Il finale di Challengers non rivela chi vince la partita tra Art e Patrick. Luca Guadagnino interrompe il match nel momento in cui i due ritrovano, attraverso il tennis, l’intesa che avevano perso. Tashi esulta perché finalmente vede davanti a sé il tipo di partita che ha sempre cercato: intensa, personale e capace di far emergere ciò che i tre non riescono a dirsi fuori dal campo.
Il film con Zendaya, Mike Faist e Josh O’Connor torna in TV lunedì 5 ottobre in seconda serata su Rai 2. Se lo stai guardando e il finale ti ha lasciato con una domanda precisa, la risposta è questa: non esiste un vincitore ufficiale mostrato dal film. Il punto decisivo è emotivo, non sportivo.
Chi vince alla fine di Challengers?
Né Art né Patrick vengono proclamati vincitori. La partita arriva al tiebreak del terzo set e il film si concentra sull’ultimo scambio che vediamo, senza mostrarci il risultato definitivo del match.
Art attacca con tutta la rabbia accumulata, Patrick risponde e i due finiscono vicinissimi alla rete. Art si lancia in avanti e cade praticamente addosso all’amico. Per un istante la rivalità smette di essere una guerra e torna a essere ciò che era all’inizio: un rapporto costruito sul tennis, sulla competizione e su un’intesa che nessuno dei due era riuscito a cancellare.
Guadagnino sceglie quindi di non chiudere con un punteggio. Se cerchi un vincitore sportivo, il film non te lo dà. Se cerchi chi ottiene ciò che voleva, invece, la risposta coinvolge tutti e tre.
Perché Patrick fa quel gesto durante il servizio?
Poco prima dello scambio finale, Patrick ripete un vecchio segnale che Art conosce bene. È il modo con cui, da ragazzi, gli faceva capire di aver avuto un rapporto con Tashi. Nel match conclusivo Patrick usa lo stesso codice per comunicargli che lui e Tashi hanno passato la notte insieme.
Art capisce immediatamente. La rivelazione lo ferisce, ma allo stesso tempo riaccende qualcosa che sembrava essersi spento: la sua aggressività agonistica. È proprio da quel momento che la partita smette di essere una routine e diventa il confronto che Tashi aspettava.
Tashi voleva che Patrick lasciasse vincere Art?
Sì. Prima della finale Tashi chiede a Patrick di perdere volontariamente, perché Art ha bisogno di ritrovare fiducia prima di affrontare gli appuntamenti più importanti della sua carriera. Il piano però non procede come una semplice combine: tra Tashi e Patrick riaffiora la loro attrazione e i due finiscono a letto insieme.
Patrick entra quindi in campo conoscendo un segreto che può distruggere Art o costringerlo a reagire. Sceglie di rivelarglielo nel linguaggio che li ha sempre uniti, quello del tennis.
Cosa significa l’abbraccio tra Art e Patrick?
L’abbraccio non cancella il tradimento, la gelosia o gli anni di distanza. È però il momento in cui Art e Patrick tornano a riconoscersi. Durante il film si sono trasformati in avversari anche fuori dal campo, ma nello scambio finale ritrovano quella relazione competitiva che aveva dato forma alla loro amicizia.
Il tennis diventa così la lingua con cui riescono a dirsi ciò che non hanno saputo affrontare direttamente. La partita non risolve ogni problema, ma restituisce ai due uomini un contatto autentico dopo anni di rivalità.
Perché Tashi urla “Come on!” nel finale?
Per Tashi il tennis migliore nasce quando due giocatori entrano in una relazione totale attraverso il gioco. È un’idea che il film introduce molto prima della finale e che torna proprio nell’ultima scena.
Quando Art e Patrick smettono di trattenersi e trasformano il tiebreak in uno scambio feroce e istintivo, Tashi vede finalmente ciò che desiderava. Il suo urlo non celebra il vincitore del torneo: celebra il ritorno del tennis che ama.
Quindi chi è il vero vincitore?
Il film lascia volutamente aperta la domanda. Art recupera la fame agonistica, Patrick riesce a costringerlo a confrontarsi con la verità e Tashi torna a sentirsi parte di una partita capace di emozionarla. Per questo il finale funziona anche senza mostrare il punteggio conclusivo.
Se vuoi rileggere il film nel suo insieme, trovi anche la nostra recensione di Challengers. Per tornare invece alla presentazione del progetto e alle prime immagini con Zendaya, puoi recuperare il nostro articolo dedicato al trailer.
La scheda ufficiale di Challengers su Prime Video riporta il film di Luca Guadagnino con Zendaya, Josh O’Connor e Mike Faist e una durata di 2 ore e 5 minuti.
In breve
- Il film non mostra chi vince ufficialmente la partita.
- Patrick rivela ad Art il rapporto con Tashi attraverso il loro vecchio segnale.
- Art ritrova la propria rabbia agonistica.
- Art e Patrick si riavvicinano nello scambio finale.
- Tashi esulta perché vede finalmente il tennis che desiderava.

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