Il cortometraggio THE PØRNØGRAPHƏR del collettivo italiano Hariel, generato con l’intelligenza artificiale, è stato selezionato in concorso alla 40esima edizione della Settimana Internazionale della Critica, parte integrante dell’82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (27 agosto – 6 settembre 2025). La proiezione ufficiale si terrà oggi alle 13.45 presso la Sala Perla (in replica sabato 30 agosto, ore 19.15, Sala Corinto).

È la prima volta che un film generato con l’intelligenza artificiale – interamente composto da inquadrature prodotte con algoritmi – accede al concorso di una sezione competitiva ufficialmente riconosciuta del festival veneziano, presentando per la prima volta immagini in movimento prodotte con l’IA.
Realizzato da Pietro Lafiandra, Flavio Pizzorno e Andrea Rossini, THE PØRNØGRAPHƏR è il secondo cortometraggio del trio e il primo firmato con il nome del neonato collettivo Hariel. Quest’opera pionieristica si inserisce nel dibattito contemporaneo sull’arte e la tecnologia, esplorando le nuove frontiere estetiche aperte dall’uso di modelli generativi.
La trama di THE PØRNØGRAPHƏR si dipana attraverso una videochiamata che vede tre uomini lottare per comprendersi. Con uno sguardo dall’alto, o da un luogo indefinibile, un computer si trasforma in una moderna Torre di Babele. Il film è un viaggio viscerale nella “carne marcita delle immagini”, conducendo lo spettatore verso la conoscenza del loro creatore e la scoperta di qualcosa di intimo su se stessi, in un luogo dove i corpi appaiono nella loro essenza.
Il collettivo Hariel

Hariel è il collettivo italiano per un cinema in intelligenza artificiale, fondato da Pietro Lafiandra, Flavio Pizzorno e Andrea Rossini. Il loro lavoro si concentra sull’esplorazione delle nuove estetiche emergenti dall’uso di modelli generativi, sia closed-source che open-source, spingendo i confini della narrazione cinematografica nell’era digitale.
Per i registi, la selezione a Venezia rappresenta una legittimazione cruciale. “Portare delle immagini in movimento prodotte con l’IA a Venezia significa per noi una legittimazione importante: il cinema algoritmico si muove anche in un contesto così importante sullo stesso piano del cinema live-action e dell’animazione tradizionale, senza alcun distinguo”, dichiarano Lafiandra, Pizzorno e Rossini.
Il film, classificato nei generi sperimentale e horror, è una testimonianza dell’impegno di HARIEL nell’esplorazione e nella formalizzazione di un approccio culturologico alle immagini algoritmiche, come espresso nel loro manifesto umanista per un cinema in intelligenza artificiale, pubblicato il 1° aprile 2025.