Si è aperta l’8 Novembre a Palazzo Morando di Milano la mostra Milano e il cinema, una mostra che analizza il rapporto tra il capoluogo lombardo e lo sviluppo dell’industria cinematografica

Nell’immaginario collettivo le città italiane associate al mondo del cinema sono Roma, per Cinecittà e la più recente Festa del Cinema, e Venezia per la Biennale. Non tutti sanno, però, che prima dell’ avvento fascista la capitale italiana del cinema era Milano. Milano era un luogo di sperimentazione, creatività e di una fiorente industria cinematografica. Nel 1909, proprio nella zona di turro della città lombarda, Luca Comerio, fotografo della Real casa di Savoia, fece costruire un set usato poi da registi come Olmi, Antonioni, Visconti.

Fu nel ventennio fascista che tutte le grandi produzioni cinematografiche furono trasferite negli studi di Cinecittà a Roma. Milano dovette aspettare gli anni cinquanta e sessanta per tornare ad essere un set.

“La cosa che abbiamo scoperto in un anno di lavoro è che a Milano il cinema è esploso e fallito più volte, trovando poi nella Roma fascista l’ideale sfogo di Cinecittà, ma la nostra città è stata l’unica che ha espresso davvero la modernità e osservato il rapporto coi soldi. A Milano ha prosperato il cinema industriale, Olmi in Edisonvolta, quello pubblicitario dei Caroselli di Pagot e Bozzetto, fino a Mediaset che ha preso il posto degli studi Gavioli“. Stefano Galli curatore della Mostra Milano e il cinema.

Attraverso oggetti, cimeli, fotografie inedite, manifesti e video, la mostra Milano e il Cinema documenta la storia del cinema a Milano con un’attenzione particolare alle pellicole che hanno reso omaggio alla città, da Cronaca di un amore di Michelangelo AntonioniMiracolo a Milano di Vittorio De Sica fino a Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti, contribuendo a rinsaldare l’immagine della città protagonista dello sviluppo industriale e economico. Le sale di palazzo Morando ospitano preziose testimonianze sull’ evoluzione del cinema a partire dalle prime sperimentazioni degli anni dieci, passando per l’ epoca d’ oro degli anni settanta, fino ad arrivare ai giorni nostri.Di rilevante importanza è, inoltre, l’excursus sulla nascita di un genere-commedia del tutto milanese che ha visto affermarsi artisti come Renato Pozzetto, Diego Abatantuono e Adirano Celentano.  Troneggiano all’ingresso della mostra Totò e Peppino che parlano col vigile in Piazza Duomo(Totò, Peppino e la malafemmina).

La mostra Milano e il cinema è curata da Stefano Galli, è promossa da Comune di Milano | Cultura, Direzione Musei Storici, nell’ambito del palinsesto Novecento italiano ed è organizzata da MilanoinMostra col patrocinio della Regione Lombardia.

Lascia un commento!

avatar
  Iscriviti  
Notificami