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C’è ancora domani è una storia vera? Da chi nasce Delia

Delia non è una persona realmente esistita, ma nasce da memorie familiari e da un contesto storico preciso: ecco cosa c’è di vero nel film di Paola Cortellesi.

4 min di lettura
C'è ancora domani

C’è ancora domani non racconta una singola storia vera e Delia non corrisponde a una persona realmente esistita. Paola Cortellesi ha spiegato che la protagonista nasce dalle donne dei racconti di sua nonna, figure comuni del dopoguerra abituate a vivere prevaricazioni e disuguaglianze come parte della normalità. Il film è quindi una storia di finzione costruita dentro un contesto storico reale, quello dell’Italia del 1946 e dell’ingresso delle donne nella vita politica attraverso il voto.

Il film torna su Rai 1 martedì 22 settembre 2026 alle 21:30, secondo il palinsesto ufficiale Rai. È un’occasione utile per distinguere ciò che nel racconto è inventato da ciò che deriva direttamente dalla storia italiana.

C'è ancora domani con delia e la sua famiglia
La famiglia di delia in c’è ancora domani, ambientato nella roma del 1946.

Delia è esistita realmente?

No. Non esiste una Delia Santucci reale da cui il film sia stato tratto in modo diretto. Il personaggio interpretato da Paola Cortellesi è una figura narrativa che raccoglie esperienze, ricordi e condizioni di vita appartenute a molte donne italiane del periodo.

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Presentando il film alla Festa del Cinema di Roma, Cortellesi ha spiegato a Rai Cultura che Delia rappresenta le donne presenti nei racconti di sua nonna: donne comuni che avevano accettato una vita segnata dalle prevaricazioni perché quel modello veniva percepito come stabilito e quasi inevitabile.

È questo il punto di partenza più importante. C’è ancora domani non ricostruisce la biografia di una donna precisa, ma trasforma una memoria familiare e collettiva in un personaggio capace di rappresentare un’intera generazione.

Cosa c’è di vero in C’è ancora domani?

È reale soprattutto il contesto storico. La vicenda si svolge nella Roma del secondo dopoguerra, in un Paese uscito dal fascismo e dal conflitto mondiale, con famiglie alle prese con povertà, razionamenti, differenze sociali e un sistema nel quale l’autonomia femminile era molto più limitata rispetto a oggi.

È reale anche il passaggio storico su cui il film costruisce il proprio finale: il referendum istituzionale e l’elezione dell’Assemblea Costituente del 2 e 3 giugno 1946. Il Senato della Repubblica ricorda che quella consultazione avvenne a suffragio universale e che vi parteciparono anche le donne, alle quali il diritto di voto attivo e passivo era stato esteso nel 1945. Le elettrici avevano già votato nelle amministrative della primavera 1946, ma il referendum rappresentò la loro prima partecipazione a una consultazione politica nazionale.

La finzione di Delia viene quindi collocata dentro un cambiamento storico concreto. Il film usa la sua vita privata per far percepire quanto l’acquisizione di un diritto pubblico potesse incidere sulla coscienza individuale.

Paola cortellesi, regista e protagonista di c'è ancora domani
Paola cortellesi ha scritto, diretto e interpretato c’è ancora domani.

Ivano è ispirato a un uomo realmente esistito?

Non risulta che Ivano, interpretato da Valerio Mastandrea, sia il ritratto identificabile di un uomo preciso. Come Delia, è un personaggio di finzione usato per mettere in scena un sistema familiare e culturale nel quale la violenza del marito, il controllo economico e la subordinazione della moglie potevano essere normalizzati anche dall’ambiente circostante.

Il film evita proprio per questo di presentare Ivano come un’eccezione isolata. La sua violenza appartiene a un quadro più largo, fatto di disparità nel lavoro, aspettative diverse per figli e figlie e autorità maschile dentro la famiglia.

La storia di Marcella è vera?

Anche Marcella è un personaggio inventato, ma la sua funzione è strettamente legata alla realtà sociale raccontata dal film. Delia vede nella relazione tra la figlia e Giulio il rischio che una nuova generazione ripeta lo stesso modello vissuto da lei. Per questo il futuro di Marcella diventa una parte decisiva delle scelte della madre.

Il contrasto tra le due generazioni consente a Cortellesi di mostrare che il cambiamento non avviene tutto in una volta. Delia non può cancellare ciò che ha subito, ma può provare a impedire che la figlia consideri inevitabile lo stesso destino.

Perché il film sembra così realistico?

Il bianco e nero, le strade di Roma, i lavori svolti da Delia, la presenza delle truppe alleate e la ricostruzione della vita popolare fanno sembrare C’è ancora domani quasi una memoria filmata. La scelta è coerente con l’origine del progetto: una storia inventata che nasce da ricordi tramandati e da un momento storico documentato.

La regista non cerca quindi di convincerci che Delia sia esistita. Fa qualcosa di diverso: costruisce un personaggio plausibile perché formato da molte esperienze reali, abbastanza comuni da non essere entrate singolarmente nei libri di storia.

Il film è autobiografico?

Non in senso stretto. Paola Cortellesi non racconta la propria vita e non mette in scena la biografia di sua nonna. L’elemento personale sta nelle storie ascoltate in famiglia e nel modo in cui quelle memorie hanno contribuito alla costruzione della protagonista e del suo mondo.

Per approfondire l’opera puoi leggere la nostra recensione di C’è ancora domani. Se invece vuoi conoscere meglio l’autrice e protagonista, trovi anche il nostro ritratto di Paola Cortellesi.

C’è ancora domani in TV il 22 settembre

Rai 1 trasmette C’è ancora domani martedì 22 settembre 2026 alle 21:30. Il dato è riportato nel palinsesto ufficiale Rai Televideo. Per chi lo vede per la prima volta, sapere che Delia non è una persona reale non riduce il peso della storia: chiarisce anzi il meccanismo scelto dal film, che concentra in una protagonista di finzione esperienze e limitazioni vissute da moltissime donne reali.

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