C’è ancora domani è stato girato soprattutto a Roma, con Testaccio come cuore visivo del film. Il cortile della famiglia di Delia, il mercato, l’officina di Nino e molte strade appartengono al tessuto reale della città, mentre altre scene sono state ricostruite o adattate per restituire l’atmosfera del 1946. Tra le location più riconoscibili ci sono Testaccio, Torpignattara, Monti, il Palatino e l’ex ospedale Carlo Forlanini.
Il film di Paola Cortellesi torna su Rai 1 martedì 22 settembre 2026 alle 21:30. Per chi lo rivede in TV, ecco dove sono state girate le scene principali e quali luoghi romani si possono riconoscere.

Testaccio è la location principale di C’è ancora domani
Il quartiere che definisce più di ogni altro l’identità del film è Testaccio. Qui Paola Cortellesi ha trovato cortili, botteghe e strade capaci di conservare una fisionomia compatibile con la Roma del secondo dopoguerra.
Il cortile del palazzo in cui vive la famiglia di Delia si trova proprio a Testaccio, in via Giovanni Battista Bodoni. Nel febbraio 2026 ANSA ha identificato il complesso di via Bodoni 96 come il cortile utilizzato per il film, confermando quanto quel luogo sia ormai associato all’opera di Cortellesi.
Non tutto ciò che vediamo all’interno dell’abitazione, però, coincide con gli spazi reali del palazzo. Il film alterna location autentiche e ricostruzioni, così da controllare scenografia e riprese senza perdere l’impronta popolare del quartiere.
Dove si trova il mercato di Marisa?
Il mercato legato al personaggio di Marisa è stato ambientato nell’area di piazza Testaccio. È uno dei luoghi che rendono immediatamente riconoscibile il rione, insieme alle botteghe storiche e agli edifici popolari circostanti.
La scelta non è puramente estetica. Nel film il mercato rappresenta uno dei pochi spazi nei quali Delia può uscire dalla dimensione domestica, lavorare, parlare con altre donne e costruire una rete di relazioni diversa da quella imposta dal marito Ivano.
Dove si trova l’officina di Nino?
L’officina di Nino, il personaggio interpretato da Vinicio Marchioni, è stata individuata in via di Monte Testaccio. È qui che il film ambienta uno dei momenti più delicati tra Nino e Delia.
Un approfondimento di la Repubblica Roma dedicato alla geografia del film ricostruisce diverse location: oltre all’officina di via di Monte Testaccio, cita il bar Giolitti in via Amerigo Vespucci, il check point realizzato in via Flavio Gioia e altri set sparsi nella città.
Il bar e le botteghe di Testaccio
Tra i luoghi utilizzati nel quartiere compare anche lo storico bar Giolitti di via Amerigo Vespucci. Le attività commerciali della zona sono state fondamentali per dare al film una sensazione di continuità con la Roma popolare del passato.
La produzione ha sfruttato insegne, interni e prospettive ancora compatibili con l’ambientazione del 1946, intervenendo con scenografia e costumi per completare la trasformazione.
Il check point con William
Gli incontri tra Delia e il soldato americano William sono legati a un check point ricostruito in via Flavio Gioia, vicino al Lungotevere. La presenza delle truppe alleate non è soltanto uno sfondo: serve a ricordare che la vicenda si svolge in una città ancora segnata dalla guerra e in una fase di passaggio politico e sociale.
William introduce anche un punto di vista esterno sulla vita di Delia. La sua presenza rende più evidente quanto alcuni comportamenti che la protagonista è stata educata ad accettare risultino invece violenti e ingiustificabili.
Torpignattara, Monti e il Palatino
Il film si sposta poi fuori da Testaccio. La bottega dell’ombrellaio, uno dei luoghi di lavoro di Delia, è stata girata a Torpignattara. Altre sequenze utilizzano il rione Monti e l’area del Palatino.
Secondo la ricostruzione di Repubblica, tra le location compaiono la chiesa di Santa Caterina da Siena a Monti e Santa Francesca Romana al Palatino. Sono ambienti che permettono al film di ampliare Roma senza perdere l’unità visiva del racconto.
Dove è stata girata la scena del voto?
Una delle location più importanti è quella del seggio elettorale. La scuola vista nella parte finale non corrisponde a un normale edificio scolastico utilizzato per le riprese: il set è stato ricreato all’interno dell’ex ospedale Carlo Forlanini, nel quadrante di Monteverde.
È una scelta significativa perché proprio lì si concentra il passaggio dalla storia privata di Delia alla storia collettiva dell’Italia. Se vuoi approfondire quanto del racconto sia inventato e quanto derivi dal contesto reale, puoi leggere anche il nostro approfondimento sulla storia vera di C’è ancora domani.
Dove sono state girate le scene sui tetti?
Le terrazze e i tetti sono un altro elemento ricorrente. Per evitare elementi moderni troppo visibili, la produzione ha utilizzato anche tetti di edifici scolastici, tra cui l’Istituto Cattaneo a Testaccio e il Giuseppe Mazzini nell’area del Colosseo.
La scelta consente di mostrare Roma dall’alto mantenendo una linea temporale credibile, con panorami che non tradiscono facilmente l’ambientazione del dopoguerra.
Perché Roma è così importante nel film?
Roma non funziona come semplice sfondo. I cortili, le botteghe e le strade costruiscono il sistema sociale in cui Delia vive. La casa è il luogo del controllo di Ivano, il mercato è quello della solidarietà con Marisa, l’officina di Nino rappresenta una possibilità alternativa, mentre il seggio apre uno spazio pubblico nel quale la voce della protagonista conta.
Per questo le location sono parte della narrazione. La città accompagna Delia da una dimensione quasi interamente domestica a un luogo collettivo in cui può esercitare una scelta personale.
Per una lettura complessiva dell’opera trovi la nostra recensione di C’è ancora domani e il nostro ritratto di Paola Cortellesi.
C’è ancora domani in TV
Rai 1 trasmette il film martedì 22 settembre 2026 alle 21:30, come indicato dal palinsesto ufficiale Rai Televideo. Durante la visione, Testaccio è il riferimento principale da tenere d’occhio, ma il percorso di Delia attraversa una Roma molto più ampia.

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