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Non muoio neanche se mi ammazzano: dove è stato girato il film su Guareschi

Il film Rai con Giuseppe Zeno è stato girato nella Bassa emiliana, nei luoghi che hanno ispirato il Mondo Piccolo.

4 min di lettura
Giovannino guareschi nel 1949

Giovannino Guareschi – Non muoio neanche se mi ammazzano è stato girato interamente in Emilia-Romagna, soprattutto nella Bassa tra le province di Parma, Reggio Emilia e Modena. Le riprese hanno toccato Brescello, Colorno, Guastalla, Luzzara, Novellara, Reggio Emilia e numerosi altri comuni legati ai paesaggi che hanno formato l’immaginario di Giovannino Guareschi.

La scelta non è soltanto scenografica. Il film TV con Giuseppe Zeno, in onda su Rai 1 domenica 20 settembre 2026, ricostruisce la vita dello scrittore proprio nei territori del Po e della Bassa che alimentarono il suo Mondo Piccolo e, in seguito, l’universo di Don Camillo e Peppone.

Dove è stato girato Non muoio neanche se mi ammazzano?

Secondo la Emilia-Romagna Film Commission, le riprese hanno interessato questi comuni:

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  • Bagnolo in Piano;
  • Brescello;
  • Castelfranco Emilia;
  • Colorno;
  • Coltaro;
  • Guastalla;
  • Luzzara;
  • Mezzano Rondani;
  • Novellara;
  • Polesine Zibello;
  • Poviglio;
  • Reggio Emilia;
  • Sissa Trecasali;
  • Sorbolo Mezzani.

È quindi un film fortemente radicato nel territorio emiliano. La produzione non ha cercato di ricostruire la Bassa altrove: ha scelto gli stessi paesaggi, argini, centri abitati e campagne che appartengono alla geografia culturale di Guareschi.

Giovannino guareschi nel 1945
Giovannino guareschi nel 1945. Foto in pubblico dominio, wikimedia commons.

Perché Brescello è una location importante?

Brescello è il luogo che più facilmente viene associato al mondo di Don Camillo e Peppone. Qui furono girati i celebri film con Fernandel e Gino Cervi, diventati inseparabili dall’immaginario creato dallo scrittore.

Il nuovo film su Guareschi non è un altro capitolo di Don Camillo. Racconta la vita dell’autore, dalla prigionia durante la guerra fino al lavoro giornalistico e letterario. La presenza di Brescello, però, crea un ponte immediato fra l’uomo e i personaggi che lo hanno reso famoso nel mondo.

Per approfondire il contesto puoi leggere il nostro articolo su chi era Giovannino Guareschi e come nacquero Don Camillo e Peppone, programmato prima della messa in onda del film. Per una delle successive incarnazioni cinematografiche del parroco c’è anche il nostro ritratto di Terence Hill, che nel 1983 interpretò e diresse una nuova versione di Don Camillo.

Il film è stato girato nei luoghi reali di Guareschi?

Sì, in larga parte il progetto utilizza territori realmente legati alla vita e all’opera di Guareschi. Non significa che ogni scena sia stata girata nell’esatto edificio in cui avvenne il fatto raccontato, ma la produzione ha scelto deliberatamente la Bassa emiliana e città che conservano un rapporto concreto con la sua biografia e con il suo universo narrativo.

Guareschi nacque a Fontanelle di Roccabianca, nel Parmense, e mantenne per tutta la vita un rapporto fortissimo con questa parte d’Italia. Campagne, paesi, argini e comunità della pianura padana diventarono la materia da cui costruì il Mondo Piccolo.

È un legame che sul sito abbiamo raccontato anche nell’approfondimento dedicato a Busseto, Guareschi e la tradizione di Don Camillo.

Quali province si vedono nel film?

Le location principali ricadono soprattutto in tre province: Parma, Reggio Emilia e Modena.

La provincia di Parma ospita diversi luoghi centrali per la memoria di Guareschi e della Bassa. Reggio Emilia e il suo territorio compaiono invece in numerose fasi delle riprese, mentre Castelfranco Emilia porta la lavorazione nel Modenese.

Il risultato è una geografia coerente: invece di affidarsi a una singola città, il film ricostruisce un ambiente più ampio, fatto di piccoli centri e paesaggi che restituiscono l’identità della pianura emiliana.

Don camillo e il mondo creato da giovannino guareschi
Il territorio della bassa è inseparabile dal mondo piccolo e dai personaggi creati da guareschi.

Perché le location contano nella storia del film?

Il territorio non funziona come semplice sfondo. La Bassa è una parte dell’identità di Guareschi e aiuta a capire perché la sua opera sia così legata ai paesi, alle piazze, al Po, alle parrocchie e ai municipi.

Don Camillo e Peppone rappresentano due visioni politiche opposte, ma vivono nella stessa comunità. Proprio questa dimensione locale permette a Guareschi di trasformare le grandi fratture dell’Italia del dopoguerra in conflitti quotidiani, spesso durissimi ma anche profondamente umani.

Per questo girare in Emilia-Romagna dà al film qualcosa che un set completamente ricostruito avrebbe faticato a restituire: continuità fra biografia, paesaggio e immaginario letterario.

Da quale libro è tratto il film su Giovannino Guareschi?

Il film è liberamente ispirato a Chi sogna nuovi gerani?, autobiografia curata dai figli Alberto e Carlotta Guareschi e pubblicata da Rizzoli. La produzione utilizza quindi una base biografica familiare, ma la trasforma in un racconto televisivo.

La stessa presentazione ufficiale della Film Commission specifica che si tratta della prima fiction dedicata allo scrittore. Andrea Porporati firma la regia, mentre Giuseppe Zeno interpreta Guareschi e Benedetta Cimatti veste i panni della moglie Ennia.

Quando va in onda Non muoio neanche se mi ammazzano?

Giovannino Guareschi – Non muoio neanche se mi ammazzano va in onda domenica 20 settembre 2026 in prima serata su Rai 1. La pagina ufficiale RaiPlay lo colloca alle 21:30 e ne conferma la successiva disponibilità sulla piattaforma.

Chi guarda il film riconoscerà quindi una parte dell’Emilia reale dietro il racconto: le location non imitano il mondo di Guareschi, ma nascono dallo stesso territorio che lo ha ispirato.

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