Thom Yorke, ipnotica voce dei Radiohead, si è aggiudicato il Soundtrack Stars Award per il miglior brano originale, Suspirium, per il remake di Suspiria di Luca Guadagnino.

Riuscire a realizzare una colonna sonora altrettanto efficace come quella che nel 1977 scrissero i Goblin, non era un’impresa facile. Sarà perché avevano già lavorato con Dario Argento per Profondo Rosso o sarà che avevano un naturale talento per scrivere brani adattissimi a colonne sonore horror, tanto è vero che anche Romero li utilizzò per Wampyr, fatto sta che le atmosfere angosciose di Suspiria sono alimentate proprio dalla sottile inquietudine trasmessa dalla colonna sonora.

Che artista poteva scegliere Guadagnino per ottenere gli stessi risultati, ma inserendo una nota innovativa e rivoluzionaria? Esclusi i classici gruppi metal, una scelta che si sarebbe rivelata troppo ovvia e forse esagerata, volendo lasciare da parte il progressive rock dei Goblin, onde evitare di ricreare le stesse sonorità, la scelta è ricaduta su un artista simbolo della sua generazione: Thom Yorke. “Il Suspiria di Argento aveva i Goblin, emblema del progressive rock, io cercavo la voce della mia generazione. Thom Yorke. A volte si resta delusi nell’incontro con i propri miti, per me non è stato così. All’inizio aveva paura che gli chiedessi musiche da film horror, di quelle per far sobbalzare lo spettatore, poi ha capito che, al contrario, volevo qualcosa che entrasse dentro e riportasse a quegli anni. La sua arte trascende la contemporaneità. Avere il privilegio di avere le sue musiche è un sogno che diventa realtà. La profondità della sua creazione e della sua visione artistica è così unica che Suspiria sarà rivoluzionario. Il nostro obiettivo è stato quello di realizzare un film che fosse un’esperienza inquietante e di cambiamento: per questa scopo non c’era persona migliore di Thom“.

Come detto dal regista e come è possibile ascoltare da Suspirium, primo brano in anteprima, Yorke lascia da parte le classiche sonorità creepy da film horror. Fatta eccezione per pochi brani, come Sabbath Incantation Open Again, dove cori da chiesa e tonalità gotiche accompagnano le scene, il cantante dei Radiohead punta ad altro. Le sue musiche sono più sottili, con una base di pianoforte e flauto molto ipnotica, che si ripete in più tracce. Se qualcuno potrebbe pensare che questo vada a sminuire la qualità della colonna sonora, probabilmente si sbaglia. O almeno, secondo Yorke: “C’è una forma di ripetizione in musica che diventa ipnotica, la ripetizione di un motivo, ancora e ancora e ancora. Parte della tua testa ti diceva ‘per favore, non voglio più ascoltarlo’ e questo è davvero grandioso“. L’obiettivo, infatti, sarebbe quello di far nascere nello spettatore un senso di tormento infinito, che si ripete e ritorna lungo tutta la durata del film. Ascoltando Suspirium notiamo anche come Yorke sembri voler accostare all’horror tonalità malinconiche e, con la sua voce ammaliante, rivolgere un canto a un qualcosa di perduto.

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