Finalmente nelle sale l’ultimo attesissimo film della Marvel, dai toni tanto cupi da sembrare un film della DC Comics

Perfino i film made in USA rinunciano al loro proverbiale manicheismo. Come in Avengers: Infinity War, che raccoglie i supereroi più noti del baffuto Stan Lee che, stavolta, è l’autista del pulmino scolastico di Spiderman. Fra l’altro Stan ha la battuta migliore di tutto il copione: “Che c’è da agitarsi tanto? Non avete mai visto una nave spaziale?”.

I cattivi hanno le caratteristiche di tutti i cattivi che si rispettino, da Walt Disney in poi: aspetto grottesco, faccia truce, linguaggio arrogante, ecc. I buoni, invece, sono come minimo belli, alcuni bellissimi, non disdegnano una buona battuta di spirito, giusto per ricordare che sono della Marvel, mica come quei depressi della DC, e spesso sono sentimentalmente impegnati.

Il cattivone di turno, Thanos (abbreviazione di Thanatos?) è un individuo colossale, calvo e con un mento gigantesco, in pratica una caricatura di Mussolini

infinitywarLa stessa impressione l’ha avuta anche Leo Ortolani (vedi: Recensione Infinity War Ortolani) , quindi forse è una somiglianza voluta. Per incarnare meglio il personaggio di un dittatore cosa c’è di meglio che ispirarsi a un vero dittatore? Thanos è un abitante del pianeta Titano, annientato a causa della sovrappopolazione e dunque della fame. Ha quindi una pensata geniale: dimezzare la popolazione universale in modo che questo non succeda più. Un novello Marinetti; la guerra igiene del mondo e via dicendo. Il nostro neo-futurista non è neppure il classico megalomane che vuol dominare sull’universo; una volta svolto il suo compito vuole solo sedersi su uno degli infiniti pianeti a veder sorgere il sole, soddisfatto dalla propria buona azione. Dalla parte dei buoni ci sono i nostri supereroi che combattono per la vita, senza se e senza ma.

Se vogliamo vagliare attentamente le due posizioni, scevri da ogni pregiudizio o opinione preconcetta, si può facilmente arrivare alla conclusione che hanno torto tutti e due

La cosa più logica sarebbe una seria presa di coscienza del problema, una limitazione temporanea delle nascite e un utilizzo più oculato e soprattutto equo delle risorse naturali. Può darsi che Thanos, che in fondo non è un cattivo ragazzo, lo avesse proposto in prima istanza. Poi, di sicuro, sarà saltato fuori qualcuno a sbraitare che nella Bibbia Dio dice di crescere e moltiplicarsi e che gli si deve cieca obbedienza. Senza pensare che, quando Dio l’ha detto, sulla Terra c’erano solo un uomo e una donna e non sette miliardi. Così il buon Thanos era giunto alla conclusione che con certa gente non ci si ragiona e, a malincuore, aveva optato per il genocidio.

Ma, bando alle cose serie e occupiamoci di gossip

La due cose più notevoli del film sono che Thor si è tagliato i capelli e Capitan America si è fatto crescere la barba. Poi la Vedova Nera ha cambiato colore ai capelli e pettinatura. Hulk e Iron Man hanno le tempie un po’ ingrigite. E forse tutto questo serve a dare il senso del tempo che scorre. Oppure, visto che nel film precedente erano stati messi fuori legge, serve a camuffarsi. Tipo Superman che si mette gli occhiali e diventa Clark Kent o Rat Man che si mette la maschera da Groucho Marx:

Fra i buoni c’è anche un equipaggio che non ha nulla a che vedere con gli Avengers, i Guardiani della Galassia, che sono importanti per due motivi; uno è che vi fanno parte anche un procione e un ragazzo-albero ai quali è demandata la parGuardianidellaGalassiate comica, poi perché a bordo c’è Gamora, la figlia adottiva di Thanos, che è verde, dai tratti esotici. Forse è per via del colore che fa venire in mente la principessa Fiona di Shreck. Gamora è stata adottata da bambina, quando Thanos aveva massacrato metà del mondo della piccola, perciò Gamora lo odia, mentre per il mascelluto lei rappresenta l’unico essere che abbia mai amato. Non si direbbe, ma pare che sia proprio così.

Ma chi muore?

È fin troppo ovvio che sarebbe una crudeltà inutile rivelare troppe cose su un film tanto atteso e che ha solleticato tanto la curiosità. Ma le voci sulla morte di un Avenger sono state così rumorose che proponiamo un gioco diverso: proviamo a indovinare chi sopravvive. E non diciamo di più. Anzi un piccolo aiuto lo possiamo dare.

Continuiamo il nostro esercizio di razionalità e vediamo il cinema per quel che è, ossia un mezzo per fare un sacco di soldi. A chi si può rinunciare senza perderci nulla? Intanto agli attori che hanno deciso di smettere di interpretare quel personaggio, vuoi per stanchezza, vuoi per raggiunti limiti di età. Agli eroi secondari, facilmente sacrificabili senza intaccare il format originario della storia. A personaggi tanto importanti da avere una propria saga vitale e perfettamente autonoma dagli altri. E, detto questo, meditate.

InfinityWar

 

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