In The Perfect Lie è Babette a provocare l’incendio in cui muore Evert. Per gran parte della serie Netflix tutto viene costruito per far credere che sia stato Evert a dare fuoco alla villa dopo aver sedato la famiglia. Il finale ribalta quella versione: Babette prepara il tè con il sedativo e appicca l’incendio, mentre il figlio Luuk resta cosciente e diventa decisivo per ricostruire ciò che è successo.
La risposta è importante perché separa due misteri che The Perfect Lie intreccia fino agli ultimi episodi: la morte di Evert e la caduta di Hanneke non hanno la stessa soluzione automatica. Simon resta centrale per i traffici del gruppo e per la relazione con Karen, ma non è lui a incendiare la casa di Evert.

Chi ha ucciso Evert in The Perfect Lie?
La responsabile della morte di Evert è Babette. La moglie non è soltanto una sopravvissuta all’incendio, come sembra inizialmente. Nel finale emerge che è lei ad aver organizzato la scena che avrebbe dovuto far apparire Evert come l’uomo che aveva tentato di uccidere la propria famiglia e poi se stesso.
La serie gioca a lungo sull’ambiguità. Evert ha problemi personali, tensioni con Babette e preoccupazioni crescenti per ciò che accade all’interno del gruppo. Questo rende plausibile, almeno nelle prime puntate, la versione secondo cui avrebbe perso il controllo. Ma gli indizi raccolti da Karen mostrano che quella spiegazione non regge.
Chi ha appiccato l’incendio alla casa?
È Babette ad appiccare il fuoco. Prima dell’incendio somministra un sedativo alla famiglia attraverso il tè. L’obiettivo è lasciare tutti incapaci di reagire mentre la casa brucia, costruendo allo stesso tempo una versione nella quale la responsabilità ricada su Evert.
Il piano però non si svolge come previsto. Luuk non beve il tè e rimane cosciente. La sua presenza cambia ciò che accade quella notte e rende possibile, più avanti, recuperare un elemento che Babette non aveva previsto potesse sopravvivere all’incendio.
Perché Babette vuole uccidere Evert?
Il movente nasce dal deterioramento del loro matrimonio. Il rapporto tra Babette ed Evert è diventato tossico e la donna è ossessionata dall’idea che il marito possa allontanarsi definitivamente da lei. A questo si aggiunge la gelosia nei confronti di Hanneke, che Babette considera una minaccia alla relazione.
La serie non presenta quindi l’incendio come un gesto casuale o improvvisato. Babette ha predisposto ciò che le serve e cerca di costruire una situazione senza via d’uscita. Il particolare del sedativo mostra che la morte di Evert non è il risultato accidentale di una lite degenerata.
Evert aveva davvero dato fuoco alla casa?
No. È proprio questa la grande falsa pista della prima stagione. Subito dopo l’incendio, amici e investigatori devono confrontarsi con l’ipotesi che Evert abbia sedato la famiglia e appiccato il fuoco. Anche alcuni comportamenti precedenti del personaggio sembrano poter sostenere quella lettura.
Il finale dimostra invece che Evert era la vittima. Netflix descrive fin dall’inizio la serie come la storia di quattro coppie apparentemente perfette costrette a mettere in dubbio tutto dopo che uno di loro viene ucciso in un incendio. La pagina ufficiale Netflix di The Perfect Lie conferma inoltre che il settimo episodio porta Karen a trovare la prova di ciò che è accaduto a Evert.

Cosa c’entra Luuk con la verità sulla morte di Evert?
Luuk è il dettaglio che manda fuori controllo il piano. Non avendo bevuto il sedativo, resta sveglio mentre la situazione precipita. Cerca di aiutare il padre e recupera un telefono che diventerà importante per capire cosa è successo realmente.
È proprio la sopravvivenza di queste informazioni a impedire che la versione costruita attorno a Evert rimanga definitiva. Karen arriva alla verità attraverso le prove rimaste dopo l’incendio, collegando finalmente i comportamenti di Babette agli eventi mostrati nelle puntate precedenti.
Simon ha ucciso Evert?
No, Simon non è la persona che appicca l’incendio. Il personaggio è però coinvolto in un’altra parte decisiva del mistero. Evert non si fida più di lui e teme le conseguenze delle attività illegali collegate alla palestra e al denaro che circola nel gruppo.
Questo rende Simon uno dei sospettati naturali. Hanneke stessa collega la morte di Evert ai problemi economici e ai traffici emersi attorno a Gym at Sea. La serie usa deliberatamente questa pista per spostare l’attenzione mentre la verità sull’incendio rimane nascosta.
Hanneke muore? Il finale lascia un altro mistero aperto
La storia di Hanneke non si chiude insieme a quella di Evert. Dopo la caduta dal balcone, la donna resta in ospedale e il finale conserva un elemento di suspense su ciò che può accaderle. La soluzione dell’incendio non risolve automaticamente chi abbia spinto Hanneke né cancella i segreti economici che aveva iniziato a portare alla luce.
È una distinzione utile perché la prima stagione contiene più livelli di mistero: la morte di Evert trova una risposta precisa, mentre altri fili narrativi vengono lasciati aperti. Netflix conferma che la stagione è composta da sette episodi, con l’ultimo dedicato proprio alla scoperta delle prove sulla morte di Evert.
The Perfect Lie e The Dinner Club raccontano lo stesso finale?
The Perfect Lie nasce dal romanzo The Dinner Club di Saskia Noort, ma Netflix ha rielaborato struttura e personaggi per l’adattamento televisivo. Per questo non conviene usare automaticamente il libro o il film del 2010 come spiegazione del finale della serie.
Abbiamo spiegato questo rapporto nella guida su se serve vedere The Dinner Club prima di The Perfect Lie. Chi invece sta seguendo le nuove uscite Netflix può consultare anche il nostro calendario delle serie TV più attese.
In breve: Evert non incendia la propria casa. Babette seda la famiglia e appicca il fuoco, mentre Luuk resta cosciente e contribuisce involontariamente a conservare la prova che permetterà a Karen di ricostruire la verità.