Il maglione ceruleo di Andy Sachs torna in Il Diavolo veste Prada 2, ma con un significato diverso: non è più soltanto il capo che Miranda Priestly usa per umiliarla, bensì un richiamo consapevole al suo passato. La costumista Molly Rogers ha spiegato che ha voluto recuperarlo per il finale del sequel e che Anne Hathaway lo ha trasformato durante una prova costume, tagliandone le maniche. Il risultato è un gilet che collega visivamente i due film.
Perché il maglione ceruleo è così importante?
Nel film del 2006 Andy sceglie un semplice maglione blu senza attribuirgli alcun valore nel mondo della moda. Miranda ribalta la prospettiva con un monologo: anche un capo apparentemente banale risente delle decisioni di stilisti, riviste, aziende e negozi. È una lezione sul potere dell’industria, ma anche sullo sguardo snob con cui Miranda giudica la nuova assistente.
Per questo l’indumento è diventato un simbolo riconoscibile del primo film. Quando riappare nel sequel, lo spettatore non deve ricevere una nuova spiegazione: ricorda il rapporto iniziale fra Andy e Miranda e può misurare quanto Andy sia cambiata.
Il maglione di Andy in Il Diavolo veste Prada 2 è davvero quello originale?
La produzione ha recuperato una versione del capo usato nel primo film, non necessariamente l’esemplare indossato nella scena più famosa. Rogers ha raccontato che il maglione originale era macchiato di zuppa di mais e che esistevano più copie. Per il ritorno sullo schermo è stato possibile recuperare un esemplare d’archivio.
Durante il fitting, Anne Hathaway ha proposto e realizzato la trasformazione senza maniche: il maglione diventa un gilet dall’aspetto vissuto, abbinato a un insieme che ricorda l’Andy ormai indipendente della conclusione del film del 2006. È un dettaglio raccontato direttamente da Rogers nell’intervista al New Yorker e nell’approfondimento della Motion Picture Association.
Chi ha scelto il colore ceruleo nel film del 2006?
Il monologo avrebbe potuto essere molto diverso. La sceneggiatrice Aline Brosh McKenna ha raccontato che in una fase di lavorazione si era pensato a una gonna scozzese e a un riferimento a Vivienne Westwood. Poi la scena si è concentrata sul maglione blu. McKenna aveva preparato una lista di possibili tonalità, tra cui lapislazzuli, azzurro e ceruleo; fu Meryl Streep a scegliere il ceruleo per il discorso di Miranda.
McKenna ha inoltre spiegato che alcuni riferimenti alla storia della moda presenti nel monologo erano costruiti per rendere credibile il personaggio, non per offrire una ricostruzione documentaria delle collezioni. Il punto della scena, insomma, è raccontare il meccanismo dell’influenza e la sicurezza con cui Miranda domina l’ambiente di lavoro.
Che cosa significa il suo ritorno nel finale del sequel?
Attenzione: questo paragrafo anticipa un dettaglio visivo del finale di Il Diavolo veste Prada 2. Andy indossa di nuovo il maglione, ma modificato e reinterpretato. Nel primo capitolo quel capo rappresentava la sua distanza dalla moda; nel secondo, la scelta di riutilizzarlo suggerisce che può riconoscere quel passato senza esserne definita. È una lettura del costume, non un dialogo esplicitato dai personaggi.
La scelta fa parte di una strategia più ampia dei costumi del sequel: creare rimandi precisi al film originale senza copiarne ogni look. Rogers ha lavorato sul guardaroba di Andy come giornalista più matura, mescolando pezzi vintage, elementi pratici e capi di lusso. Anche questo aiuta a distinguere la nuova protagonista dalla ragazza appena arrivata a Runway.
Dove recuperare i due film e altre curiosità sul cast?
Per il secondo capitolo e le informazioni sul suo arrivo in streaming è disponibile la nostra guida a Il Diavolo veste Prada 2 su Disney+. Se vuoi approfondire come Anne Hathaway sia arrivata al ruolo di Andy, leggi anche la storia del casting di Anne Hathaway. Per un confronto critico con l’originale c’è inoltre l’articolo sul film del 2006.
In breve: il ceruleo fu scelto da Meryl Streep per una battuta divenuta celebre; nel sequel Molly Rogers ha voluto recuperare il maglione e Anne Hathaway lo ha trasformato in un gilet. Un oggetto di scena lega così due versioni molto diverse dello stesso personaggio.
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