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Gli Irregolari di Baker Street copertina

Gli Irregolari di Baker Street: recensione della serie Netflix

Un gruppo di ragazzi di strada, reclutati dal Dottor Watson e da Sherlock Holmes, si confronta con una minaccia sovrannaturale nella Londra vittoriana: riusciranno a salvare il mondo?

 

Chi sono gli ‘Irregolari di Baker Street’? Quando si sente parlare di questa strada londinese e più precisamente del numero 221 B è inevitabile pensare a Sherlock Holmes, il formidabile investigatore nato dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle che lo fece esordire nel romanzo Uno studio in rosso del 1887. Già al suo esordio il detective si serve di una banda di ragazzi di strada, Gli Irregolari, capeggiata da un certo Wiggins, in grado di reperire informazioni e infiltrarsi in luoghi impossibili da raggiungere per un adulto, per quanto abile a travestirsi: per un giusto compenso i ragazzi aiutano Holmes a carpire dettagli e informazioni nei bassifondi della capitale inglese.

Negli ultimi anni sono anche state realizzate popolari serie televisive come Sherlock con Benedict Cumberbatch che hanno cercato di rinfrescare il personaggio e Gli irregolari di Baker Street lo fa ponendo al centro della scena quei ragazzi, sulla cui vita Conan Doyle ha lasciato intendere pochi dettagli. Prodotta nel Regno Unito da Tom Bidwell che ne ha scritto il soggetto e curato la sceneggiatura per Netflix Gli Irregolari di Baker Street ha conquistato gli utenti della piattaforma, a partire dalla sua uscita nel mese di marzo. Qui sotto trovi il trailer.

A capo dei ragazzi, che sono quattro (poi diventano cinque) non c’è Wiggins, ma il loro leader è una ragazza di nome Beatrix, detta ‘Bea’ (Thaddea Graham). Il gruppo comprende sua sorella Jessie (Darci Shaw) e due ragazzi, Billy (Jojo Macari) e Spike (McKell David), cui poi si aggiunge Leopold, figlio di un’illustre casata imparentata con la famiglia reale, in cerca di avventure. L’ambientazione è in una Londra vittoriana buia e sinistra, come si addice a una serie teen horror.

Trama

Beatrix viene contattata dal misterioso Dottor Watson, che si presenta come socio di Sherlock Holmes, per indagare col suo gruppo su un caso di rapimento. Beatrix  è molto preoccupata per la sorella Jessie, tormentata da incubi terribili, simili a quelli che avevano portato alla follia e alla morte la loro madre: con la prospettiva di ottenere il denaro per badare a lei, accetta l’offerta.

Intanto il giovane Leopold, nobile di nascita, vive rinchiuso in casa, a causa dell’emofilia che lo affligge. Una sera chiede ed ottiene dal suo attendente di poter visitare la città. Giunti a Londra la carrozza quasi investe Jessie, in quel momento scesa in strada in preda agli incubi. L’intervento di Bea la salva e, davanti all’attendente di Leopold, il quale resta nascosto all’interno della carrozza, lo critica aspramente per la sua estrazione sociale elevata e i suoi privilegi. Piacevolmente sorpreso dal temperamento della ragazza il giorno successivo il giovane fugge dal palazzo e si reca a cercarla, proprio mentre il gruppo si trova alle prese col caso. Forte delle proprie conoscenze naturalistiche Leopold – che mente sulla sua vera identità per timore di non essere accettato – si dimostra un aiuto prezioso.

Più si avvicinano alla verità però, più i ragazzi si accorgono che non si tratta di un semplice rapimento, ma che nella questione sono coinvolte forze soprannaturali. Una testimone viene uccisa da uno stormo di corvi davanti ai loro occhi. Gli indizi li conducono ad una voliera nella quale rischiano la vita, ma vengono salvati da Jessie, che si rivela dotata di poteri mentali insospettabili. Risolto il caso e recatasi a Baker Street per riscuotere il compenso, Bea parla con Watson. In cosa li ha coinvolti e perchè ha scelto proprio loro? Perchè Holmes non li ha reclutati di persona? Troverai risposta a tutte queste domande solo guardando Gli Irregolari di Baker Street.

L’idea di partenza de Gli Irregolari di Baker Street è interessante ma tutt’altro che originale. Il punto più debole della storia è proprio l’origine letteraria, che sembra forzata per legittimare una serie tv che funzionerebbe anche senza bisogno di scomodare Conan Doyle. Il coinvolgimento di Sherlock Holmes e di Watson, le cui personalità vengono stravolte, può intrigare un pubblico giovane, ma risulta decisamente meno accettabile per un adulto che conosca anche minimamente gli scritti dell’autore britannico. Convincenti gli effetti speciali e appropriata la scenografia che ci presenta una Londra tetra e spaventosa. Gli attori, quasi tutti giovani di belle speranze, compongono un gruppo multi-etnico inverosimile per l’Inghilterra vittoriana, ma molto politically-correct.

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