No, Murray Guthrie di Lockerbie: Attentato sul volo Pan Am 103 non è un giornalista realmente esistito. Il personaggio interpretato da Sam Troughton è stato creato per la miniserie Sky e concentra elementi riconducibili a più persone che seguirono realmente il caso Lockerbie, soprattutto alcuni giornalisti coinvolti nelle indagini e vicini a Jim Swire.
Tra le figure che presentano maggiori analogie ci sono David Johnston, giornalista di Radio Forth realmente interrogato dalla polizia per informazioni legate al caso, e David Ben-Ayreah, che ebbe rapporti con Jim Swire e seguì alcune delle piste alternative sull’attentato.
Murray non va invece confuso con Peter Biddulph, il vero coautore insieme a Jim Swire del libro da cui è tratta la serie.
Murray Guthrie è una persona reale?

No. Murray Guthrie è un personaggio di finzione.
Sky conferma che Sam Troughton interpreta Murray Guthrie nella miniserie, mentre Radio Times lo identifica esplicitamente come uno dei pochissimi personaggi principali non direttamente basati su una singola figura realmente esistita.
È una distinzione importante perché Lockerbie: Attentato sul volo Pan Am 103 utilizza molti nomi reali.
Jim Swire è realmente esistito ed è interpretato da Colin Firth. Sua moglie Jane, interpretata da Catherine McCormack, è una persona reale. Anche Abdelbaset al-Megrahi, condannato per l’attentato e interpretato nella serie da Ardalan Esmaili, appartiene alla vicenda storica.
Murray crea quindi facilmente confusione: viene inserito accanto a personaggi reali e accompagna Jim per una parte considerevole della sua ricerca, tanto da sembrare a sua volta una figura storica.
Non lo è.
Chi sta seguendo anche la recente miniserie Netflix sullo stesso attentato trova un’impostazione differente. Abbiamo ricostruito separatamente la storia vera dietro La bomba sul volo Pan Am 103, dove molti investigatori mostrati sullo schermo, come Ed McCusker e Dick Marquise, corrispondono invece direttamente a persone reali.
Chi rappresenta Murray Guthrie nella realtà?
Non esiste una corrispondenza ufficiale del tipo:
Murray Guthrie = una specifica persona reale.
È più corretto considerarlo un personaggio composito, cioè una figura narrativa che raccoglie caratteristiche, esperienze e funzioni appartenute a più persone.
| Personaggio o persona | Reale? | Rapporto con Murray Guthrie |
|---|---|---|
| Murray Guthrie | No | Personaggio creato per la serie |
| David Johnston | Sì | Giornalista con diverse analogie con Guthrie |
| David Ben-Ayreah | Sì | Giornalista vicino a Jim Swire e altra possibile influenza |
| Peter Biddulph | Sì | Coautore del libro con Jim Swire, ma non è Murray |
| Jim Swire | Sì | Padre di Flora e protagonista reale della vicenda |
La serie utilizza Murray soprattutto per dare continuità televisiva a un’indagine che si sviluppò per decenni e coinvolse moltissimi giornalisti, investigatori, familiari delle vittime, avvocati e funzionari.
Invece di introdurre una nuova persona ogni volta che Jim entra in contatto con informazioni provenienti dal mondo giornalistico, la fiction può concentrare parte di quel materiale in un unico personaggio riconoscibile.
È un procedimento molto comune nelle produzioni basate su eventi reali. Sul sito abbiamo analizzato un meccanismo simile anche parlando dei personaggi compositi e degli elementi storici di Casablanca: un personaggio può essere inventato pur svolgendo una funzione che deriva da persone, ambienti o avvenimenti realmente esistiti.
David Johnston è il vero Murray Guthrie?

No, ma David Johnston è probabilmente una delle figure reali più utili per capire come sia stato costruito Murray.
Johnston lavorava per Radio Forth a Edimburgo e seguì realmente il caso Lockerbie.
La sua presenza nella vicenda è documentata anche da fonti istituzionali britanniche.
Nel febbraio 1989 il Parlamento britannico discusse delle modalità con cui Johnston era stato interrogato dalla polizia dopo aver ricevuto informazioni sull’attentato. Hansard, l’archivio ufficiale dei lavori parlamentari del Regno Unito, registra che gli investigatori volevano approfondire le informazioni in suo possesso.
Anni dopo, un’inchiesta ufficiale del governo britannico lo definì Editor of News and Current Affairs di Radio Forth e ricostruì anche alcuni suoi contatti con il parlamentare Tam Dalyell sulle piste alternative relative a Lockerbie.
Questi elementi ricordano chiaramente Guthrie.
Entrambi sono giornalisti scozzesi, entrambi seguono l’attentato fin dalle prime fasi ed entrambi entrano in possesso di informazioni che mettono in discussione alcune ricostruzioni ufficiali.
Questo però non significa che Murray sia semplicemente David Johnston con un nome diverso.
Cosa cambia tra David Johnston e Murray Guthrie?
Le loro storie non coincidono.
Nella serie Guthrie sviluppa un rapporto personale molto lungo con Jim Swire e diventa quasi un compagno della sua ricerca.
Johnston seguì realmente Lockerbie e fu coinvolto in controversie sulle proprie fonti, ma non compì esattamente lo stesso percorso mostrato da Murray nella fiction.
Ci sono inoltre eventi della vita professionale di Johnston che non vengono trasferiti direttamente al personaggio.
La miniserie modifica quindi rapporti, cronologia e azioni per trasformare decenni di indagini in una storia televisiva comprensibile.
Per questo la formulazione più precisa è:
David Johnston sembra essere una delle fonti d’ispirazione di Murray Guthrie, non il suo equivalente reale.
Chi era David Ben-Ayreah?
Un’altra figura con interessanti somiglianze con Guthrie è David Ben-Ayreah, giornalista realmente legato alla vicenda Lockerbie.
Ben-Ayreah ebbe un rapporto molto più vicino con Jim Swire rispetto a Johnston e compare anche nel libro scritto da Swire e Peter Biddulph.
Alcuni episodi attribuiti a Guthrie nella serie ricordano proprio il rapporto tra Swire e Ben-Ayreah.
In particolare, quest’ultimo contribuì a indirizzare l’attenzione di Swire verso la cosiddetta operazione Autumn Leaves, l’operazione condotta contro una cellula palestinese in Germania poche settimane prima dell’attentato.
La serie utilizza Murray come tramite per informazioni di questo tipo.
È probabilmente qui che il personaggio composito diventa più evidente: alcuni elementi ricordano Johnston, altri Ben-Ayreah.
Non esiste però una dichiarazione ufficiale degli autori che permetta di assegnare matematicamente ogni scena di Murray a una persona specifica.
Murray Guthrie partecipò realmente al processo di Lockerbie?

No, perché Murray Guthrie non esisteva come persona reale.
Nella miniserie il suo personaggio continua ad accompagnare Jim Swire anche durante le fasi giudiziarie della vicenda.
Nella realtà, però, furono diverse persone a seguire Swire nel suo lungo percorso.
Ben-Ayreah, per esempio, seguì realmente il processo contro Abdelbaset al-Megrahi e Al Amin Khalifa Fhimah e aveva rapporti con Swire.
Questo rende plausibile che anche quella parte del personaggio sia costruita utilizzando esperienze appartenenti a figure reali differenti.
Il punto essenziale è non interpretare la presenza di Murray nelle scene del processo come prova dell’esistenza di un giornalista storico con quel nome.
Peter Biddulph è Murray Guthrie?
No. Peter Biddulph è un’altra persona.
Questa distinzione è particolarmente importante perché la miniserie è tratta dal libro The Lockerbie Bombing: A Father’s Search for Justice.
Gli autori reali del volume sono:
- Jim Swire;
- Peter Biddulph.
L’editore scozzese Birlinn attribuisce ufficialmente il libro a entrambi e spiega che Biddulph iniziò a lavorare con Swire alla ricostruzione della sua storia nel 1999.
Murray Guthrie non è l’autore reale del libro.
Attribuirgli questo ruolo significherebbe trasformare un personaggio composito della fiction in una persona realmente coinvolta nella pubblicazione, cosa che le fonti editoriali non confermano.
Chi è allora Peter Biddulph?
Peter Biddulph è lo scrittore che ha lavorato con Jim Swire per trasformare la sua lunga ricerca sulla strage di Lockerbie in un libro.
Birlinn indica che i due iniziarono a lavorare insieme nel 1999.
Il volume venne pubblicato nel 2021 e costituisce la base principale della miniserie con Colin Firth.
Questo permette di distinguere chiaramente tre livelli differenti:
Jim Swire è la persona realmente coinvolta nella tragedia e nella ricerca della verità.
Peter Biddulph è il coautore reale del libro.
Murray Guthrie è invece il giornalista creato per la serie.
Jim Swire è realmente esistito?
Sì. A differenza di Murray, Jim Swire è una persona reale.
Era un medico e perse la figlia Flora nell’attentato del 21 dicembre 1988 contro il volo Pan Am 103.
Dopo la tragedia divenne uno dei principali portavoce delle famiglie britanniche delle vittime e dedicò decenni a cercare risposte sull’attentato, mettendo progressivamente in discussione diversi aspetti della ricostruzione giudiziaria.
È proprio il suo punto di vista a distinguere la produzione Sky dalla serie Netflix.
Che differenza c’è tra la serie Sky e quella Netflix sul Pan Am 103?

Le due produzioni raccontano lo stesso attentato da prospettive molto diverse.
Lockerbie: Attentato sul volo Pan Am 103, con Colin Firth, è composta da cinque episodi e prende come punto di riferimento soprattutto Jim Swire e la sua ricerca personale dopo la morte della figlia Flora.
La serie Netflix La bomba sul volo Pan Am 103 è invece composta da sei episodi e concentra maggiormente l’attenzione sull’indagine della polizia scozzese e dell’FBI.
| Serie | Punto di vista principale |
|---|---|
| Lockerbie: Attentato sul volo Pan Am 103 | Jim Swire e le famiglie |
| La bomba sul volo Pan Am 103 | Investigatori scozzesi e FBI |
| Murray Guthrie | Personaggio composito della serie Sky |
| Ed McCusker, Dick Marquise | Investigatori reali nella serie Netflix |
Per questo le due serie possono essere complementari per chi vuole comprendere la vicenda.
La prima mostra soprattutto le conseguenze umane, politiche e giudiziarie dell’attentato attraverso la battaglia di un padre.
La seconda mostra maggiormente come venne organizzata un’indagine internazionale di dimensioni eccezionali.
Perché gli autori hanno inventato Murray Guthrie?
Non abbiamo una dichiarazione degli sceneggiatori che consenta di attribuire una motivazione precisa alla creazione del personaggio.
La sua funzione narrativa, però, è abbastanza evidente.
La ricerca di Jim Swire durò decenni e coinvolse un numero enorme di persone.
Raccontare sullo schermo ogni singolo giornalista, fonte e interlocutore avrebbe significato introdurre continuamente nuovi personaggi.
Murray permette invece allo spettatore di avere una figura familiare che:
- porta nuove informazioni a Jim;
- rappresenta il mondo giornalistico;
- introduce piste alternative;
- accompagna l’evoluzione delle convinzioni del protagonista;
- offre un interlocutore con cui Jim può discutere e scontrarsi.
La sua invenzione non significa quindi che tutto ciò che gli accade sia completamente inventato.
È proprio il contrario a rendere il personaggio interessante: Murray non è reale, ma diversi elementi della sua storia derivano dal lavoro di persone realmente coinvolte nel caso.
Quali personaggi di Lockerbie sono reali e quali no?
La maggior parte dei personaggi centrali della miniserie corrisponde a persone realmente esistite.
Jim Swire, Jane Swire, la figlia Flora e Abdelbaset al-Megrahi sono figure storiche.
Murray Guthrie rappresenta invece un’eccezione importante.
Radio Times lo identifica come uno dei soli due personaggi principali della serie che non sono esplicitamente basati su un’unica persona reale.
Ed è probabilmente proprio questa scelta a spiegare perché tanti spettatori possano chiedersi chi fosse realmente.
La risposta più precisa rimane quindi questa:
Murray Guthrie non è esistito. È un personaggio composito interpretato da Sam Troughton. Alcune parti della sua storia ricordano il giornalista di Radio Forth David Johnston, altre presentano analogie con David Ben-Ayreah, ma Murray non coincide interamente con nessuno dei due e non deve essere confuso con Peter Biddulph, il vero coautore del libro di Jim Swire.