Orso in Lo chiamavano Bulldozer è interpretato da Joe Bugner, e la parte più sorprendente è che non era un attore scelto solo per la stazza: era un vero peso massimo di livello mondiale. Prima di comparire accanto a Bud Spencer, Bugner aveva già affrontato Muhammad Ali due volte e nel 1975 aveva disputato contro di lui un incontro valido per il titolo mondiale dei pesi massimi.
È proprio questo dettaglio a rendere il personaggio molto più curioso di quanto sembri. Nel film Orso è il gigante che mette in difficoltà i ragazzi e poi entra nella squadra di Bulldozer, ma dietro quel fisico c’era uno dei pugili europei più importanti degli anni Settanta.

Chi è Orso in Lo chiamavano Bulldozer?
Orso è Alberto Sarticoli, interpretato da Joe Bugner. Nel film viene presentato come un uomo enorme e intimidatorio, ma anche molto più ingenuo e bonario di quanto la sua presenza lasci immaginare.
Bulldozer lo vuole nella squadra proprio per la sua forza fisica. La gag funziona perché lo spettatore vede un gigante che sembra quasi costruito apposta per reggere l’urto con Bud Spencer. In realtà Bugner non aveva bisogno di fingere di essere un atleta: veniva dal pugilato professionistico di altissimo livello.
Joe Bugner ha combattuto contro Muhammad Ali?
Sì, due volte. Il primo incontro tra Joe Bugner e Muhammad Ali si disputò il 14 febbraio 1973 a Las Vegas e terminò con la vittoria di Ali ai punti dopo 12 round.
La rivincita arrivò il 30 giugno 1975 a Kuala Lumpur. Questa volta c’erano in palio i titoli mondiali WBA e WBC dei pesi massimi. Anche in quel caso Ali vinse ai punti, ma Bugner arrivò fino al termine dei 15 round.
I record dei due incontri sono consultabili su BoxRec, che ricostruisce anche la carriera del pugile britannico di origine ungherese.
Quanto era forte Joe Bugner?
Bugner non fu un avversario occasionale scelto per riempire un cartellone. A 21 anni conquistò i titoli britannico, europeo e del Commonwealth dei pesi massimi. Nella sua carriera affrontò anche Joe Frazier, Ron Lyle ed Earnie Shavers.
La seconda sfida con Ali è il dato più significativo: nel 1975 Bugner era un contendente mondiale e salì sul ring per affrontare il campione dopo il celebre Rumble in the Jungle contro George Foreman.

Perché Joe Bugner finì in un film con Bud Spencer?
La scelta era perfetta per il tipo di cinema costruito attorno a Bud Spencer. Nei suoi film i rivali fisicamente credibili erano essenziali, e Bugner offriva qualcosa di raro: la presenza di un vero peso massimo abituato a combattere ai massimi livelli.
Il sito ufficiale internazionale di Bud Spencer conferma Joe Bugner nel cast di They Called Him Bulldozer nel ruolo di Orso.
Bugner recitò ancora con Bud Spencer?
Sì. Lo chiamavano Bulldozer non rimase un episodio isolato. Bugner comparve anche in Uno sceriffo extraterrestre… poco extra e molto terrestre, Io sto con gli ippopotami e Occhio alla penna.
Il rapporto tra cinema e sport è uno dei motivi per cui Bugner si integrava così bene nell’universo di Spencer. Sul sito abbiamo ricostruito anche la carriera di Bud Spencer, che prima del cinema era stato nuotatore olimpico e pallanuotista.

Bud Spencer era davvero sportivo quanto il personaggio?
Il film gioca molto proprio su questo elemento. Carlo Pedersoli aveva un passato sportivo reale: nuoto agonistico, pallanuoto e diverse discipline praticate prima della carriera cinematografica.
Nel nostro approfondimento su Bud Spencer e Terence Hill abbiamo già raccontato quanto lo sport e la fisicità abbiano influenzato i loro film. In Lo chiamavano Bulldozer questa componente diventa ancora più evidente perché accanto a Spencer c’è un pugile che aveva già affrontato Ali.
Perché questa curiosità cambia la scena con Orso
Rivedere il film sapendo chi fosse Joe Bugner cambia la percezione del personaggio. Orso non è semplicemente il classico gigante da commedia: l’uomo che Bud Spencer affronta sullo schermo era riuscito a resistere per 15 round contro Muhammad Ali in un mondiale dei pesi massimi.
È una di quelle informazioni che rendono Lo chiamavano Bulldozer più interessante anche fuori dalla nostalgia: il film mette insieme due carriere sportive reali, quella di Carlo Pedersoli e quella di Joe Bugner, e le trasforma in commedia.