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Hollywood: dal dopoguerra a oggi

Dal dopoguerra a oggi tantissimi cambiamenti a Hollywood

Siamo nel dopoguerra e la televisione lancia la sua sfida al cinema; sarà una battaglia molto pesante per il grande schermo che soccomberà, almeno in parte. Nel 1955 il numero di film usciti negli Stati Uniti diminuì fino a duecento; era solo l’inizio del declino che continuò  in maniera costante, riducendo gli spettatori cinematografici ad un sesto rispetto a quello che era stato registrato nel 1946. Per attirare nuovamente il pubblico Hollywood fece due mosse: passò definitivamente al colore per bloccare la concorrenza televisiva ed inventò il drive-in costruendo un gran numero di multisale nei nuovi centri commerciali.

Il Cinemascope divenne il nuovo standard industriale, particolarmente adatto alle scenografie dei kolossal della fine degli anni ’50; stiamo parlando di: I dieci comandamenti (1956) di De Mille, Ben Hur (1959) di W. Wyler, Spartacus (1960) di Stanley Kubrick e Cleopatra (1963) di Joseph L. Mankiewicz. Gli interpreti erano attori del calibro di Yul Brynner, Charlton Heston, Kirk Douglas ed Elizabeth Taylor.

Hollywood nel dopoguerra ha prodotto, inoltre, molti tra gli western più memorabili della storia del cinema (Sfida infernale di Ford del 1946; Mezzogiorno di fuoco di Zinnemann del 1952; Il cavaliere della valle solitaria di George Stevens del 1953); oltre ai musical di Vincente Minnelli, Arthur Freed e Gene Kelly (Un americano a Parigi del 1951, di Minnelli; Cantando sotto la pioggia, di Gene Kelly e Stanley Donen del 1952); le commedie di Bing Crosby, Bob Hope, Dean Martin e Jack Lemmon; i film romantici e drammatici con Frank Sinatra, Ava Gardner e Jayne Mansfield. Ma gli anni ‘50 furono soprattutto l’era della provocante Marilyn Monroe e degli eccentrici ribelli Marlon Brando e James Dean. Per la prima volta venivamo messi in scena il disagio esistenziale e l’alienazione sociale.

I cambiamenti degli anni Sessanta e Settanta

Nei primi anni sessanta il cinema hollywoodiano cominciò a trattare le tematiche sessuali, influenzato dai nuovi costumi della cultura giovanile dell’epoca. Iniziarono le commedie romantiche interpretate da Sophia Loren, Gina Lollobrigida, David Niven e Peter Sellers e dall’altro lato film a basso costo nelle ville californiane con Elvis Presley e Ann Margret, la serie di James Bond, i film balneari che esibivano Ursula Andress e Raquel Welch in bikini. Questa tendenza sexy sfociò negli anni settanta nella produzione di film erotici e pornografici.

Alla fine degli anni sessanta molti dei grandi studi hollywoodiani si trovavano sull’orlo della bancarotta. Nacquero le grandi corporation integrate con una vasta gamma di interessi commerciali. E’ il periodo in cui prendono il via le produzioni indipendenti, soprattutto dopo il successo inatteso di film come Bonnie and Clyde (1967) di Arthur Penn o nel 1967 Il laureato di Mike Nichols. La crescente importanza del cinema europeo contribuì a confermare l’idea che il regista anche autore era una carta vincente, si facilitava la produzione di nuove e significative opere come quelle di Francis Ford Coppola, Roger Corman, Brian De Palma, Sidney Lumet, Sam Peckinpah, Roman Polansky, Sydney Pollack, Martin Scorsese e altri.

Negli anni settanta tra le star hollywoodiane più popolari vanno menzionati Charles Bronson, Clint Eastwood, Jane Fonda, Jack Lemmon, Shirley MacLaine, Lee Marvin, Steve McQueen, Paul Newman, Robert Redford e George C. Scott. Tra i più innovativi Robert De Niro, Jack Nicholson, Al Pacino, Dustin Hoffman e Gene Hackman, i quali conferirono autenticità ai film in cui lavorarono.

Ultimi anni

Il cinema hollywoodiano degli ultimi anni ha privilegiato le tematiche incentrate su personaggi, storie e stili di vita ai margini dell’esperienza quotidiana della maggioranza; vicende insolite e scioccanti; attività clandestine di diverse comunità urbane; scenari improbabili nelle terre computerizzate. Oggi ci offre molti prodotti di pura fantasia oppure ispirati a esperienze rare nella vita quotidiana. I divi di Hollywood sono ancora circondati di un glamour grazie ai programmi televisivi dedicati ai film e agli attori di successo.

Un po’ di bibliografia

Molteplici sono i libri che ci raccontano la storia di Hollywood dagli arbori ad oggi, passando da a scandali  a grandi storie d’amore, da registi ad attori, da colossal a film che fortuna non ne hanno avuta. Vi proponiamo solo alcuni titoli che potrebbero interessare a chi vuole approfondire l’argomento.

Storia e storie del cinema americano di Giampiero frasca. UTET università

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Il cinema americano è stato, e continua tuttora a essere, una fucina di divi dal fascino magnetico, di personaggi indimenticabili. È ancora oggi un inesauribile laboratorio di storie varie, articolate, avventurose, drammatiche, appassionanti e commoventi; storie memorabili, che nel corso degli anni si sono sovrapposte alle vicende personali dei singoli protagonisti. “Storia e storie del cinema americano” racconta la nascita, l’affermazione e l’apice, le varie cadute e le repentine resurrezioni, gli intrecci e i legami delle pellicole prodotte negli Stati Uniti dalle origini ai giorni nostri. Quella narrata è però anche la storia di un’evoluzione: di contenuti, di temi e di argomenti, calati in un percorso lunghissimo che ha investito forme, strutture e stile, finalizzati a esaltare il sogno e l’immaginazione. Il testo propone una visione della storia del cinema che si sofferma con particolare riguardo sulle singole storie di cui è composta, partendo dai film per approdare progressivamente alla definizione di un immaginario che si è fatto modello di riferimento per una società sempre più globalizzata. “Storia e storie del cinema americano” descrive con attenzione un viaggio tra icone, generi, principi industriali, miti costruiti ad arte, scandali e favori del pubblico.

Walt Disney. Una storia del cinema. Dalle origini alla Pixar di Roberto Lasagna, Falsopiano Cinema

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I sette peccati di Hollywood di Oriana Fallacci, Best BUR

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È il 9 gennaio 1956 quando Oriana Fallaci, inviata de “L’Europeo”, giunge per la prima volta a Hollywood per comprenderne i meccanismi nascosti e raccontare senza filtri il mondo del cinema e i suoi segreti. Negli anni seguenti Oriana torna nuovamente negli Stati Uniti, va a visitare le dimore degli attori, entra negli studios e partecipa a feste esclusive, illuminando ipocrisie, ambizioni e rimpianti delle star in interviste appassionate e franche. Seguendo il filo dei sette peccati capitali, la Fallaci conduce la sua inchiesta con ironia e profonda comprensione umana, consapevole che, dietro la facciata, “la storia di Hollywood è tutta qui. Vi hanno sempre dominato i più energici, i più aggressivi, i più fortunati, quelli che sono spinti da un’avidità molto forte di ‘fare’ e di guadagnare. E ciò impedisce a Hollywood di finire. A ogni crisi, rinasce: la ragazza-platino, il sistema nuovo di produzione, lo schermo gigante, la medicina dei vincitori. E costoro, rimettendo in moto questa pazzesca macchina di illusioni e di quattrini, non fanno che mantenere Hollywood come è sempre stata: coi suoi miti e i suoi peccati… A Hollywood, non si muore mai”.

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