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E.T.: perché Spielberg usò le Reese’s Pieces invece degli M&M’s?

Il retroscena della caramella che cambiò il product placement del film

Cannibal
Steven Spielberg e E.T.
Tempo di lettura4 minuti
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In E.T. l’extra-terrestre Elliott attira l’alieno con una scia di Reese’s Pieces, ma il dolce del film doveva essere un altro: gli M&M’s. Il cambio nacque da una scelta produttiva e commerciale che trasformò una piccola caramella colorata in uno dei product placement più ricordati della storia del cinema.

Il dettaglio funziona ancora oggi perché non è solo pubblicità dentro un film. Nella scena, le caramelle diventano un ponte fra Elliott ed E.T.: un gesto minimo, infantile, quasi domestico, che rende credibile il primo contatto con una creatura venuta da un altro mondo.

E. T. L'extra-terrestre, i protagonisti

Perché in E.T. ci sono le Reese’s Pieces?

Le Reese’s Pieces entrarono in E.T. dopo che la produzione non riuscì a usare gli M&M’s. La vicenda viene ricostruita da anni come un passaggio da Mars a Hershey: il film aveva bisogno di un prodotto riconoscibile, colorato e facile da usare nella scena in cui Elliott lascia una traccia per attirare E.T. verso casa.

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L’archivio Hershey racconta che Universal Studios contattò Hershey spiegando che Steven Spielberg stava producendo un film chiamato E.T. e che le Reese’s Pieces avrebbero avuto una parte in evidenza. A quel punto la caramella non era ancora il simbolo pop che sarebbe diventata dopo l’uscita del film.

Gli M&M’s furono davvero rifiutati?

Sì, la ricostruzione più citata indica che gli M&M’s erano la prima scelta e che Mars non accettò l’inserimento nel film. È importante non trasformare il retroscena in una leggenda troppo precisa: spesso si ripete che l’azienda temesse l’aspetto dell’alieno, ma questo dettaglio viene riportato in molte versioni successive e va trattato come parte della tradizione del racconto, non come una frase ufficiale da attribuire senza cautela.

Quello che conta, dal punto di vista cinematografico, è il risultato. Spielberg non aveva bisogno di un marchio qualunque, ma di un oggetto piccolo, quotidiano e visivamente chiaro. Le Reese’s Pieces, con i colori arancione, giallo e marrone, crearono una traccia leggibile sul pavimento e diventarono immediatamente associate al piccolo alieno.

Quanto guadagnò Hershey dal film?

L’effetto fu enorme. La scheda di TCM dedicata a E.T. ricorda un aumento del 65% nelle vendite delle Reese’s Pieces dopo il successo del film. È uno dei motivi per cui la scena viene citata spesso quando si parla di product placement moderno.

Il caso è interessante perché il film non interrompe la storia per mostrare il prodotto. La caramella serve alla trama: Elliott la usa per comunicare, per incuriosire E.T. e per trasformare la paura in avvicinamento. Proprio questa integrazione rende la scelta più efficace di una semplice inquadratura pubblicitaria.

E. T. E carlo rambaldi

Perché la scena funziona ancora

La forza della sequenza sta nel modo in cui Spielberg abbassa il fantastico al livello di un bambino. Elliott non usa una tecnologia, un’arma o una grande spiegazione scientifica: usa delle caramelle. Il primo contatto nasce da un gesto semplice e quasi universale, quello di offrire qualcosa.

Per questo il retroscena commerciale non rovina la magia del film. Al contrario, mostra quanto un dettaglio produttivo possa diventare linguaggio cinematografico quando viene assorbito dalla scena. Le Reese’s Pieces non sono soltanto un marchio visibile: sono l’oggetto che permette allo spettatore di capire la curiosità e la fiducia reciproca fra Elliott ed E.T.

La differenza con il cameo tagliato di Harrison Ford

Il caso delle caramelle dialoga bene con un altro retroscena del film: la scena tagliata con Harrison Ford in E.T.. In quel caso Spielberg eliminò un volto troppo riconoscibile perché avrebbe distratto dal punto di vista dei bambini. Qui, invece, un oggetto commerciale rimase perché aiutava la storia a diventare più chiara.

La lezione è la stessa: E.T. protegge sempre il suo centro emotivo. Tutto ciò che porta lo spettatore vicino a Elliott resta; tutto ciò che rischia di spostare l’attenzione viene sacrificato. È anche per questo che il film continua a funzionare come favola familiare, non solo come grande successo di fantascienza.

In breve

  • In E.T. le Reese’s Pieces sostituirono gli M&M’s, indicati da molte ricostruzioni come prima scelta.
  • Universal contattò Hershey e la caramella ebbe una parte evidente nella scena dell’incontro con l’alieno.
  • Dopo il film, le vendite delle Reese’s Pieces aumentarono in modo significativo.
  • La scena funziona perché il prodotto non è decorativo: diventa il modo con cui Elliott comunica con E.T.

Per rivedere il film dentro il percorso di Spielberg puoi leggere anche il nostro approfondimento su Steven Spielberg e gli alieni al cinema e il racconto di E.T. come favola per grandi e piccoli.

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