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Chernobyl: cosa possiamo imparare dal disastro atomico

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Craig Mazin, creatore della serie HBO Chernobyl, ha affermato che il disastro è un problema di tutti noi e non solo loro, riferendosi alla risposta della Russia

Chernobyl è diventato l’evento televisivo dell’anno, arrivando ad essere anche il centro di diverse polemiche e dibattiti. In una nuova intervista per Deadline il creatore della serie Mazin parla di ciò che possiamo imparare dal disastro nucleare avvenuto più di 30 anni fa.
La serie tv della HBO, Chernobyl, ora in lizza per ben 19 Primetime Emmy Awards, è diventata un successo che ha travolto il campo affollato di miniserie di prestigio realizzate quest’anno. La miniserie è infatti un successo sia tra il pubblico che nella critica, attualmente ha un punteggio di 9.5 su IMDb. Per il pubblico, la cronaca del disastro nucleare del 1986 che ha macchiato per sempre la reputazione dell’Unione Sovietica è riuscita ad attrarre davanti agli schermi ben 2 milioni di telespettatori durante la messa in onda del suo finale, il quinto episodio. Chernobyl ha anche fatto scatenare una discussione sulla complicità globale della tragedia e su come i suoi effetti continuano a risuonare ben oltre alla radioattività che ancora è presente nella Zona di Esclusione.

Il creatore Craig Mazin, che ha recentemente abbandonato la corsa come vice-presidente della Writers Guild of America, si immerge profondamente nella realizzazione della serie e le implicazioni che questo disastro dirama ancora oggi:

“Era certamente tra le mie intenzioni raccontare una storia sovietica dal punto di vista dei cittadini sovietici, il che significava essere dentro di loro. Naturalmente, nel momento in cui entrerai in loro inizierai immediatamente a entrare in empatia con loro, questo è il punto”

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Oltre ai personaggi principali la serie diretta da Johan Renck, ci fa empatizzare con le storie strazianti e senza speranza dei pompieri e delle loro mogli, i cittadini di Pripyat e tutte le persone costrette a mettere in pericolo le loro vite nella conseguente pulizia.

“Il sistema sovietico non è caduto dal cielo e non è atterrato in Russia. È stato inventato dagli esseri umani ”, ha detto Mazin “La stessa cosa è successa nella Germania nazista. È confortante immaginare che ci fosse qualcosa nell’acqua a Berlino o qualcosa nell’aria a Mosca. Non c’era. Siamo tutti noi, tutti.”

La serie ruota attorno alle varie forze, tutte complici della crisi nucleare, così come le interruzioni delle comunicazioni che si sono verificate in risposta.

“Non volevo suggerire che il male fosse una sorta di sistema sovietico che non poteva mai esistere altrove, ma piuttosto che il male era un pensiero sovietico che poteva assolutamente essere ed esistere dappertutto. Quello che c’è, in realtà, è un sistema di esseri umani che si controllano a vicenda, si demonizzano e si rovinano a vicenda, per una sorte di follia umana intrinseca.”  

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Mazin spera che Chernobyl possa servire ad incoraggiare il pubblico a fare domande sulle strutture del potere, quello che governa le nostre vite e la loro cattiva gestione delle vite umane di fronte ad una tragedia:

“Cosa continuiamo a trovare mentre guardiamo in queste storie? I nostri amici di Mosca. Ora, il periodo comunista è finito lì; così come l’era sovietica. Ma la metodologia del KGB sopravvive in un presidente che era nel KGB. Quella metodologia è molto incasinata con la testa. Ed è più facile che mai farlo. Sono molto preoccupato che siamo tutti in grado di rientrare in quel tipo di pensiero, tutti noi. Viviamo in un’epoca in cui non stiamo attivamente osservando la macellazione di decine di milioni di persone”, ha detto, riferendosi ai genocidi attuali e passati. “Questa è la nostra storia. Se le persone guardano questo spettacolo e, per lo meno, dicono “Riconosco me stesso o le persone come me – le riconosco di fronte alle azioni del mio sistema”, è una buona cosa. Perché non siamo noi e loro. Siamo noi. Abbiamo un problema negli Stati Uniti. ”

All’inizio di questa estate, il partito politico russo ha fatto uscire una dichiarazione che definisce la serie televisiva come  uno strumento ideologico progettato per diffamare e demonizzare il popolo sovietico. In risposta, la Russia sta pianificando una propria serie in risposta a quella americana, in cui un agente della CIA è identificato come l’effettivo responsabile per il reattore esploso.

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Mazin conclude dicendo “Penso che sia difficile realizzare spettacoli televisivi e, indipendentemente da ciò che sta accadendo con la politica, Putin e il governo, nel mio cuore farò sempre simpatia per chi è là fuori a lavorare” 

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