

Qui il collegamento è ancora più evidente.

Poltergeist prendeva uno degli ambienti apparentemente più sicuri possibili — una casa in una periferia americana — e lo trasformava in qualcosa di minaccioso.

Mitchell sembra partire da una logica molto simile.

La casa non protegge più.

Il giardino non è più sicuro.

La strada davanti alla porta non conduce più nel posto conosciuto dai protagonisti.

È la normalità stessa a diventare inquietante.

J.J. Abrams ha utilizzato proprio Poltergeist come riferimento parlando del film e ha sottolineato quanto la componente familiare sia importante rispetto alla semplice presenza dei mostri.

Quanto c’è di It Follows?

La fine di Oak Street - fotogramma del film

Qui bisogna fare attenzione.

La Fine di Oak Street non è un seguito spirituale di It Follows e non abbiamo motivo di aspettarci la stessa struttura narrativa.

Ci sono però alcune caratteristiche riconoscibili del cinema di David Robert Mitchell.

La più evidente è l’utilizzo della periferia.

In It Follows, strade, case e quartieri normalmente rassicuranti diventavano spazi nei quali una minaccia poteva comparire in qualsiasi momento.

In La Fine di Oak Street Mitchell prende quella sensazione e la porta su una scala molto più grande.

Non è più soltanto qualcosa che entra nella periferia.

È l’intera periferia a essere spostata dentro qualcosa di sconosciuto.

Per chi conosce il cinema del regista è probabilmente uno degli elementi più interessanti del progetto.

È fantascienza?

La fine di Oak Street - fotogramma del film

Sì, e probabilmente la fantascienza è il contenitore più ampio nel quale inserire il film.

La premessa nasce esplicitamente da un evento cosmico inspiegabile.

Un pezzo di periferia viene apparentemente strappato dalla propria realtà e trasportato altrove.

Questo apre immediatamente diverse domande.

Oak Street è tornata indietro nel tempo?

È stata trasportata in un’altra realtà?

Si trova ancora sulla Terra?

Perché sono presenti dinosauri?

Qualcuno ha provocato l’evento?

Il trailer volutamente non risponde.

Ed è anche il motivo per cui sono nate numerose teorie sul possibile collegamento con Cloverfield.

Abbiamo analizzato separatamente se La Fine di Oak Street sia realmente collegato a Cloverfield: al momento non esiste alcuna conferma ufficiale che i due universi siano collegati.

La presenza di J.J. Abrams e Bad Robot rende il paragone inevitabile, ma non è una prova.

È anche un film survival?

La fine di Oak Street - fotogramma del film

Molto.

Probabilmente questa sarà una delle componenti più evidenti.

Il trailer mostra i protagonisti costretti ad adattarsi rapidamente a un ambiente dove le regole quotidiane non funzionano più.

Non hanno una base scientifica preparata.

Non hanno veicoli progettati per affrontare animali preistorici.

Sono semplicemente persone comuni rimaste con ciò che avevano in casa quando Oak Street è stata trasportata.

Da qui nasce una parte importante della tensione.

Oggetti quotidiani devono diventare strumenti di difesa.

Le case diventano rifugi.

E ogni uscita nel quartiere può trasformarsi in un rischio.

Ci sono molti dinosauri?

La fine di Oak Street - fotogramma del film

Ci sono sicuramente, e la promozione li sta utilizzando parecchio.

Ma non sembrano essere l’unico mistero del film.

Il trailer mostra diverse creature preistoriche e alcune sequenze d’azione costruite attorno a loro, ma la domanda centrale rimane ciò che è successo a Oak Street.

Questo dettaglio distingue il film da un’avventura costruita esclusivamente intorno agli animali.

Il dinosauro è la minaccia immediata.

L’evento cosmico è il vero mistero.

Ed è molto probabile che capire dove siano finiti i protagonisti sia importante almeno quanto capire come sfuggire alle creature.

La Fine di Oak Street è adatto a chi non ama gli horror?

La fine di Oak Street - fotogramma del film

Da quello che sappiamo prima dell’uscita, non sembra necessario essere appassionati di horror per apprezzarlo.

Il film sembra rivolgersi anche a chi ama:

  • fantascienza;
  • misteri;
  • film survival;
  • cinema d’avventura;
  • storie familiari;
  • creature preistoriche;
  • thriller con elementi fantastici.

Chi invece cerca un horror puro alla It Follows potrebbe trovare qualcosa di molto diverso.

La produzione appare decisamente più grande e orientata allo spettacolo.

Mitchell stesso ha parlato di un film capace di mescolare spettacolo preistorico e dramma familiare, indicando The Twilight Zone, Poltergeist e Signs come punti di riferimento.

Perché l’ambientazione negli anni ’80 conta

La fine di Oak Street - fotogramma del film

La scelta degli anni ’80 non sembra essere soltanto decorativa.

Una famiglia trasportata improvvisamente in un ambiente sconosciuto negli anni ’80 non può:

consultare Google;

controllare la posizione sullo smartphone;

comunicare attraverso internet;

seguire aggiornamenti in tempo reale.

L’isolamento diventa quindi molto più forte.

Qualsiasi risposta deve essere trovata osservando ciò che accade attorno ai protagonisti.

È una soluzione narrativa perfetta per un mystery.

Ed è anche coerente con i riferimenti cinematografici indicati da Mitchell: molta della fantascienza e dell’horror che sembra aver influenzato il film appartiene proprio al cinema tra gli anni ’70, ’80 e l’inizio dei ‘2000.

Che film dobbiamo aspettarci, quindi?

La fine di Oak Street - fotogramma del film

Se dovessimo definirlo oggi con una sola formula, parlerei di thriller fantascientifico survival con elementi horror.

Non semplicemente:

“un film di dinosauri”.

E nemmeno:

“il nuovo horror del regista di It Follows”.

Entrambe le definizioni raccontano soltanto una parte.

La premessa fantascientifica crea il mistero.

I dinosauri creano il pericolo.

L’horror costruisce la tensione.

La componente survival mette i protagonisti alla prova.

La famiglia Platt dovrebbe essere invece il filo che tiene insieme tutto il resto.

È proprio questa combinazione che potrebbe permettere a La Fine di Oak Street di distinguersi dai tanti blockbuster costruiti esclusivamente sulle creature.

Quando esce La Fine di Oak Street?

La fine di Oak Street - fotogramma del film

La Fine di Oak Street arriva nei cinema italiani il 12 agosto 2026, mentre l’uscita nordamericana è prevista per il 14 agosto.

Il film è scritto e diretto da David Robert Mitchell ed è prodotto anche da J.J. Abrams attraverso Bad Robot.

Nel cast troviamo:

  • Anne Hathaway;
  • Ewan McGregor;
  • Maisy Stella;
  • Christian Convery;
  • P.J. Byrne;
  • Chris Coy.

Warner Bros. Pictures distribuirà il film a livello internazionale.

Sul nostro sito puoi vedere anche il trailer italiano di La Fine di Oak Street e la trama completa senza spoiler.

La risposta alla domanda iniziale, quindi, è abbastanza chiara.

La Fine di Oak Street ha sicuramente un’anima horror, ma non sembra voler essere soltanto un horror.

David Robert Mitchell sta utilizzando alcuni degli strumenti che conosce meglio — periferia, minaccia, mistero e inquietudine — dentro un film molto più ampio fatto di fantascienza, dinosauri, sopravvivenza e dinamiche familiari.

Per capire quanto una componente prevarrà sulle altre dovremo aspettare il film.

Ma chi entrerà in sala aspettandosi semplicemente Jurassic Park o un nuovo It Follows probabilmente sta guardando soltanto metà del quadro.

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