Ginny e Georgia

Ginny e Georgia stagione 2, la recensione

Incomprensioni, segreti, sentimenti e un tocco di thriller. É la ricetta per la seconda stagione di Ginny e Georgia

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Scheda serie:

Ideatore: Sarah Lampert;  Genere: drammatico, commedia;  Casa di produzione: Madica Productions, Critical Content, Dynamic Television;  Produttore: Claire Welland; Produttori esecutivi: Debra J. Fisher, Anya Adams, Jeffrey Tahler, Jenny Daly, Daniel March, Lance Samuels, Daniel Iron, Holly Hines, Sarah Lampert, Armand Leo; Costumi: Bernadette Croft; Musiche: Lili Haydn, Ben Bromfield; Trucco: Amanda O’Leary; Fotografia: Gavin Smith; Montaggio: Erin Deck, Susan Shipton, Jonathan Egan;  Paese: USA; Episodi: 10;  Durata: 50-62 min (episodio); Distributore: Netflix.

Ginny e Georgia, la seconda stagione, trailer 

Sinossi

La seconda stagione di Ginny e Georgia, si apre con una Ginny (Antonia Gentry) in crisi a causa del litigio con le MANG e per le continue incomprensioni con sua madre. Questo la porta a rifugiarsi nuovamente nell’autolesionismo, ma rendendosi conto della gravità della cosa, chiede aiuto a suo padre, Zion (Nathan Mitchell), che la aiuta indirizzandola a trattare la problematica tramite il supporto di una figura professionale.

Ginny

Il rapporto tra lei e Georgia (Brianne Howey) è sempre più burrascoso, tra le due si innalza un muro di incomprensioni e le due finiscono per ferirsi a vicenda. Ginny ha difficoltà a sopportare i problemi tipici dell’adolescenza insieme ai segreti di sua madre.

Intanto, tramite diversi flashback conosciamo il passato di Georgia e tutte le avversità che ha dovuto affrontare da sola. I fantasmi del suo passato che l’hanno forgiata e che l’hanno resa così dura con il mondo e con sé stessa continuano a ripresentarsi. Un investigatore privato, Gabriel Cordova (Alex Mallari Jr.), assoldato per indagare sulla morte dell’ex marito di Georgia, Kenny (Darryl Scheelar), scava nel suo passato, cercando le prove per incriminarla.

Lentamente le cose sembrano andare al loro posto, madre e figlia chiariscono, Ginny inizia a far pace con i suoi demoni e le sue amiche, forte dell’amore di Marcus (Felix Mallard) e Georgia è alle prese con l’organizzazione del suo matrimonio con il sindaco Paul (Scott Porter).

Tuttavia anche questa volta la pace non è destinata a durare. Gil (Aaron Ashmore), il padre di Austin (Diesel La Torraca), figlio minore di Georgia, è tornato in libertà dopo un lungo periodo di reclusione. Da uomo violento e manipolatore qual è, dopo averle reso la vita un’inferno da ragazzina, ritorna per continuare il suo lavoro, ricattandola.

Tuttavia Paul, che si rivela essere un personaggio estremamente amorevole, dopo esser venuto (parzialmente) a conoscenza del passato oscuro di Georgia, decide di continuare stare al suo fianco ed aiutarla a liberarsi dalla morsa dell’ex fidanzato. La serie si conclude con il matrimonio di Paul e Georgia, brutalmente interrotto a causa dell’arresto di quest’ultima per omicidio.

Ginny e Georgia

Il successo:

Dove eravamo rimasti? La prima stagione di Ginny e Georgia, la serie televisiva ideata da Sarah Lampert sbarcata su Netflix il 24 febbraio 2021 con 10 episodi, aveva conquistato il pubblico amante dei comedy-drama, raggiungendo quota 52 milioni di steaming nelle prime quattro settimane. Nonostante il successo, aveva raccolto diverse critiche, raggiungendo al gennaio 2023, secondo Rotten Tomatoes un indice di gradimento solo del 68% e 3.6 stelle su 5.

Il 5 gennaio 2023, a distanza di quasi due anni, è stata rilasciata la seconda stagione, anch’essa composta da 10 episodi. Essa ha raggiunto un successo inaspettato raggiungendo in pochi giorni il primo posto nella classifica globale di Netflix con 180,47 milioni di ore visualizzate, nella settimana dal 2 all’8 gennaio.

Nel complesso, la seconda stagione ha avuto un notevole incremento sulla qualità. La storia diventa molto più profonda, vengono presentati i vari personaggi nelle loro sfaccettature più intime e si impara a conoscerli toccando ancora una volta temi molto delicati.

Il rapporto madre-figlia

La prima metà della seconda stagione è concentrato sul distacco tra Ginny e Georgia, causato da segreti, mancanza di comunicazione e orgoglio.

Georgia è un personaggio grigio, e a che causa dei frequenti riferimenti al suo passato complicato, ne deriva un’oggettiva difficoltà a considerarlo totalmente cattivo. Lo spettatore è portato a giustificare qualsiasi orrore in nome degli ostacoli che ha dovuto superare. Passa continuamente dall’essere vittima all’essere carnefice. Lei è una ragazza sola, vittima di violenze e povertà, ma allo stesso tempo estremamente forte, che ha come unica certezza l’amore smisurato per i suoi figli e la voglia di dare loro un futuro migliore di quello toccato a lei.

Dall’altra parte c’è Ginny, una figlia che porta il peso dei peccati  di sua madre. Un rapporto atipico, ma che vede nell’una la forza dell’altra. Commovente è il mantra che viene più volte ripetuto “Noi contro il mondo”. In questa seconda stagione conosciamo la parte più vulnerabile di Georgia e forse quella più egoista di Ginny. Ma non sono anche queste due facce della stessa medaglia? Vediamo l’evoluzione di questi due personaggi, risultato di un percorso di crescita fatto insieme.

La salute mentale

Un tema predominante è quello della salute mentale. Prima con Ginny e l’autolesionismo, poi con Abby (Katie Douglas) e il disagio con il suo corpo, che alcuni rumors identificano nella dismorfia corporea, per poi finire con Marcus e la depressione.

Durante le puntate, vediamo Marcus diventare lentamente prigioniero dalle mura della sua stanza e da sé stesso. Condizione di cui nemmeno Ginny stessa si accorge.

A proposito, è molto interessante la costruzione scenografica per enfatizzare questa situazione (nella foto in basso); Ginny radiosa e vestita di con colori vivaci e Marcus con sguardo e colori cupi.

Marcus e Ginny

Solo successivamente alla rottura tra i due e grazie all’aiuto di Maxine (Sara Waisglass), Ginny capirà le necessità del ragazzo. Era stata così preoccupata ad affrontare i suoi problemi che aveva dimenticato di considerare quelli delle persone vicino a lei. Ma l’amore ha bisogno di comprensione e supporto reciproco. Ginny avrà un ruolo chiave nella sua ripresa?

In soldoni, i fili narrativi sono tanti e con un così finale aperto non ci resta che attendere la notizia del rinnovo ufficiale per la terza stagione.

Ci piace?

Sì, è stata una stagione molto movimentata e profonda, sicuramente più piacente della prima. É stato come un giro sulle montagne russe, facendoci passare dalla tenerezza, all’angoscia e perché no, anche a strapparci qualche lacrima di commozione.

Di contro, vi è la perdita di quella leggerezza che caratterizzava la prima stagione. Ma questo è un male? Ovviamente no, dipende dai punti di vista.

É una serie che si lascia guardare, senza troppe pretese.

/10
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