Il finale di Settembre non chiude le tre storie con un lieto fine tradizionale: mostra Maria, Francesca e Guglielmo finalmente pronti a cambiare direzione. Maria scopre un legame autentico con Sergio, Francesca smette di ignorare ciò che prova per Debora e Guglielmo esce dall’apatia in cui viveva dopo il fallimento del matrimonio.
Il senso della chiusura è proprio questo: settembre diventa il momento in cui i personaggi smettono di vivere per inerzia e iniziano a scegliere ciò che desiderano davvero.
Come finisce la storia di Maria e Sergio?
Maria entra nella storia convinta che la cosa più importante sia riuscire a vivere la sua prima esperienza sessuale con Cristian, il ragazzo che le piace. L’incontro la mette però in crisi e la porta a passare del tempo con Sergio.
Quello che sembrava un aiuto pratico diventa qualcosa di diverso: Maria e Sergio scoprono di stare bene insieme e di potersi mostrare senza filtri. Nel finale non serve una dichiarazione clamorosa. Il cambiamento è nel modo in cui i due si guardano e nel fatto che Maria comprende che la complicità vissuta con Sergio vale più dell’idea di relazione che aveva inseguito fino a quel momento.
Che cosa succede a Francesca e Debora?
Francesca affronta una crisi matrimoniale e una notizia medica che le impone di guardare la propria vita da una prospettiva diversa. Il rapporto con Debora, inizialmente presentato come una forte amicizia, diventa sempre più importante.
Il finale non forza la loro storia dentro una soluzione definitiva, ma chiarisce il movimento di Francesca: smette di accettare una vita affettiva che non la rende felice e si concede la possibilità di seguire ciò che prova per Debora.
È una svolta coerente con il tema centrale del film, che non racconta personaggi capaci di risolvere tutto in pochi giorni, ma persone che finalmente riconoscono ciò che manca nelle loro vite.
Come finisce la storia di Guglielmo e Ana?
Guglielmo è bloccato dopo la fine del matrimonio. Frequenta Ana, ma vive quel rapporto come una parentesi ripetitiva che gli permette di non affrontare il resto della propria esistenza.
Le confidenze di Francesca e quello che scopre sulla vita di Ana lo obbligano a osservare se stesso da fuori. Guglielmo comprende di essere rimasto fermo troppo a lungo e decide di rimettersi in gioco, dando un significato diverso anche al rapporto con Ana.
Perché il film si chiama Settembre?
Il titolo funziona come una metafora della ripartenza. Settembre arriva dopo la sospensione dell’estate e coincide con il ritorno alle abitudini, ma per i protagonisti accade l’opposto: proprio quando tutto dovrebbe tornare come prima, qualcosa si rompe e li costringe a cambiare.
La produzione Groenlandia descrive le tre storie come unite dalla ricerca di un rapporto più autentico e dalla scelta tra continuare nel torpore o dare una svolta alla propria esistenza. È la chiave più utile per leggere il finale: non conta arrivare a una soluzione perfetta, ma riconoscere finalmente la possibilità di una vita diversa.
Il finale di Settembre è aperto?
Sì, ma non è incompleto. Il film lascia aperto il futuro concreto delle relazioni perché il suo obiettivo non è dire che cosa accadrà tra un anno a Maria, Francesca o Guglielmo. Vuole mostrare il momento esatto in cui ognuno di loro decide di non restare più immobile.
Per approfondire il film e il percorso della regista puoi partire dalla nostra vecchia panoramica in cui Settembre compariva tra le uscite cinematografiche. Giulia Steigerwalt ha poi diretto anche Diva Futura, altro titolo a cui abbiamo dedicato un approfondimento.
Per la lettura ufficiale dei personaggi e dei temi del film si può consultare la pagina di Groenlandia, società di produzione di Settembre con Rai Cinema.