Resident Evil 2026 non è un adattamento diretto di Resident Evil 2. Zach Cregger ha spiegato che il film racconta una storia originale ambientata più o meno nel mondo del secondo videogioco, seguendo Bryan, un nuovo personaggio che attraversa Raccoon City durante una notte in cui la situazione precipita.
È una distinzione importante in vista dell’uscita italiana del 17 settembre 2026. Chi si aspetta di rivedere sullo schermo la campagna di Leon Kennedy o Claire Redfield non troverà una trasposizione scena per scena. L’obiettivo dichiarato è diverso: costruire una vicenda che potrebbe svolgersi accanto agli eventi di un gioco della saga.
Resident Evil 2026 è basato su Resident Evil 2?

La risposta più precisa è: ne utilizza il mondo, non la trama. In una Q&A pubblicata sul PlayStation Blog italiano, Cregger ha indicato esplicitamente Resident Evil 2 come riferimento, spiegando che la nuova storia si svolge nel suo universo con alcuni cambiamenti concessi dalla libertà cinematografica.
Il regista non voleva raccontare nuovamente la storia di Leon. La sua idea è seguire una persona comune che affronta un’altra missione durante quella stessa situazione disastrosa. Bryan, interpretato da Austin Abrams, è un corriere medico che deve completare una consegna e finisce trascinato nel caos di Raccoon City.
I primi minuti mostrati alla stampa il 28 agosto rafforzano questa impostazione. Bryan accetta un incarico urgente diretto al Raccoon City Hospital durante una notte caratterizzata da maltempo e neve. È quindi un ingresso nell’universo di Resident Evil attraverso un protagonista che non appartiene al cast storico dei videogiochi.
Cosa prende il film dai videogiochi Resident Evil

Cregger vuole essere fedele soprattutto alla struttura del survival horror. Il riferimento non riguarda soltanto mostri, Umbrella o Raccoon City. Il regista ha spiegato di voler tradurre nel film la sensazione di avanzamento tipica dei giochi: il protagonista parte con poche risorse, attraversa ambienti diversi, subisce ferite e trova progressivamente equipaggiamento migliore.
- la progressione delle armi, dalla pistola a equipaggiamenti più potenti;
- la necessità di gestire munizioni e risorse;
- ambienti che cambiano durante l'avanzamento;
- oggetti riconoscibili della serie come erbe curative e altri strumenti legati alla sopravvivenza;
- una crescita graduale di Bryan, inizialmente impreparato di fronte all'epidemia.
È lo stesso principio che rende particolarmente significativo il protagonista fragile anticipato nei materiali promozionali. Su cinema.iCrewPlay abbiamo già analizzato perché Zach Cregger abbia scelto un eroe inesperto per il reboot di Resident Evil: Bryan deve imparare a sopravvivere, invece di entrare nella storia come combattente già preparato.
Perché nel film Raccoon City è diversa dal gioco
Il legame con Resident Evil 2 non significa neppure che ogni dettaglio della città debba coincidere. Il film utilizza un’ambientazione innevata e una tecnologia contemporanea, mentre il celebre incidente dei videogiochi è associato al 1998. Cregger ha già chiarito di essersi concesso modifiche per raccontare la propria storia.
Questo spiega anche perché alcuni indizi mostrati nei trailer possano provenire da capitoli diversi della saga. Abbiamo analizzato, per esempio, il possibile riferimento alle Las Plagas nel nuovo Resident Evil. Non significa necessariamente che il film stia adattando Resident Evil 4: Cregger sembra utilizzare l’intera iconografia della serie all’interno di una storia autonoma.
Resident Evil 2026 sarà quindi un reboot o un nuovo adattamento?
Dal punto di vista cinematografico è un nuovo reboot, indipendente dai sei film con Milla Jovovich e da Resident Evil: Welcome to Raccoon City del 2021. Dal punto di vista dei videogiochi, invece, la definizione più utile è quella di storia parallela: non sostituisce Resident Evil 2 e non ricrea la sua campagna, ma utilizza quel mondo come base.
La pagina ufficiale Sony Pictures presenta infatti il film come una storia completamente nuova e conferma Zach Cregger alla regia, Austin Abrams nel ruolo di Bryan e una sceneggiatura firmata da Cregger insieme a Shay Hatten.
Per chi arriva invece dai vecchi film, abbiamo raccolto in una guida separata l’ordine dei film di Resident Evil e cosa recuperare prima del reboot del 2026. Nessuno di quei capitoli è però necessario per comprendere la nuova storia.
Il passaggio da verificare dopo il 17 settembre sarà quanto questa idea riesca effettivamente a funzionare sullo schermo: non tanto quanti riferimenti ai giochi saranno riconoscibili, ma se il percorso di Bryan riuscirà a restituire la progressione, la vulnerabilità e la gestione delle risorse che Cregger considera centrali nell’esperienza di Resident Evil.