Johnny Depp non è più persona gradita alla Warner Bros e non vestirà più i panni del mago Grindelwald.

Dopo Pirati dei Caraibi, anche la produzione di Animali Fantastici silura l’attore e tutto a seguito della sentenza emessa dal giudice Justice, lo scorso 3 novembre.

Questo il post diffuso sui social dallo stesso Johnny che ha preferito rilasciare una dichiarazione di proprio pugno, piuttosto che lasciare che si moltiplicassero pettegolezzi in proposito.

6 Novembre, Londra
Alla luce degli ultimi eventi, vorrei rilasciare la seguente dichiarazione.Innanzitutto, vorrei ringraziare chi mi ha offerto supporto e lealtà.I vostri messaggi, specialmente negli ultimi giorni, erano pieni di amore e premura e mi hanno commosso.Inoltre, ci tengo a farvi sapere che la Warner Bros mi ha chiesto di abbandonare il ruolo di Grindelwald in Animali Fantastici. Ho accettato e rispettato la loro richiesta.Infine, vorrei dire questo.Il giudizio surreale emesso dalla corte britannica non intaccherà la mia lotta per la verità, per la quale continuerò a impegnarmi.La mia risolutezza rimane tale e intendo dimostrare che le prove contro di me sono false. Questo momento non definirà la mia vita e la mia carriera.Grazie per aver letto.Vostro,
Johnny Depp

Non comprendiamo e non condividiamo la decisione presa dalla Warner Bros, crediamo nella giustizia e soprattutto nel principio che si è innocenti fino a prova contraria. E’ terrificante pensare che, a prescindere dalla persona coinvolta, sia possibile essere etichettato e pregiudicato sulla base di una mera accusa e non a seguito di una condanna certa.

Animali Fantastici non sarà lo stesso senza Johnny Depp ed è davvero ingrato da parte della Warner prendere le distanze in questo modo da un attore che ha dato vita ad un villain straordinario, che ha fortemente contribuito al successo della saga, ergendosi ad autorità moralista.
Siamo sicuri che la questione non finirà qui, per cui seguiremo attentamente la vicenda e ti terremo aggiornato.




Entra nella conversazione
Condividi il tuo punto di vista: non serve creare un account. I contributi restano soggetti alla moderazione editoriale.
2 commenti