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La colossale conclusione della trilogia di M. Night Shyamalan, iniziata 19 anni fa con Unbreakble e continuata nel 2017 tramite Split, che unisce tutti i protagonisti per il gran finale

I protagonisti sono convinti di essere dei supereroi, ma il film non è un cinecomic, risulta un genere diverso, creato appositamente per questa trilogia. In questo thriller fantascientifico, il regista esalta il fumetto, donando una propria visione della vita attraverso questa forma d’arte. Usando termini a tema per descrivere questa pellicola, la definisco un crossover tra Unbreakble e Split, in cui i personaggi principali di quest’ultimi compiono un team-up per sconfiggere il villain di turno nel cosiddetto showdown, citato anche nel momento di massima tensione del lungometraggio.

Split non era stato presentato come il sequel di Unbreakble, ma il regista de Il sesto senso aveva girato la scena finale da solo, in cui le insistenti preghiere di Samuel L. Jackson venivano esaudite dopo 17 anni, con l’allusione al suo personaggio. Alla presentazione del film, con grande sorpresa l’interprete di Mr. Glass e Universal Studios scoprirono il collegamento. Con la pellicola di quest’anno, si instaura la prima storica collaborazione tra due case cinematografiche rivali: Disney, proprietaria di Touchstone Pictures, che ha prodotto il lungometraggio con protagonista Bruce Willis, e Universal Studios.

All’inizio, dopo tanto, rivediamo David Dunn (Bruce Willis) che lavora con il figlio Joseph(Spencer Treat Clark), ormai adulto, nel suo negozio, dove appare M. Night Shyamalan nei panni di Jai, riprendendo il cameo di Unbreakble. Nel frattempo sono anche alla ricerca de L’orda (James McAvoy) per salvare le cheerleaders da lui rapite. Dopo averle fatte fuggire, il vigilante si scontra con La bestia, la personalità più feroce di Kevin, ma arriva la polizia che rinchiude i due in un manicomio, dove è presente da 19 anni Elijah Price, alias Mr. Glass. Sotto lo sguardo attento della dottoressa Ellie Staple (Sarah Paulson), che li vuole convincere di essere persone normali, sono rinchiusi in camere e resi innocui, sfruttando i loro punti deboli. In tutti questi anni, Elijah aveva architettato il suo piano per mostrare al mondo i supereroi e ora pensa di farlo con una grande resa dei conti alla Osaka Tower, edificio che verrà inaugurato in questi giorni, stile Stark Tower in The Avengers. Questo evento, però, avviene proprio fuori l’ospedale in un finale ricco di colpi di scena e con la presenza di tutti i protagonisti, in cui il villain crede di aver vinto, ma, come nei fumetti, la giustizia trionfa sempre.

Straordinario è vedere alla sinistra del nome della controfigura del prof Xavier degli X-Men tutte le personalità di Kevin: lo stesso attore ha dichiarato di aver interpretato ognuna di esse come se fosse un personaggio diverso, svelando forse il segreto della sua performance spettacolare. Il Nick Fury dei Marvel Studios, invece, ha girato più film dei suoi anni e la sua presenza risulta spesso sinonimo di garanzia: in questo caso, si dimostra la mente suprema, il cui piano viene scoperto dal villain solo nel momento in cui ha avuto il suo successo. A proposito del villain, in questa storia ci saremmo aspettati Glass insieme a La bestia a giocare questo ruolo, ma man mano notiamo che la dottoressa Staple presenta le caratteristiche dell’antagonista: colei che odia i fumetti, i supereroi, una scienziata troppo radicata nella realtà, con una spiegazione razionale o psicanalitica per ogni evento; il mondo non deve conoscere l’esistenza di persone sovraumane, secondo lei, e cerca di convincere i tre protagonisti che non lo sono o saranno eliminati.

“Siamo nell’universo” In una conclusione discutibile, ma ricca di emozioni, la vittoria appartiene ai buoni con il trionfo del piano di Elijah che trasmette anche un importante messaggio: ognuno di noi è un supereroe, bisogna avere fiducia in se stessi per lottare ogni giorno contro le sfide quotidiane. Ci fa capire anche che l’uomo è il reale antagonista di se stesso quando non accetta la diversità dell’altro, le sue potenzialità e lo rinchiude o elimina per nascondere la sua stranezza. Il progetto che mostra al mondo ciò che possiamo essere e ciò che compiono i cattivi per ostacolarlo è quello che deve vincere: uno spirito di denuncia verso le malvagità di alcune persone e un invito a compiere il bene ogni giorno per diventare degli eroi nella realtà.

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