Dopo il Leone d’oro al regista David Cronenberg, arriva un meritato Leone alla Carriera per gli attori, a Vanessa Redgrave.

È stato lo stesso direttore della Mostra del Cinema di Venezia, Alberto Barbera, a proporre l’attrice inglese per il prestigioso premio, subito sottoscritto dal Cda della Biennale, con questa motivazione:

Considerata tra le migliori interpreti femminili del cinema moderno, è un’attrice sensibile e capace di infinite sfumature, interprete ideale di personaggi complessi e non di rado controversi. Dotata di naturale eleganza, innata forza di seduzione e di uno straordinario talento, è potuta passare con disinvoltura dal cinema d’autore europeo alle fastose produzioni hollywoodiane, dalle tavole del palcoscenico alle produzioni televisive, offrendo ogni volta risultati di assoluta eccellenza. Le sue apparizioni, distribuite in sessant’anni di attività, emanano autorevolezza e piena padronanza dei ruoli, generosità senza limiti ed estrema raffinatezza, qualità non disgiunte da una buona dose di audacia e combattività che costituiscono uno dei tratti più evidenti della sua personalità umana e artistica“.

L’attrice, che recentemente è passata anche dietro la macchina da presa col suo Sea sorrow – Il dolore del mare, non ha nascosto il suo entusiasmo per il premio:

Sono sbalordita e straordinariamente felice di sapere che sarò premiata col Leone d’oro alla carriera dalla Mostra di Venezia. La scorsa estate stavo girando proprio a Venezia The Aspern Papers. Molti anni fa ho girato La vacanza nelle paludi del Veneto. Il mio personaggio parlava solo in dialetto veneziano. Scommetto di essere l’unica attrice non italiana ad aver recitato un intero ruolo in dialetto veneziano”.

Inutile dire che quando vengono assegnati premi così importanti a notorie brave persone non si può che essere contenti e tanto dovrebbe bastare. Eppure, in momenti come quello che stiamo passando, è difficile non pensare anche che il Leone d’oro alla Carriera del 2018 è stato assegnato a un’attrice da sempre impegnata nel sociale e che recentemente ha realizzato un film sullo spauracchio del nostro attuale governo, ossia i migranti. Mettendosi dalla loro parte, ovviamente.

Forse non ci si dovrebbe nemmeno far caso, ma questo ci fa ancora più piacere.

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