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Good Omens 3: il finale

Il demone Crowley e l'angelo Aziraphale ci salutano...

Lara 2 settimane fa Commenta! 7
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Good Omens 3 recensione
7.3
Good Omens 3

Ha debuttato il 13 maggio su Prime Video Good Omens 3, o per meglio dire l’episodio speciale della durata di 90 minuti che ha chiuso definitivamente la saga del demone Crowley e dell’angelo Aziraphale iniziata nel 2019. Sono passati tre anni dal finale della stagione 2, una conclusione che aveva lasciato i fan in trepidante aspettativa, curiosi di sapere come si sarebbe conclusa la storia tra i due amici/nemici soprattutto dopo l’emozionante addio, ma a dire il vero questo “gran finale” non c’è stato.

Nel cast ritroviamo David Tennant (Crowley), Michael Sheen (Aziraphale), Doon Mackichan (Arcangelo Michele), Gloria Obianyo (Uriel), Quelin Sepulveda (Muriel), Paul Chahidi (Sandalphon), Derek Jacoby (Metatron) e Bilal Hasna (Gesù).

Good Omens 3: il finale

Come ricorderai, nell’episodio finale di Good Omens 2, dopo essere riusciti a sventare i piani di Inferno e Paradiso, ad Aziraphale era stato offerto da Metraton il ruolo di Arcangelo Supremo ma non solo, anche la possibilità di riportare in Paradiso Crowley come angelo. Il demone, sdegnato, rifiuta e propone ad Aziraphale di restare sulla terra come avevano fatto fino a quel momento, finalmente liberi dalle fazioni e di vivere la loro vita insieme e, per confermare ancora di più i suoi sentimenti, bacia l’amico con trasporto disperato.

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Purtroppo Aziraphale rifiuta, così la seconda stagione si chiude con l’angelo che sale sull’ascensore che lo porterà in paradiso, mentre Crowley sale sulla sua Bentley e sfreccia via. Nel frattempo, vengono annunciati i preparativi per la Seconda Venuta…

E così ora Aziraphale è l’Arcangelo Supremo e deve organizzare tutti i dettagli per la Seconda Venuta di Gesù, a cui è già stato dato un corpo ma che ha alcuni problemi di memoria, a cui seguirà il Giudizio Eterno che Aziraphale vorrebbe più improntato a riportare tra gli uomini pace e armonia invece che zolfo e fuoco. Fin da subito, le cose iniziano a farsi difficili: prima sparisce misteriosamente Metraton, poi non si trova più il Libro della Vita, il registro di tutta la creazione, ma attraverso il quale la si può anche cancellare e, cosa ben più grave, si sono persi Gesù!

Good Omens 3: il finale

Aziraphale non sa cosa fare per risolvere la situazione così decide di chiedere aiuto all’unico essere che non glielo ha mai negato, ma che non ha molto piacere a rivederlo, Crowley, il quale si è dimesso da demone e vive la sua vita in un vicolo dietro la libreria di Aziraphale tra alcool e gioco d’azzardo, a causa del quale ha perso la sua amata Bentley. E così, i due si metteranno alla ricerca di Gesù e del Libro, anche questa volta indagheranno su ciò che si nasconde dietro a quelle misteriose scomparse, ma avranno anche il modo di chiarire ciò che è rimasto in sospeso tra loro.

Good Omens 3 la chiusura di un ciclo

Fin da subito è evidente che la serie avrebbe avuto bisogno di più episodi per chiudere al meglio la storia, si nota una certa fretta nel voler spiegare gli eventi in breve per arrivare ad una fine, cosa che non ha permesso di approfondire alcune sottotrame che avrebbero reso il tutto più completo.

Ci sono alcuni momenti ilari, il giovane Gesù è molto simpatico quando scende sulla terra per trovare il miglior modo di raggiungere il suo scopo, ma è scomparsa quell’atmosfera ironica delle precedenti stagioni, mentre in questa ci si concentra sul rapporto tra i due protagonisti con alcuni momenti piuttosto intensi.

Anche scenograficamente Good Omens 3 è più piatto e incolore, meno effetti speciali o in alcuni istanti hanno ricordato più il Doctor Who che Good Omens ma questo lo perdoniamo, alla fine, parliamo di Universo, Tempo e Creazione in entrambi, anche se con due prospettive diverse e, inoltre, la regista Rachel Talalay ha diretto alcuni episodi del Dottore interpretato da Capaldi.

Good Omens 3: il finale

Alla fine il punto principale di tutta la narrazione è il rapporto tra Crowley e Aziraphale, il resto appare come un contorno, eventi che capitano per arrivare ad una conclusione tra i due, ad una riappacificazione che culmina nel dialogo con Dio, quando ormai tutto sembra irreparabile e la creazione ormai è scomparsa, e a quella fatidica domanda, la quale rimarrà senza risposta, che il demone pone all’Eterno quando chiede il motivo di punire gli umani perché si comportano, appunto, da umani.

La nota stra positiva di Good Omens 3 sono i due protagonisti. Tennant e Sheen sono affiatati, in perfetta simbiosi, la splendida recitazione da cui traspare la loro passione per questo progetto e la volontà di vederlo terminato, l’amore per quei due personaggi stravaganti e diversi tra loro, ma in grado di insegnarci che spesso, le differenze, sono meno di quello che pensiamo, anche se parliamo di angeli e demoni e che nel bene c’è sempre un pizzico di male e viceversa.

Con Good Omens 3 si chiude un viaggio iniziato tra profezie improbabili, amicizie impossibili e un umorismo capace di mescolare sacro e profano con rara intelligenza. La serie conserva il fascino che l’ha resa un piccolo cult, regalando ai fan un epilogo emozionante e coerente con lo spirito dell’opera originale.

Good Omens 3: il finale

Al di là degli eventi che portano alla conclusione della storia, ciò che resta davvero impresso è il legame tra i protagonisti, cuore pulsante di una narrazione che ha sempre messo al centro l’umanità, anche quando a raccontarla erano un angelo e un demone. Non tutto sarà tutto perfetto, ma Good Omens 3 riesce nell’impresa più importante: salutare il proprio pubblico senza tradire l’identità che ha reso la serie così amata.

Good Omens 3 recensione
Good Omens 3
7.3
Cast 9 | 10
Trama 6 | 10
Intrattenimento 7 | 10
Summary
Con Good Omens 3 si chiude un viaggio iniziato tra profezie improbabili, amicizie impossibili e un umorismo capace di mescolare sacro e profano con rara intelligenza. La serie conserva il fascino che l'ha resa un piccolo cult, regalando ai fan un epilogo emozionante e coerente con lo spirito dell'opera originale.
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