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La mia vita è uno zoo è una storia vera? Le differenze con il film

Benjamin Mee comprò davvero uno zoo, ma Hollywood cambiò la storia di Katherine, i luoghi e i personaggi

Matt damon
Matt Damon
Tempo di lettura6 minuti
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Sì, La mia vita è uno zoo è tratto da una storia vera: nel 2006 il giornalista britannico Benjamin Mee e la sua famiglia acquistarono uno zoo in difficoltà nel Devon e lo riaprirono nel 2007. Ma il film diretto da Cameron Crowe con Matt Damon modifica il luogo, i nomi dei figli e soprattutto un passaggio decisivo: nella realtà Katherine, moglie di Mee, era ancora viva quando la famiglia comprò lo zoo e morì durante i lavori per riaprirlo. Nel film, invece, Benjamin è già vedovo quando prende la decisione di trasferirsi.

La vera storia di Benjamin Mee e del Dartmoor Zoo

La vicenda raccontata in La mia vita è uno zoo nasce in Inghilterra, non negli Stati Uniti. Benjamin Mee lavorava come giornalista e cercava, insieme alla famiglia, una nuova sistemazione che permettesse anche di stare vicino alla madre. L’occasione prese una forma insolita: una proprietà nel Devon comprendeva un parco zoologico in declino. La famiglia acquistò il complesso nel 2006 e affrontò le difficoltà di rimetterlo in funzione.

È la stessa struttura, oggi nota come Dartmoor Zoo, a raccontare la propria trasformazione: secondo la ricostruzione ufficiale dello zoo, il parco era minacciato dalla chiusura e fu acquistato dalla famiglia Mee, che ne rilanciò le attività. Nella pagina dedicata a Benjamin Mee viene ricordata anche la riapertura, avvenuta dopo circa otto mesi.

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La storia è stata raccontata dallo stesso Mee nel libro autobiografico We Bought a Zoo, poi adattato per il cinema. Il cuore della vicenda è autentico: una famiglia senza una precedente esperienza nella gestione di uno zoo si impegna per salvare un luogo in crisi e occuparsi degli animali. La sceneggiatura, però, ricostruisce la cronologia e inventa parti delle relazioni tra i personaggi.

Film e realtà: le differenze più importanti

Elemento Nel film Nella realtà
Luogo Rosemoor Animal Park, in California Dartmoor Zoological Park, nel Devon inglese
Quando muore Katherine Prima dell’acquisto dello zoo Dopo l’acquisto, mentre la famiglia lavora alla riapertura
Figli Dylan e Rosie Milo ed Ella
Scelta della proprietà Benjamin cerca una nuova casa e scopre che comprende uno zoo L’acquisto coinvolge diversi familiari ed è una scelta difficile, organizzata e finanziariamente impegnativa
Ambientazione del protagonista Giornalista americano Giornalista e scrittore britannico
Parco zoologico Un luogo immaginario ispirato alla vicenda Un parco reale che ha riaperto e continua la propria attività

Queste differenze non cancellano la realtà alla base del racconto. Spostano piuttosto il punto di partenza emotivo: il film racconta la ricostruzione di una famiglia già colpita da una perdita; la vita di Mee mostra come il lutto arrivò durante la sfida di riaprire lo zoo.

La moglie di Benjamin Mee era già morta quando comprò lo zoo?

No. Katherine Mee era ancora viva quando la famiglia acquistò il parco nel 2006. Morì per un tumore cerebrale nel 2007, prima della riapertura al pubblico. Il film inverte questi eventi e mostra Benjamin alle prese con il lutto fin dall’inizio della storia.

È una differenza documentata direttamente dal protagonista. In un’intervista concessa a London Mums Magazine, Benjamin Mee chiarì che lo zoo fu acquistato prima della morte della moglie. Spiegò anche che la scelta narrativa degli sceneggiatori serviva a concentrare il film sulla possibilità di ricominciare, anziché sulla tragedia vissuta mentre il progetto era già in corso.

La sua testimonianza aiuta a evitare un equivoco: il film non inventa la perdita di Katherine, ma ne sposta il momento. Il dolore familiare e la responsabilità verso gli animali si intrecciarono davvero, anche se in modo diverso rispetto alla sceneggiatura.

I figli Dylan e Rosie sono esistiti davvero?

Nel film Benjamin, interpretato da Matt Damon, vive con Dylan e Rosie. I figli reali di Mee si chiamano invece Milo ed Ella. La sceneggiatura modifica nomi ed età, accentuando in particolare il conflitto tra padre e figlio adolescente. La presenza dei bambini e la necessità di affrontare insieme un cambiamento radicale restano elementi centrali sia nella storia vera sia nell’adattamento.

Questo è uno dei motivi per cui La mia vita è uno zoo funziona come racconto familiare, ma non dovrebbe essere usato come una cronaca precisa della famiglia Mee. L’intero percorso del rapporto tra Benjamin e Dylan è costruito per le esigenze dei personaggi cinematografici.

Kelly Foster, il personaggio di Scarlett Johansson, è reale?

Kelly Foster, interpretata da Scarlett Johansson, è il personaggio incaricato di guidare il personale dello zoo e sostenere Benjamin nei momenti più difficili. Lo zoo reale aveva effettivamente custodi e lavoratori con competenze indispensabili alla gestione degli animali, ma non è corretto considerare la Kelly del film una riproduzione fedele, scena per scena, di una persona identificabile.

La relazione sentimentale suggerita dal film appartiene alla rielaborazione narrativa e non deve essere presentata come una vicenda realmente documentata di Benjamin Mee. Il personaggio serve soprattutto a dare un volto riconoscibile al lavoro quotidiano dello staff e a un possibile nuovo legame dopo il lutto.

Per gli altri ruoli dell’attrice è disponibile il nostro ritratto di Scarlett Johansson. Anche Matt Damon ha interpretato numerosi personaggi tratti dalla realtà o da romanzi: il suo percorso è ripercorso nel profilo dedicato alla carriera dell’attore.

Lo zoo del film esiste ancora e si può visitare?

Sì. Lo zoo reale esiste ancora: è il Dartmoor Zoo, nei pressi di Sparkwell, nel Devon. Rosemoor è invece il nome fittizio usato nella versione cinematografica, ambientata in California. Il sito ufficiale del Dartmoor Zoo presenta ancora la storia della famiglia Mee e le informazioni per le visite. Prima di organizzare un viaggio è opportuno controllare gli orari e gli accessi direttamente sul sito, perché possono variare.

Il parco ha anche cambiato modello di gestione: dopo alcuni anni di proprietà della famiglia, è passato alla Dartmoor Zoological Society, un’organizzazione benefica dedicata alla cura degli animali e alle attività di conservazione, educazione e ricerca. Benjamin Mee figura tuttora tra le persone legate alla direzione istituzionale della struttura secondo la pagina ufficiale consultata.

Quando è avvenuta davvero la riapertura dello zoo?

La famiglia acquistò lo zoo nel 2006, Katherine morì nel 2007 e il parco riaprì al pubblico nello stesso anno. È la successione essenziale da ricordare. La riapertura non arrivò prima della tragedia familiare, ma dopo. Nei racconti di Mee, il proseguimento delle cure agli animali durante il lutto occupa un posto importante nella comprensione di quel periodo.

Il lungometraggio hollywoodiano uscì invece nel 2011 negli Stati Uniti e nel 2012 in Italia. La scheda ufficiale di 20th Century Studios conferma regia di Cameron Crowe e interpreti principali Matt Damon e Scarlett Johansson. Non bisogna quindi confondere gli anni in cui si svolge la storia vera con quelli della produzione e distribuzione del film.

Perché Cameron Crowe ha cambiato la storia?

La differenza decisiva è il punto di vista. Nella vita di Mee, la sfida pratica di comprare e riaprire uno zoo fu interrotta dal dolore della perdita. Nel film si parte invece da un padre già vedovo: l’acquisto dello zoo diventa il mezzo attraverso cui prova a ritrovare un rapporto con i figli e dare forma a una nuova quotidianità. La scelta trasforma una successione di eventi realmente accaduti in una storia di rinascita più lineare.

Per questo la risposta più precisa alla domanda iniziale è che La mia vita è uno zoo racconta una storia vera nei suoi fatti fondamentali, ma non è una biografia fedele in ogni dettaglio. Chi cerca di ricostruire le vicende autentiche deve partire da Benjamin Mee e dal Dartmoor Zoo, non dalla cronologia della sceneggiatura.

Se ti interessano altri film che prendono spunto da persone e luoghi reali, abbiamo ricostruito anche la storia vera dietro La signora dello zoo di Varsavia, un racconto differente in cui è altrettanto importante distinguere fatti documentati e adattamento cinematografico.

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