Il Piemonte arriva a Venezia 83 con nove titoli e con un 2026 che, al 1° settembre, conta già 140 progetti supportati e oltre 700 giornate di ripresa. I numeri sono stati messi al centro del panel Piemonte: Films, Funds, Future di Film Commission Torino Piemonte, che ha utilizzato la Mostra del Cinema per fare il punto non solo sui film presenti al Lido, ma sulla crescita dell’intera filiera audiovisiva regionale.
Il dato interessante non è quindi soltanto la presenza al festival. Nel 2026 il territorio ha già ospitato o sostenuto 19 lungometraggi e 4 serie TV, mentre le giornate di ripresa hanno raggiunto quota 708. A questo si aggiunge il rafforzamento dei fondi destinati alla produzione e ai nuovi talenti, con una seconda finestra del Piemonte Film TV Fund che può arrivare a circa 3,92 milioni di euro.

Nove progetti piemontesi a Venezia 83
I nove titoli legati al Piemonte rappresentano un record per la presenza regionale alla Mostra. Cinque sono entrati nella Selezione Ufficiale della Biennale, tre nella Settimana Internazionale della Critica e un documentario nelle Notti Veneziane delle Giornate degli Autori.
Tra i cinque titoli della selezione ufficiale ci sono Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis e Succederà questa notte di Nanni Moretti in Concorso. In Orizzonti figurano invece La ragazza con la Leica di Alina Marazzi, I figli della scimmia di Tommaso Landucci e il cortometraggio Il Senso della Terra di Alessandro Ingaria e Simone Massi.
La presenza è significativa anche per il modo in cui i progetti attraversano sezioni e formati differenti. Non c’è soltanto il lungometraggio d’autore: il sistema piemontese porta al Lido opere prime, cortometraggi, produzioni internazionali e titoli sostenuti attraverso strumenti regionali diversi. La Film Commission Torino Piemonte aveva già definito quella di Venezia 83 una presenza record per il comparto regionale.
Su iCrewPlay Cinema abbiamo raccolto anche i film italiani in concorso a Venezia 83 e il programma della Mostra del Cinema di Venezia 2026, due pagine utili per collocare i titoli piemontesi dentro il quadro complessivo del festival.
140 progetti e 708 giorni di riprese nel 2026
Il dato che rende il panel più interessante di una normale presenza promozionale è quello produttivo. Fino all’inizio di settembre Film Commission Torino Piemonte indica 140 progetti supportati nel 2026, con 19 lungometraggi e quattro serie televisive realizzati o in lavorazione.
Le giornate di ripresa hanno già raggiunto quota 708. Il numero misura meglio del semplice conteggio dei titoli quanto una produzione rimanga sul territorio e quanto possa coinvolgere maestranze, professionisti, strutture, servizi, alberghi, trasporti e fornitori locali.
È anche il motivo per cui la crescita del cinema piemontese va letta come una questione industriale. Portare una produzione a Torino o in altre località regionali non significa soltanto ottenere visibilità quando il film arriva in sala o in streaming. Significa creare settimane di lavoro prima che il pubblico veda una singola scena.

Piemonte Film TV Fund: quanto vale la seconda call
Uno dei passaggi più concreti riguarda il Piemonte Film TV Fund. La seconda sessione 2026 è partita con una dotazione di 3 milioni di euro e resterà aperta fino alle ore 12 del 2 ottobre. A questa cifra la Regione punta ad aggiungere circa 920 mila euro provenienti da rinunce, revoche e riduzioni di contributi precedenti.
La disponibilità della seconda finestra può quindi arrivare a circa 3,92 milioni di euro. La dotazione iniziale del fondo per l’intero 2026 era di 7 milioni, divisi tra 4 milioni nella prima sessione e 3 milioni nella seconda. Le risorse recuperate possono portare il totale effettivamente rimesso a disposizione oltre quella soglia iniziale.
La pagina ufficiale della seconda sessione chiarisce anche il tipo di ricaduta cercata: le spese ammissibili comprendono personale, professionisti del cinema e fornitori di beni e servizi sostenuti in Piemonte.
Fondazione CRT entra nello Short Film Fund
Il secondo segnale riguarda i cortometraggi. Fondazione CRT sostiene nel 2026 lo Short Film Fund con 150.000 euro complessivi, rafforzando uno strumento dedicato a fiction, animazione, sperimentazione e progetti immersivi.
Una parte delle risorse è destinata direttamente alle due call dell’anno, con contributi che possono arrivare fino a 30.000 euro per singolo progetto, mentre il sostegno comprende anche attività di accompagnamento e promozione. È un passaggio rilevante perché permette alla filiera di non concentrarsi soltanto sulle produzioni più grandi, ma di mantenere un ingresso per autori e società che lavorano su formati brevi.
Perché Venezia 83 conta per il cinema piemontese
La Mostra offre la vetrina, ma i dati raccontano un processo che avviene prima del festival. Il punto forte del modello piemontese è provare a collegare sviluppo, produzione, servizi sul territorio e promozione internazionale, invece di considerare i fondi come interventi isolati.
La presenza di nove titoli a Venezia 83 è quindi utile soprattutto come indicatore: significa che una parte dei progetti sostenuti localmente riesce anche ad arrivare nei festival internazionali. Allo stesso tempo, le 708 giornate di ripresa mostrano che l’attività non dipende da un singolo film o da un singolo evento.
Per seguire cosa succederà dopo il Lido, resta utile anche la nostra guida sui film di Venezia 2026 e le rispettive uscite italiane. Il passaggio successivo sarà capire quali dei titoli sostenuti in Piemonte riusciranno a trasformare il festival in distribuzione, pubblico e nuove produzioni sul territorio.