Dopo il successone di Alice in Wonderland nel 2010 ci catapultiamo nel secondo capitolo: Alice Attraverso lo specchio

Quando il giorno diventa notte e il cielo diventa mare, l’orologio rintocca sonoro e non c’è tè da preparare. E nell’ora più oscura, prima della mia ultima rima, lei tornerà nel Paese delle Meraviglie, e riporterà le lancette dov’erano prima.” Cit. Brucaliffo.

Precisiamo che non vi è attinenza con il sequel di Lewis Carrol scritto nel 1871 “Attraverso Lo Specchio e quel che Alice vi Trovò”.

Il film si apre con un’Alice condottiera mentre guida un nave in mezzo al mare in tempesta e reduce da molte avventure e viaggi. Come capita nella realtà, la ragazzina tornando a casa, nel mondo di tutti i giorni, si sente in gabbia e circondata da situazioni deprimenti: madre triste e obblighi familiari apparentemente impossibili da sistemare.

E’ qui la parola chiave: impossibile.

Cos’è davvero impossibile? Una parola che il Cappellaio Matto non accetta per niente!

Ecco che Alice attraverserà uno specchio, tornando nel Sottomondo, perché una persona ha bisogno di lei.

Ovviamente torniamo a dare il benvenuto a tutti i personaggi del primo episodio, un po’ meno matti e più umani.

Un Cappellaio Matto diverso dal solito, depresso e inuno stato emotivo che mai ci saremmo immaginati e la Regina Rossa in tutta la sua fragilità. Questi sono i due personaggi che mi hanno colpito in questa storia insieme alla figura del Tempo.

Ebbene sì, Alice, dovrà fare letteralmente a gara contro il tempo per tornare nel passato a sistemare le cose. Ma se avessimo davvero la possibilità di tornare indietro nel tempo, sarebbe la cosa giusta cambiare il corso degli eventi?

Questa è una domanda che mi sono posta per tutto il film, mentre Alice se ne sgusciava da un portale all’altro con la convinzione che cambiare gli eventi fosse la cosa giusta. Ma suo malgrado capirà che non è così facile.

Il Tempo in questo film, che può sembrare banale, ha un ruolo importante per il telespettatore. La figura del Tempo si presenta simile al nostro immaginario: prepotente e impossibile da fermare.

Nonostante il ruolo da antagonista, Alice capirà alla fine il suo insegnamento: il corso degli eventi non si può cambiare, visto che l’esperienza è ciò che plasma il nostro essere, frutto degli insegnamenti del passato. Il Tempo non è tiranno, ma ci fa doni che dovremmo riconoscere e apprezzare di più.

Questo lo imparerà anche dopo aver provato sulla propria pelle cosa vuol dire “fermare il Tempo”: la fine del Tempo dà il via alla fine del mondo.

Alice: Pensavo che il Tempo fosse un ladro e che rubasse tutto quello che amo. Però ora so che voi donate prima di prendere. E ogni giorno è un regalo, ogni ora, ogni minuto, ogni secondo.

Tempo: Si dice che il Tempo sia nemico degli uomini. Ma ti prego, non tornare più.”

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