Jon Stewart Late Show diventa uno dei momenti simbolo dell’addio di Stephen Colbert: nella settimana finale del talk CBS, Stewart ha portato in studio due poltrone reclinabili e una sorpresa musicale firmata Andra Day.
La gag è andata in scena martedì, a poche ore dal finale previsto per 21 maggio 2026. Non era solo un numero comico: era un passaggio di testimone emotivo tra due volti che hanno costruito gran parte della satira televisiva americana degli ultimi trent’anni.
Jon Stewart Late Show: cosa è successo con Stephen Colbert

Jon Stewart ha salutato Stephen Colbert con un regalo volutamente anti-spettacolare: due poltrone da pensionamento televisivo. Poi il numero è diventato una gag fisica, con le sedute che si sollevano mentre Andra Day entra sul palco per cantare Rise Up.
Il gioco funziona perché Stewart evita il tributo solenne e sceglie un’immagine concreta: Colbert non più dietro la scrivania del Late Show su CBS, ma pronto a guardare la TV da spettatore. L’ironia è secca, ma il sottotesto è malinconico.
La presenza di Andra Day chiude il cerchio. Rise Up accompagna letteralmente l’ascesa delle poltrone, trasformando una battuta sull’età e sul dopo show in un momento da commiato televisivo.
Perché l’addio di Stephen Colbert pesa sulla TV americana
Stephen Colbert conduce The Late Show dal 2015, dopo l’era David Letterman. La fine del programma non riguarda solo un volto noto: CBS ha annunciato anche il ritiro del marchio Late Show, una decisione che chiude un pezzo storico della seconda serata americana.
Colbert e Stewart condividono una storia lunga. Il loro rapporto professionale nasce nel 1997, quando Colbert entra nel mondo di The Daily Show. Da lì si forma una linea diretta tra comicità politica, satira da studio e capacità di trasformare l’attualità in racconto televisivo.
La pagina di Jon Stewart riassume bene il peso del conduttore nella cultura televisiva statunitense: non solo comico, ma figura capace di influenzare linguaggio, ritmo e tono del late night moderno.
The Late Show verso il finale: cosa resta dopo Colbert
Nella stessa puntata è apparso anche Steven Spielberg, segnale di una settimana costruita come evento d’addio. Il finale del 21 maggio arriva dopo una sequenza di ospiti forti e momenti pensati per misurare l’eredità culturale del programma.
Il punto non è solo la chiusura di un talk. Il late night tradizionale sta perdendo centralità rispetto a clip social, podcast, streaming e formati più brevi. Colbert rappresentava ancora una forma classica di televisione generalista: monologo, scrivania, band, ospiti, commento politico.
La sorpresa di Stewart resta efficace perché non prova a negare la fine. La mette in scena. Due amici, due poltrone e una canzone bastano a dire che un’epoca televisiva sta uscendo dall’inquadratura, mentre il pubblico deve capire se il late night saprà reinventarsi o diventerà solo memoria da archivio.