Bruce Campbell ha raccontato che il suo primo vero incontro con il sistema degli studios finì nel modo peggiore possibile: venne tolto dal ruolo principale, il film fu rimontato, cambiò titolo e alla fine non uscì mai. L’attore non ha indicato quale fosse il progetto, ma il retroscena spiega molto bene perché, oltre quarant’anni dopo l’esplosione di Evil Dead, abbia scelto di tornare a fare cinema in modo completamente indipendente.
La storia è riemersa mentre Campbell sta portando in giro Ernie & Emma, il film che ha scritto, diretto, prodotto e interpretato insieme alla moglie Ida Gearon. Più che una semplice nuova uscita, per lui è diventato il modo di riprendersi quel controllo creativo che Hollywood gli aveva fatto perdere già all’inizio della carriera.

Il primo film di studio andò storto prima ancora di uscire
In una recente intervista a Fox News Digital, Campbell ha ricostruito quel passaggio senza trasformarlo in una vendetta a distanza di decenni. Il punto, per lui, è ciò che successe al progetto: era il primo film realizzato dentro una struttura di studio dopo l’esperienza indipendente del primo Evil Dead e si ritrovò fuori dal ruolo principale.
La produzione non si limitò a sostituirlo. Secondo Campbell, il film venne successivamente rimontato, ribattezzato e infine non arrivò mai al pubblico. È un dettaglio importante perché non stiamo parlando di un attore che perde una parte e vede il progetto proseguire con un altro protagonista: qui anche il film stesso finì per scomparire.
Campbell non ha rivelato il titolo e non ci sono elementi sufficienti per identificarlo con certezza. È quindi meglio non trasformare il retroscena in una caccia al nome nascosto. La parte interessante è la conseguenza: quell’esperienza gli lasciò una forte diffidenza verso il modo in cui uno studio può prendere il controllo di un film e modificarlo fino a renderlo irriconoscibile.
Prima di Hollywood c’era stato Evil Dead, fatto quasi senza rete
Il contrasto con Evil Dead non potrebbe essere più netto. Il film del 1981 nacque fuori dai grandi studios, con Sam Raimi, Campbell e un gruppo di collaboratori costretti a risolvere problemi produttivi con mezzi limitati e moltissima inventiva. Quella libertà creativa, ha spiegato Campbell, gli era rimasta addosso.
Negli anni avrebbe comunque lavorato all’interno dell’industria, passando da film, serie e produzioni televisive molto diverse. Ma il personaggio di Ash continuò a essere il centro della sua identità cinematografica, fino a diventare uno dei volti più riconoscibili dell’horror moderno.
Su iCrewPlay Cinema puoi recuperare anche il nostro approfondimento su Ash vs Evil Dead e il lato più satirico della saga, mentre il franchise è tornato attuale proprio in questi giorni con La casa: Il rogo del Male in streaming su HBO Max.
Ernie & Emma nasce proprio dal bisogno di non chiedere più permesso
Il punto di arrivo di questa storia è Ernie & Emma. Campbell ha scritto il film, lo ha diretto, lo ha prodotto con Ida Gearon e interpreta anche il protagonista. La storia segue Ernie Tyler, un venditore di pere rimasto vedovo che parte per rispettare le istruzioni lasciate dalla moglie e spargerne le ceneri nei luoghi indicati da lei.
Il progetto è lontanissimo dall’immaginario splatter che ha reso Campbell famoso. Ed è proprio questo a renderlo coerente con il retroscena raccontato oggi: dopo una carriera costruita spesso dentro personaggi e franchise molto riconoscibili, l’attore ha scelto un film piccolo, personale e realizzato fuori dalle normali logiche degli studios.
Campbell ha spiegato che desiderava fare qualcosa del genere da molto tempo. A spingerlo definitivamente è stata Gearon, che gli ha suggerito di smettere di parlarne e passare alla produzione. Il film è stato girato in Oregon, vicino a casa loro, mantenendo il controllo creativo all’interno di un gruppo molto più ristretto rispetto a una grande produzione hollywoodiana.
La parte più curiosa è che il film scomparso non ha fermato la sua carriera
Un’esperienza simile avrebbe potuto diventare la classica storia di un esordio finito male. Nel caso di Campbell, invece, è diventata quasi il contrario: non gli ha impedito di lavorare, ma ha rafforzato l’idea che il cinema indipendente potesse offrirgli qualcosa che gli studios non erano in grado di garantire.
Il paradosso è evidente. L’attore che per decenni è stato associato a una delle saghe horror più riconoscibili di sempre continua a descrivere il primo Evil Dead come un’esperienza di libertà. Il suo primo passaggio in uno studio, invece, si chiuse con un ruolo perso e un film che nessuno vide.
Perché questa storia vale la pena di raccontarla adesso
Il motivo è proprio il ritorno di Campbell dietro la macchina da presa con Ernie & Emma e il nuovo giro di interviste dedicato al film. Il retroscena non è una vecchia curiosità recuperata dal nulla: è la spiegazione di una scelta creativa che l’attore sta facendo oggi.
Quarant’anni dopo essere stato tolto dal ruolo principale di un film poi scomparso, Bruce Campbell ha deciso di costruire un progetto in cui scrive, dirige, produce e recita senza consegnare il controllo a uno studio. È una delle rare storie in cui un fallimento mai arrivato sullo schermo finisce comunque per lasciare un’impronta visibile su una carriera intera.

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