Antía non abbandona Julieta per un solo motivo. Dopo la morte di Xoan, la ragazza associa progressivamente la madre al trauma della perdita del padre, soprattutto dopo aver saputo da Marian cosa era accaduto poco prima dell’incidente in mare. Il ritiro in una comunità spirituale diventa poi il modo con cui Antía recide il legame con la propria vita precedente. Anni dopo sarà una tragedia personale a farle comprendere il dolore che aveva inflitto alla madre.
Il rapporto tra maternità, colpa e memoria è centrale nel cinema di Pedro Almodóvar e tornerà anche in film successivi come Madres Paralelas. In Julieta, però, questo legame viene raccontato quasi interamente attraverso un’assenza: per dodici anni Julieta non sa perché sua figlia abbia deciso di cancellarla dalla propria vita.
Attenzione: da questo punto l’articolo contiene spoiler sul film Julieta.
Perché Antía lascia Julieta?
La scomparsa di Antía arriva dopo una lunga catena di eventi che il film ricostruisce solo gradualmente.
Quando Xoan muore in mare durante una tempesta, Julieta precipita in una profonda depressione. Antía è ancora adolescente e finisce per trovarsi in una posizione quasi rovesciata rispetto alla madre: invece di essere soltanto la figlia che deve elaborare la morte del padre, diventa una delle persone che si prendono cura di Julieta.
Il problema è che Antía non conosce immediatamente tutto ciò che è avvenuto prima dell’incidente.
Xoan e Julieta avevano litigato dopo che lei aveva scoperto la relazione che l’uomo aveva avuto con Ava. Julieta era uscita di casa e Xoan aveva deciso di prendere il mare nonostante le condizioni meteorologiche.
Il film non dice che Julieta sia responsabile della morte di Xoan. Xoan sceglie autonomamente di uscire in barca e muore durante una tempesta.
Ma per Antía la questione è diversa. Quando in seguito apprende nuovi dettagli su quella giornata, il dolore si mescola alla necessità di trovare una spiegazione e qualcuno sul quale riversare la propria rabbia.
È qui che nasce la distanza dalla madre.
| Cosa accade | Perché è importante per Antía |
|---|---|
| Xoan muore durante una tempesta | Antía perde improvvisamente il padre |
| Julieta cade in depressione | Antía deve convivere anche con il dolore della madre |
| Marian racconta ciò che era accaduto prima della morte | Antía scopre il litigio tra i genitori |
| Antía parte per un ritiro spirituale | Si separa fisicamente dalla propria vita precedente |
| Decide di non tornare dalla madre | La separazione diventa una rottura radicale |
| Molti anni dopo perde un figlio | Comprende personalmente cosa significhi perdere un figlio |
| Scrive a Julieta | Si apre per la prima volta una possibilità di riavvicinamento |
Cosa racconta Marian ad Antía sulla morte di Xoan?
Marian, la governante interpretata da Rossy de Palma, è uno dei personaggi decisivi per comprendere la rottura.
È lei a conoscere le tensioni nella casa e a sapere della relazione tra Xoan e Ava. Dopo la morte dell’uomo, Antía viene a sapere da Marian ciò che era accaduto prima che il padre uscisse in mare.
Questo particolare cambia il modo in cui la ragazza guarda alla tragedia.
Antía può così ricostruire una sequenza molto dolorosa: Julieta scopre l’infedeltà, i due litigano, la madre si allontana e Xoan prende la barca prima di morire nella tempesta.
Non significa che Marian dica semplicemente ad Antía che “Julieta ha ucciso Xoan”. Il film è molto meno diretto.
È invece Antía a trasformare quei fatti in una colpa emotiva, dentro un lutto che non è mai riuscita a elaborare completamente.
La colpa, del resto, attraversa tutto Julieta. Lo stesso Almodóvar ha spiegato come questo sentimento passi dalla madre alla figlia. Anche la presentazione ufficiale del film al Festival di Cannes individua proprio nel destino, nella colpa e nel mistero dell’abbandono alcuni dei nuclei fondamentali della storia.
Antía entra in una setta?

Definire il gruppo frequentato da Antía una “setta” è più netto di quanto mostri il film.
Antía parte per un ritiro spirituale in montagna che inizialmente dovrebbe durare alcuni mesi. Quando Julieta va a cercarla, però, scopre che la figlia ha scelto di seguire un’altra strada e non vuole più avere rapporti con lei.
La comunità spirituale è quindi importante, ma non rappresenta da sola la spiegazione della scomparsa.
Antía arriva al ritiro portandosi dietro:
- il lutto per Xoan;
- la rabbia nei confronti della madre;
- il peso della depressione di Julieta;
- le informazioni apprese su ciò che aveva preceduto l’incidente;
- il bisogno di costruire un’identità separata dalla propria famiglia.
Il ritiro le offre una possibilità estrema: non soltanto allontanarsi da Julieta, ma cancellare completamente il passato dal quale proviene.
Per questo sarebbe riduttivo dire che Antía viene semplicemente convinta da una comunità religiosa ad abbandonare sua madre.
Antía odia Julieta?

Il film non offre elementi sufficienti per ridurre il comportamento di Antía all’odio.
Il rapporto è costruito soprattutto attraverso dolore, senso di colpa, rancore e rifiuto.
Antía perde il padre e vede contemporaneamente sua madre crollare. Poi scopre aspetti del rapporto tra i genitori che fino a quel momento ignorava.
La sua reazione consiste nel tagliare completamente quel legame.
È un comportamento durissimo nei confronti di Julieta, ma Almodóvar evita di trasformare Antía in un’antagonista. Anzi, uno degli elementi più importanti del film è proprio l’impossibilità di conoscere fino in fondo ciò che la figlia sta vivendo.
Lo spettatore conosce Antía soprattutto attraverso Julieta.
Quella mancanza di informazioni è intenzionale: l’assenza della figlia deve essere per noi quasi incomprensibile quanto lo è per sua madre.
Perché Antía torna a scrivere alla madre alla fine?

Qui si trova la chiave del finale di Julieta.
Molti anni dopo la sua scomparsa, Antía è diventata madre. Ha tre figli e ha costruito una vita completamente separata da quella di Julieta.
Poi perde uno dei suoi bambini.
Il figlio maggiore, chiamato Xoan come il nonno, muore annegato all’età di nove anni.
Questa tragedia cambia la prospettiva di Antía.
Per la prima volta non sta più osservando dall’esterno il dolore di una madre che ha perso un figlio. Lo sta vivendo.
Ed è qui che il film costruisce il suo parallelo più importante.
Antía aveva inflitto a Julieta una perdita diversa dalla morte, ma emotivamente devastante: per dodici anni la madre non aveva saputo dove fosse la figlia, se stesse bene o se l’avrebbe mai rivista.
Dopo la morte del proprio bambino, Antía comprende finalmente una parte di quel dolore.
Per questo scrive.
Non cancella ciò che è accaduto e non chiede esplicitamente alla madre di tornare nella sua vita, ma nella lettera inserisce un indirizzo. È un dettaglio fondamentale perché rende possibile ciò che per dodici anni era stato impossibile: trovarla.
Antía comprende il dolore di Julieta soltanto quando quel dolore entra nella sua stessa vita.
Julieta e Antía si riconciliano alla fine?

Il film non mostra la riconciliazione.
Julieta riceve la lettera e decide di partire insieme a Lorenzo per raggiungere la figlia.
Prima di arrivare, però, il film termina.
Non vediamo Antía aprire la porta. Non vediamo madre e figlia abbracciarsi e non sappiamo quale tipo di rapporto potranno ricostruire.
Il finale è quindi aperto, ma non è neutrale.
Per la prima volta dopo dodici anni esistono:
un messaggio, un indirizzo e una possibilità di incontro.
Julieta non pretende più spiegazioni immediate. Dopo tutto il percorso compiuto nel film sembra soprattutto disposta ad andare dalla figlia e ad ascoltarla.
È una conclusione molto più vicina alla speranza che alla certezza.
La maternità imperfetta e le relazioni tra madri e figli continueranno a essere centrali nel cinema del regista, come mostra anche La stanza accanto, mentre il rapporto tra memoria, dolore e racconto personale è presente in modo differente anche in Dolor y Gloria.
Cosa cambia rispetto ai racconti di Alice Munro?
Julieta nasce dall’unione di tre racconti di Alice Munro contenuti nella raccolta In fuga: Fatalità, Fra poco e Silenzio.
Almodóvar non li trasporta semplicemente sullo schermo. Li unisce, sposta la storia in Spagna e modifica diversi elementi.
Lo stesso regista, parlando del processo di adattamento, ha spiegato di aver lavorato sui tre racconti con grande libertà. Una ricostruzione del suo rapporto con il testo di Munro è disponibile anche nell’intervento Pedro Almodóvar on Adapting Alice Munro for the Screen.
La differenza più importante per il nostro finale riguarda proprio la figlia.
Nel racconto Silenzio, Penelope, equivalente letteraria di Antía, si allontana dalla madre Juliet dopo il ritiro spirituale. Munro non concede alla protagonista la stessa concreta possibilità di ritrovare la figlia che vediamo nel film.
Almodóvar cambia quindi il punto di arrivo.
La lettera di Antía e il viaggio finale di Julieta non garantiscono una riconciliazione, ma aprono una porta che nei racconti rimane sostanzialmente chiusa.
È una modifica decisiva perché cambia il significato dell’ultima parte della storia.
Il silenzio non è stato cancellato, ma finalmente può essere interrotto.
Perché Antía abbandona Julieta, quindi?

La risposta più semplice sarebbe dire che Antía fugge dalla madre dopo la morte del padre.
Ma Julieta racconta qualcosa di più complesso.
Antía associa progressivamente Julieta al trauma per la morte di Xoan, scopre attraverso Marian ciò che era accaduto tra i genitori prima dell’incidente e porta con sé un dolore che non riesce a elaborare. Il ritiro spirituale diventa quindi uno strumento per spezzare ogni rapporto con la propria vita precedente.
Solo molti anni dopo, quando perde a sua volta un figlio, Antía comprende fino in fondo cosa significhi vivere con l’assenza di una persona amata.
È allora che torna a scrivere.
Almodóvar non ci dice se madre e figlia riusciranno a ricostruire ciò che hanno distrutto. Ci dice soltanto che, dopo dodici anni di silenzio, per la prima volta entrambe sono nuovamente disposte a muoversi una verso l’altra.