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- La recensione

Brew Brothers è uno dei nuovi prodotti Netflix. Vediamo se ne vale la pena o se è l'ennesimo progetto senza futuro

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Due fratelli molto diversi si trovano a cercare di salvare le sorti del loro birrificio artigianale, tra gag e personaggi surreali.
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Comicità e birra artigianale sono le parole chiave di Brews Brothers: sulla carta una combo imbattibile che promette molto bene, ma che purtroppo, salvo qualche eccezione, non riesce sempre a mantenere le aspettative dando vita ad un prodotto che, pur essendo indubbiamente divertente, si perde un po’ in molte occasioni in un umorismo un po’ facile e talvolta volgare.

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La storia

Wilhelm Rodman interpretato da Alan Aisenberg (Irresistible, Second Act) è il proprietario e mastro birraio del Rodman’s XXXtreme, un birrificio poco frequentato in una zona decisamente poco raccomandabile di Los Angeles, Van Nuys ha due dipendenti Sarah Flood e Chuy, interpretati rispettivamente da Carmen Flood e Marques Ray (Dr. Ken). Purtroppo il birrificio non naviga in buone acque e Sarah decide di contattare Adam, interpretato da Mike Castle (Clipped, Hope & Randy), fratello di Wilhelm con cui non parla dall’adolescenza per un diverbio sulla loro prima birra. I due fratelli sono molto diversi e la convivenza darà il via ad una serie di situazioni comiche e assurde che andranno dall’ingrediente segreto frutto di un dispetto di Adam, ai rapporti col sexy shop poco distante e con il furgone della coppia ninfomane davanti a loro, dalla presenza di monaci belgi decisamente sopra le righe alla convivenza con clienti nazisti.

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I personaggi di Brews Brothers

Wilhelm

Sognatore, disordinato e confusionario ma fondamentalmente buono e per la sua abitudine di regalare birre (anche a vita ai due fondatori che inizialmente lo hanno aiutato a partire con una somma ridicola) rischia di perdere il proprio locale.

Adam

Pignolo, saccente fino ad essere irritante, convinto di avere il naso e le ricette delle birre perfetti e amante della (propria) birra sopra ogni cosa.

Sarah

Ex lottatrice di arti marziali miste, è profondamente innamorata del suo lavoro (e forse anche qualcosa di più) e più di tutti tiene alla vita del locale.

Chuy

Di origine messicana, ex meccanico, svolge mille altri lavoretti secondari, non ha il senso del gusto.

Brew Brothers, la nuova serie Netflix, scritta dai fratelli Greg e Jeff Schaffer, online dal 10 aprile, nasce da un’idea interessante, ma purtroppo si perde un po’ in battute di basso livello, spesso ripetitive, e in cliché noti che arrivano talvolta ad essere pedanti. I personaggi che ruotano intorno ai protagonisti sono macchiette stereotipate e non hanno grande spessore. L’idea originale poteva essere buona, ma purtroppo il prodotto finale non è altro che un intrattenimento leggero in mancanza di altro, che fa leva su battute semplici, spesso volgari, e che non approfondisce mai veramente le sfaccettature dei personaggi o una trama vera e propria. Quindi, nel complesso è un prodotto mediocre, che offre talvolta delle situazioni divertenti per gli amanti della comicità demenziale. Potevano essere caratterizzati un po’ meglio i personaggi e approfondite un po’ di più le loro sfaccettature.

Consigliato se si cerca una serie senza troppe pretese, con una comicità semplice e facile da seguire anche se si è impegnati in altre attività. Sicuramente tiene compagnia in mancanza di prodotti sicuramente meglio riusciti e poi… parla di birra e questo non può che essere un grande punto a suo favore!

Il nostro voto

In conclusione su

La serie ci ha fatto sorridere in alcuni momenti, però non è mai veramente decollata. Un buon intrattenimento si si vuole qualcosa di leggero ma senza troppe pretese e non si hanno problemi con lo humor demenziale e ogni tanto volgare.

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