Nel finale di I figli della scimmia, Dario torna a riconoscere il legame con suo figlio Enrico dopo essersi rifugiato nel rapporto con il nipote Giacomo. Il film non cerca una grande esplosione melodrammatica: chiude il conflitto mostrando che la tentazione di fuggire dalla propria realtà non cancella l’amore di Dario per Enrico né la responsabilità di essere suo padre.
Attenzione: seguono spoiler sul film di Tommaso Landucci. I figli della scimmia racconta una paternità divisa tra il figlio reale, Enrico, che vive con una grave disabilità, e il figlio ideale che Dario finisce per proiettare sul nipote adolescente Giacomo.
Come finisce I figli della scimmia
Il rapporto tra Dario e Giacomo cresce perché con il nipote l’uomo riesce a vivere esperienze che immaginava per se stesso come padre: la moto, l’adolescenza, le prime scelte autonome, la possibilità di condividere passioni e complicità.
Proprio quel legame, però, diventa una via di fuga. Dario ama Enrico e si occupa quotidianamente di lui, ma nel rapporto con Giacomo intravede la vita che avrebbe voluto avere. La famiglia viene travolta quando questa proiezione smette di essere innocua.
Il finale non risolve tutto con una svolta spettacolare. Dario deve invece fare i conti con ciò che ha cercato di evitare e riscopre il proprio amore per Enrico oltre il peso della cura e del senso del dovere.
Dario abbandona Enrico?
No. Il film mette in scena la tentazione della fuga, ma non conclude il percorso di Dario con l’abbandono del figlio. Il punto è proprio la distinzione tra desiderare una vita diversa e smettere di amare la persona reale che si ha davanti.
Il Corriere della Sera sintetizza il passaggio finale parlando di Dario che, dopo la tentazione della fuga, riscopre l’amore profondo per Enrico, un sentimento che va oltre il semplice dovere.
Perché Dario si lega così tanto a Giacomo?
Giacomo rappresenta il figlio che Dario immaginava di poter crescere. Con lui può condividere la moto, parlare di adolescenza e assumere quel ruolo di padre che nella quotidianità con Enrico assume forme completamente diverse.
È proprio questa sovrapposizione a creare il conflitto. Dario non sta semplicemente facendo lo zio: comincia a riempire con Giacomo uno spazio emotivo che appartiene al rapporto con suo figlio.
La scheda ufficiale Medusa Film descrive infatti il rapporto con il nipote come il luogo in cui Dario ritrova il figlio che avrebbe voluto avere e il padre che avrebbe potuto essere.
Cosa significa il finale
Il finale rifiuta una soluzione semplice perché anche il conflitto di Dario non è semplice. Amare Enrico non impedisce al padre di provare fatica, rabbia, frustrazione o perfino il desiderio di una vita differente. Il film non presenta questi sentimenti come prova dell’assenza di amore.
La scelta di Landucci è mostrare la responsabilità senza trasformarla in santità. Dario deve riconoscere che Giacomo non può diventare il sostituto del figlio ideale e che Enrico non può essere ridotto alla sua disabilità o alla quantità di cure di cui ha bisogno.
Perché non c’è una grande esplosione finale?
Alcune recensioni hanno sottolineato proprio la natura trattenuta dell’ultima parte. Il film sembra preparare un crescendo, ma sceglie di restare dentro la quotidianità e nei silenzi dei personaggi.
È coerente con il resto della messa in scena: niente ricatto emotivo, niente soluzione miracolosa, niente momento in cui una singola frase sistema una famiglia. La conclusione conta perché Dario torna a guardare Enrico come figlio e non soltanto come responsabilità.
Il titolo aiuta a capire il finale?
Sì. Il titolo richiama la favola di Esopo della scimmia con due figli, uno preferito e uno trascurato. Sul sito abbiamo già approfondito perché il film si chiama I figli della scimmia e cosa significa la favola.
Il finale porta quel riferimento dentro la storia di Dario: il pericolo non è che smetta di essere padre, ma che il figlio ideale finisca per occupare lo spazio emotivo del figlio reale. Per ricostruire anche il percorso del film a Venezia, trovi i vincitori di Venezia 83, dove il film ha ottenuto premi in Orizzonti.
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