Jonathan Larson non vide mai il successo di Rent.
L’autore raccontato da Andrew Garfield in Tick, Tick… Boom! morì il 25 gennaio 1996, a soli 35 anni, dopo aver assistito la sera precedente alla prova generale del musical al New York Theatre Workshop.
Le prime preview pubbliche di Rent sarebbero iniziate il giorno seguente, il 26 gennaio.
Larson non vide quindi il pubblico accogliere l’opera alla quale aveva lavorato per anni, non assistette al successivo trasferimento a Broadway e non poté ritirare né il Pulitzer né i Tony Award arrivati pochi mesi più tardi.
Una coincidenza tragica che rende il finale di Tick, Tick… Boom! ancora più difficile da dimenticare.
| Domanda | Risposta |
|---|---|
| Jonathan Larson è realmente esistito? | Sì |
| Tick, Tick… Boom! è autobiografico? | Sì, con elementi rielaborati |
| Larson scrisse Rent? | Sì |
| Vide Rent davanti al pubblico? | No |
| Quando morì? | 25 gennaio 1996 |
| Quanti anni aveva? | 35 |
| Causa della morte | Dissezione aortica |
| Aveva avuto sintomi nei giorni precedenti? | Sì |
| Era stato visitato in ospedale? | Sì, due volte |
| Vide Rent a Broadway? | No |
| Pulitzer e Tony arrivarono dopo la sua morte? | Sì |
Quando morì Jonathan Larson?
Jonathan Larson morì nella sua casa di Manhattan nelle prime ore del 25 gennaio 1996.
Il giorno precedente aveva partecipato alla prova generale di Rent, il progetto al quale aveva dedicato anni di lavoro.
La cronologia conservata dalla Library of Congress è particolarmente chiara: prova generale il 24 gennaio, morte di Larson il 25 gennaio e inizio delle preview al New York Theatre Workshop il 26 gennaio.
Non si tratta quindi della leggenda costruita successivamente intorno a un artista scomparso giovane.
Larson morì realmente a poche ore di distanza dal momento in cui Rent stava per essere presentato al pubblico.

Jonathan Larson vide mai Rent?
Non in una normale rappresentazione aperta al pubblico.
Larson aveva naturalmente seguito lo sviluppo, le prove e la preparazione dello spettacolo e vide la prova generale finale del 24 gennaio.
Non poté però assistere alle preview che sarebbero iniziate dopo la sua morte.
Rent debuttò ufficialmente Off-Broadway al New York Theatre Workshop il 13 febbraio 1996. Il successo fu tale da portare rapidamente il musical a Broadway, dove le preview iniziarono il 16 aprile e l’apertura ufficiale arrivò il 29 aprile 1996 al Nederlander Theatre.
Larson era morto circa tre mesi prima.
Di cosa morì Jonathan Larson?
La causa della morte fu una dissezione dell’aorta.
Si tratta di una grave emergenza cardiovascolare provocata da una lacerazione della parete interna dell’aorta, il principale vaso sanguigno che porta il sangue dal cuore al resto dell’organismo.
Nel caso di Larson venne successivamente ipotizzato un collegamento con una sindrome di Marfan non diagnosticata, una condizione genetica che può aumentare il rischio di problemi all’aorta.
Il particolare più doloroso della vicenda è però ciò che era accaduto nei giorni immediatamente precedenti.
Jonathan Larson era stato in ospedale prima di morire?
Sì.
Larson aveva manifestato sintomi importanti, tra cui forti dolori al petto, ed era stato visitato in due diversi ospedali di New York.
La dissezione aortica non venne riconosciuta.
Una struttura attribuì i disturbi a un’intossicazione alimentare, mentre nell’altra venne considerata una possibile sindrome virale.
Dopo la morte dell’autore, il Dipartimento della Salute dello Stato di New York indagò sull’assistenza ricevuta e concluse che Larson era stato diagnosticato erroneamente in entrambe le strutture.
È importante, però, non trasformare questa ricostruzione nella frase semplicistica “i medici lo lasciarono morire”.
Le successive valutazioni sottolinearono anche quanto fosse difficile riconoscere una patologia simile in un uomo di appena 35 anni senza alcuni dei tipici indicatori di rischio.
Resta il fatto che Larson aveva cercato assistenza medica prima della morte e che la vera causa dei suoi sintomi non era stata individuata.
Jonathan Larson aveva la sindrome di Marfan?
È generalmente indicata come una probabile condizione non diagnosticata.
La sindrome di Marfan interessa il tessuto connettivo e può coinvolgere diversi organi, compreso il sistema cardiovascolare. Uno dei rischi più seri riguarda proprio l’aorta.
Dopo la morte di Larson, la sua storia contribuì anche a richiamare l’attenzione sulla necessità di riconoscere i segnali delle patologie aortiche.
La parte certa della sua storia resta la dissezione aortica che provocò la morte. Sul modo in cui presentare la sindrome di Marfan è invece più corretto parlare di una condizione ritenuta probabile e non diagnosticata durante la sua vita.
Tick, Tick… Boom! racconta una storia vera?
Tick, Tick… Boom! nasce da un’opera autobiografica di Jonathan Larson, ma non deve essere interpretato come una trascrizione letterale della sua vita.
Netflix definisce il musical autobiografico e altre presentazioni ufficiali parlano di un’opera semi-autobiografica.
Il Jon interpretato da Andrew Garfield riprende quindi esperienze, paure e ambizioni reali di Larson: il lavoro come cameriere, l’ossessione per il teatro musicale, l’avvicinarsi dei trent’anni e soprattutto la difficile realizzazione di Superbia, il progetto al quale aveva dedicato gran parte delle proprie energie prima di Rent.
Il film di Lin-Manuel Miranda conosce però qualcosa che il Jonathan Larson del 1990 non poteva sapere.
Lo spettatore sa che il tempo di Jon è realmente limitato.
Per questo i continui riferimenti al tempo che passa assumono inevitabilmente un significato ulteriore.
Cosa successe a Rent dopo la morte di Larson?
Rent divenne esattamente quel grande successo teatrale che Jonathan Larson aveva inseguito per anni.
Il musical vinse il Pulitzer per la drammaturgia nell’aprile del 1996 e arrivò a Broadway nello stesso mese.
Ai Tony Award conquistò, tra gli altri, i premi per miglior musical, miglior libretto e miglior colonna sonora originale.
La produzione di Broadway sarebbe poi rimasta in scena per dodici anni.
Larson non vide nulla di tutto questo.
Non vide Rent conquistare Broadway, non vide il musical rappresentato in tutto il mondo e non assistette alla trasformazione delle sue canzoni in alcuni dei brani più riconoscibili del teatro musicale contemporaneo.
È questo il particolare che rende tanto potente il finale di Tick, Tick… Boom!: il film racconta un uomo terrorizzato dall’idea di non avere abbastanza tempo per realizzare qualcosa di importante.
Jonathan Larson riuscì a realizzarlo.
Semplicemente, non ebbe il tempo di vederlo.
