Io sono l’abisso è stato girato soprattutto sul Lago di Como, tra Nesso, Lecco, Mandello del Lario, Lierna, Bellagio, Civate, Como e Dongo. Il thriller di Donato Carrisi usa il Lario come parte essenziale della propria atmosfera, ma alcune riprese sono state realizzate anche nel Lazio, tra Pomezia, Velletri e gli studi De Paolis di Roma.
Il film è tornato sotto i riflettori con il passaggio televisivo su Rai Movie del 4 ottobre 2026. Sul nostro sito l’approfondimento sul finale spiegato di Io sono l’abisso è diventato uno dei contenuti più letti del giorno successivo: il nuovo interesse rende particolarmente utile ricostruire anche i luoghi reali che si vedono nel film.
Dove è stato girato Io sono l’abisso?
La risposta breve è sul Lago di Como. La produzione ha lavorato su entrambe le sponde del Lario e ha coinvolto numerosi comuni. La scheda di Italy for Movies elenca tra i principali set l’Orrido di Nesso, Lecco, Civate, Mandello del Lario, Como, Dongo, Lierna e il porto di Pescallo a Bellagio.
Anche ANSA, già durante le riprese nel novembre 2021, confermava che il film veniva realizzato sul Lago di Como. Il paesaggio non è quindi una semplice ambientazione narrativa aggiunta in post-produzione: è il luogo reale attorno al quale Carrisi ha costruito gran parte della messa in scena.
L’Orrido di Nesso è una delle location principali
Tra i luoghi più riconoscibili c’è l’Orrido di Nesso, la gola naturale che attraversa il borgo e scende verso il lago. Italy for Movies lo indica come una location cruciale nello sviluppo della storia.
La scelta è perfettamente coerente con il film: acqua, pareti strette, passaggi verticali e ombre trasformano un luogo turistico molto noto in uno spazio inquieto. È un buon esempio di come Io sono l’abisso usi il paesaggio lariano senza cercare la classica cartolina del Lago di Como.
Lecco: il lungolago davanti a San Nicolò
Le riprese hanno interessato anche Lecco. Una delle zone individuabili è il lungolago davanti alla statua di San Nicolò, dove la città viene mostrata direttamente nel suo rapporto con l’acqua e con le montagne.
La produzione ha ricevuto supporto logistico sul territorio. Le fonti locali che riportano il lavoro della Lecco Film Commission ricordano la collaborazione del Comune di Lecco e citano espressamente Lecco, Mandello del Lario e Lierna tra i comuni coinvolti.
Mandello del Lario e i giardini sul lago
Mandello del Lario compare in più passaggi del film. Italy for Movies segnala la zona dei giardini pubblici e altre aree affacciate sull’acqua. Il territorio è particolarmente adatto alla fotografia del film perché permette di alternare spazi aperti e scorci più chiusi mantenendo sempre il lago come presenza visiva.
Mandello era già stato indicato durante la lavorazione tra i comuni che avevano collaborato alla produzione. Questo conferma che non si tratta soltanto di una generica ambientazione “sul Lago di Como”, ma di un set diffuso attraverso diversi paesi del Lario.
Bellagio: il porto di Pescallo
A Bellagio la troupe ha utilizzato il porto di Pescallo, il piccolo borgo affacciato sul ramo orientale del lago. È qui che la Cacciatrice di mosche incontra il Professore e i due parlano seduti su una panchina vista lago.
Pescallo mostra bene il contrasto cercato da Carrisi: un luogo apparentemente tranquillo e suggestivo che nel contesto del film assume un tono molto più sospeso e malinconico.
Como e Dongo: Villa Bonomi e Villa Rubini Radaelli
Tra le dimore utilizzate dalla produzione figurano anche Villa Bonomi a Como e Villa Rubini Radaelli a Dongo. La prima viene associata alla casa della famiglia della Ragazzina col ciuffo viola, mentre la villa di Dongo ospita la festa e la piscina visibile nella parte iniziale del film.
Si tratta di proprietà che fanno parte della geografia produttiva del film, ma non vanno automaticamente considerate location turistiche aperte al pubblico. Per chi vuole riconoscere i luoghi più facilmente visitabili, Nesso, i lungolaghi di Lecco e Mandello e il porto di Pescallo sono riferimenti molto più semplici.
Civate, Lierna e l’Isola Comacina
La mappa delle riprese comprende inoltre Civate e Lierna. Italy for Movies colloca a Civate il villino della Cacciatrice di mosche, mentre Lierna rientra tra i comuni coinvolti nella lavorazione sul Lario.
La Lecco Film Commission ha ricordato anche l’Isola Comacina tra i luoghi attraversati dal progetto. Il risultato è un film che unisce località distanti tra loro come se appartenessero a un unico spazio narrativo.
Io sono l’abisso è stato girato anche a Roma?
Sì. Non tutte le scene sono state realizzate sul Lago di Como. Italy for Movies segnala riprese in alcune case popolari di Pomezia, nel carcere di Velletri e negli studi De Paolis di Roma, utilizzati soprattutto per gli interni.
Una parte importante della scenografia è quindi stata ricostruita in teatro di posa. Il film alterna luoghi reali del Lario a spazi controllati in studio senza rendere evidente il passaggio allo spettatore.
Perché il Lago di Como è così importante nel film?
Nel cinema di Carrisi l’ambiente non serve soltanto a indicare dove avviene la storia. In Io sono l’abisso l’acqua è una presenza continua e il lago diventa quasi un personaggio: calmo in superficie, opaco e difficile da leggere sotto.
Il Lario permette al regista di costruire proprio questa ambiguità. Borghi eleganti, ville e passeggiate convivono con gole, rive isolate e spazi che di notte cambiano completamente tono. Per questo molte delle location più belle del Lago di Como vengono fotografate in modo volutamente poco turistico.
Per approfondire il film puoi leggere anche la nostra recensione di Io sono l’abisso e, se hai già visto il film, il nostro articolo sul finale e sul significato dell’ultima scena.
Le location di Io sono l’abisso in breve
- Nesso: l’Orrido.
- Lecco: il lungolago davanti alla statua di San Nicolò.
- Mandello del Lario: giardini pubblici e rive del lago.
- Bellagio: porto di Pescallo.
- Como: Villa Bonomi.
- Dongo: Villa Rubini Radaelli.
- Civate e Lierna: altre location del Lario.
- Roma, Pomezia e Velletri: interni e set nel Lazio.
Il vero protagonista geografico resta comunque il Lago di Como: Carrisi lo usa per trasformare alcuni dei luoghi più riconoscibili del Lario in un paesaggio cupo, sospeso e perfettamente coerente con il tono del thriller.
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