All’età di 97 anni il 13 maggio è morta l’attrice e cantante Doris Day, simbolo di un cinema e di un’America che non ci sono più

Nata a Cincinnati nel 1922, figlia di immigrati tedeschi, il suo vero nome era Doris Mary Anne Kappelhoff. Il padre era maestro di musica, ma la piccola Doris voleva essere una ballerina e per questo studiò con impegno, fino al 1937 quando fu coinvolta in un incidente automobilistico, le cui conseguenze la costrinsero ad abbandonare quel sogno. Durante la convalescenza si avvicinò al canto, mostrando un talento ed una voce fuori del comune che le permisero, appena diciottenne, di ottenere un ingaggio nell’orchestra di Barney Rapp, il quale le suggerì di adottare un nome d’arte, prendendo spunto da una canzone interpretata dalla ragazza, dal titolo Day by Day. 

Nei primi mesi del 1945 incise la sua prima hit, Sentimental Journey (qui sopra potete ascoltarla in versione rimasterizzata), la quale divenne un vero e proprio inno per i soldati americani che tornavano a casa dopo aver combattuto all’estero e rimase per 9 settimane in vetta alla Billboard Top 100, la classifica più importante della discografia statunitense.

Gli inizi della carriera cinematografica.

Al cinema arrivò quasi per caso. Doris, dopo la fine del suo secondo matrimonio, si preparava a tornare a Cincinnati, ma venne convinta dal suo agente ad esibirsi in un party hollywoodiano dove fu notata dal regista Michael Curtiz. Firmò un contratto settennale, come era la prassi all’epoca, con la Warner Bros che la fece esordire in un ruolo secondario nella commedia musicale Amore sotto coperta (1948), diretta proprio dal regista di Casablanca. Del film ancora oggi si ricorda l’interpretazione della giovane Doris Day, che rubò la scena ai protagonisti, soprattutto per le sue qualità canore. La pellicola più nota dei suoi anni alla Warner fu però Non sparare, baciami! in cui vestì i panni di un’improbabile Calamity Jane (1953 – qui sotto il trailer), vincendo l’Oscar alla miglior canzone con il brano Secret Love. In realtà lo studio aveva difficoltà ad inquadrarla: in quel periodo il fascino prorompente di dive come Rita Hayworth e Marilyn Monroe riempiva le sale e la pur talentuosa Doris Day non poteva competere con loro.

I film migliori.

Alla scadenza del settennato lasciò quindi la Warner Bros e girò i suoi film migliori. Grazie ad un provvidenziale rifiuto di Ava Gardner, fu scelta da Charles Vidor che in Amami o Lasciami (1955) le affidò il ruolo della cantante Ruth Etting, una sciantosa degli anni ’20 accanto a James Cagney, memorabile gangster. Il suo pubblico, abituato a vederla nei panni di ragazze pudiche e ingenue, apprezzò questo ruolo più maturo e la canzone I’ll Never Stop Loving You. Nel 1956 ebbe la parte per cui verrà ricordata: Joe McKenna, vacanziera americana in Marocco con marito -James Stewart -e figlio al seguito in L’uomo che sapeva troppo, eccelso autoremake di Alfred Hitchcock. Diretta dal maestro del brivido, Doris Day stupì pubblico e critica, commuovendo il mondo con la struggente canzone Que serà serà (Whatever will be) che coinvolse gli spettatori nell’angoscia del personaggio, diviso tra il dilemma di impedire un imminente delitto e il rischio di compromettere l’incolumità del figlio rapito. Il brano naturalmente vinse l’Oscar (puoi ascoltarlo qui sotto, nella versione originale) che sorprendentemente fu l’unico premio del film, una delle opere migliori del regista inglese. In seguito girò finalmente un musical, Il gioco del pigiama (1957), che nonostante la bravura degli attori non fu un successo commerciale e la convinse a tornare a ruoli più tradizionali.

Il sodalizio con Rock Hudson e l’appellativo di fidanzata d’America.

Degli anni ’60 ricordiamo i tre film da lei girati con l’aitante Rock Hudson, del quale divenne amica sincera: Il letto racconta (1959), Amore ritorna! (1961) e Non mandarmi fiori (1964); i due restarono legati fino alla morte dell’attore, avvenuta a causa dell’AIDS nel 1985. Del 1962 è Il visone sulla pelle, nel quale respinse Cary Grant fino a concedersi a lui solo dopo il matrimonio. Il film contribuì a costruire l’immagine di castità e purezza che la etichettò negli anni ’60 come “fidanzata d’America”. Un soprannome che non riuscirà più a scrollarsi di dosso e che la porterà a rifiutare il ruolo di Mrs. Robinson ne Il laureato di Mike Nichols (1967).

L’approdo in TV e gli ultimi anni.

Nel 1968 Doris Day lasciò il cinema per non voltarsi più indietro. La rivoluzione sessuale e la New Hollywood erano alle porte e la sua immagine mal si conciliava col clima che si respirava allora. Le offrirono uno show televisivo tutto suo: Il Doris Day Show andò in onda per cinque stagioni con alti indici d’ascolto. Allontanatasi dagli schermi a partire dalla seconda metà degli anni settanta, l’attrice si stabilì definitivamente in un ranch nei pressi di Carmel, in California, impegnandosi nella protezione degli animali per mezzo di una sua fondazione, la Doris Day Animal League. Nel 2008 le fu conferito il Grammy Award alla carriera, testimonianza dell’influenza che ebbe sulla cultura americana, grazie alle sue interpretazioni canore. Indimenticabili come lei.

 

 

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