Dem Dikk Africa. Africa andata e ritorno: una produzione Kamera Film che ha partecipato all’ultimo Festival del Cinema di Venezia

Come vi ho già detto recentemente, coltivando la passione cinefila capitano delle visioni cinematografiche che si rivelano dei veri colpi di fortuna. Ma, alle volte, capita che una tua cara amica partecipi alla lavorazione di un corto in concorso a Venezia e che tu abbia la possibilità di soddisfare la tua curiosità e subissarla di domande, ma di questo parleremo più avanti. Ora voglio raccontarvi Dem Dikk Africa. Africa andata e ritorno, il corto di Maria Martinelli, una produzione Kamera Film, vincitore del bando MigrArti a cura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali con il sostegno della Regione Emilia-Romagna Film Commission. Selezionato per il VPB Market Screenings del Festival del cinema di Venezia di quest’anno e in collaborazione con Associazione Takku Ligey Ravenna, Kër Théâtre Mandiaye N’Diaye, Teatro dell Albe di Ravenna e Start Cinema.

Questa la sinossi ufficiale:

“Il documentario racconta la storia di tre giovani senegalesi che vengono in Italia con una borsa di studio per realizzare uno spettacolo teatrale insieme ad un attore e a un regista italiani. Lo spettacolo, dal titolo “Thioro la bambina scalza – un Cappuccetto Rosso senegalese”, inizia qui la sua creazione e la sua tournè per proseguire però in Senegal. Il loro desiderio è di realizzare in Italia un’esperienza che possa vivere e crescere successivamente nella loro terra alla quale vogliono tornare. Da qui il titolo per un’Africa non a senso unico, sulle tracce del sogno del padre di uno di loro, Mandiaye N’Diaye, che ha sperato e lottato per un futuro diverso per il Senegal e per il suo villaggio dal nome Diol Kadd.”

Le parole della regista Maria Martinelli a proposito del film:

“La storia che abbiamo voluto raccontare è quella di una migrazione diversa dove la messa in scena dello spettacolo teatrale diventa l’occasione per tratteggiare un pensiero in grado di indicare un percorso alternativo di migrazione, fatto di progettualità, sviluppo e opportunità. Moussa Ndiaye, ereditando il pensiero del padre, celebre attore senegalese negli anni 90’ con la compagnia teatrale di Ravenna, il Teatro delle Albe, ripercorre la filosofia paterna citando nel racconto Thomas Sankara, “facciamo diventare il mercato africano, veramente africano! Sono gli Africani che devono costruire l’Africa. Se i giovani Africani non costruiscono l’Africa, chi lo farà?”. In un territorio dove la verde pianura romagnola diventa la savana e le biciclette strumenti “cavalcati” dai nostri protagonisti, il termine coniato da Ravenna Teatro, il “meticciato”, sta a significare qualcosa di più di una semplice sovrapposizione di culture e la narrazione, costruita tutta sull’azione, diventa immagine pura e corpo.”

Dopo tutto questo, non siete curiosi anche voi di saperne di più?

Se ne aveste l’occasione, non ossessionereste anche voi la vostra amica per farvi dire com’è stato partecipare alla lavorazione di questo corto? Con un argomento così attuale come quello dell’integrazione, che può avvenire attraverso tanti canali tra cui appunto un’opera teatrale, il corto è quasi un viaggio alla rovescia, dove vediamo degli africani giungere da noi non per trovare soldi o fortuna e restare, ma per portare un’esperienza costruttiva e che dia loro una possibilità di crescita professionale nel loro disastrato ma amato paese natale. I ragazzi che hanno partecipato al corto torneranno presto in Italia, dove, nel 2019, inizieranno una tournée per i teatri italiani che proietteranno anche Dem Dikk Africa. Africa andata e ritorno. Un’ idea amabile e carina che ci permetterà anche di conoscere i passi che hanno compiuto questi giovani senegalesi al loro rientro dopo l’esperienza italiana.

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