Bobbi sembra essere la misteriosa assassina bionda che perseguita Liz, ma il vero colpo di scena di Vestito per uccidere è un altro: Bobbi e lo psichiatra Robert Elliott sono la stessa persona. E il film di Brian De Palma nasconde ancora un’ultima trappola prima dei titoli di coda.
ATTENZIONE: da questo punto l’articolo contiene spoiler completi sul finale di Vestito per uccidere.
Chi recupera oggi Vestito per uccidere, thriller del 1980 scritto e diretto da Brian De Palma, arriva rapidamente alle domande che hanno reso il film uno dei suoi titoli più discussi: chi è Bobbi? Chi ha ucciso Kate Miller? Robert Elliott è l’assassino? E soprattutto, Elliott evade davvero nel finale?
La risposta breve è che il film contiene due rivelazioni distinte. La prima svela l’identità dell’assassino; la seconda cambia completamente ciò che crediamo di aver visto negli ultimi minuti.
| Domanda | Risposta |
|---|---|
| Chi è Bobbi? | È l’identità femminile assunta dal dottor Robert Elliott |
| Chi uccide Kate? | Robert Elliott quando agisce come Bobbi |
| Bobbi ed Elliott sono due persone? | No |
| Elliott viene arrestato? | Sì |
| Elliott evade dall’istituto? | No, l’evasione finale fa parte dell’incubo di Liz |
| Liz muore? | No |
| L’ultima scena è reale? | No, è un sogno di Liz |
Chi è Bobbi in Vestito per uccidere?

Per buona parte del film Bobbi viene presentata come una paziente del dottor Robert Elliott, lo psichiatra interpretato da Michael Caine.
Elliott riceve alcuni messaggi della donna, che sembra essere furiosa con lui perché il medico non vuole approvare il percorso chirurgico che Bobbi desidera intraprendere. Lo spettatore viene quindi portato a credere che esistano due personaggi distinti: il medico e la sua pericolosa paziente.
Non è così.
Nel momento decisivo scopriamo che Bobbi è Elliott.
Quando Liz entra nello studio dello psichiatra tentando di scoprire l’identità della misteriosa paziente, viene attaccata dalla figura bionda armata di rasoio. L’intervento della poliziotta Betty Luce permette di fermare l’assalitore e, quando la parrucca cade, sotto i vestiti di Bobbi appare proprio Robert Elliott.
È il principale colpo di scena di Vestito per uccidere.
Chi è l’assassino di Kate?
Kate Miller viene uccisa da Robert Elliott mentre agisce sotto l’identità di Bobbi.
Kate, interpretata da Angie Dickinson, incontra Elliott all’inizio del film durante una seduta. Dopo aver lasciato il suo studio, vive l’incontro con un uomo conosciuto al museo e successivamente torna verso l’appartamento di quest’ultimo per recuperare la fede nuziale dimenticata.
Quando le porte dell’ascensore si aprono, compare una misteriosa figura bionda con occhiali scuri e un rasoio.
È Bobbi.
Soltanto molto più tardi scopriamo che dietro quella figura si nasconde Elliott.
La morte di Kate non è quindi opera di una paziente fuggita dal controllo dello psichiatra: è stato lo stesso psichiatra a costruire, consapevolmente o meno, l’illusione dell’esistenza di un’altra persona.
Perché Bobbi uccide Kate?

È qui che Vestito per uccidere richiede qualche cautela in più rispetto a una semplice spiegazione della trama.
Il film presenta Elliott come un uomo nel quale convivono due identità contrapposte. Secondo la spiegazione fornita dallo psichiatra Dr. Levy verso la fine della storia, quando Elliott prova attrazione sessuale per una donna emerge Bobbi, che percepisce quell’eccitazione come una minaccia.
Kate aveva cercato di sedurre Elliott durante una seduta. Successivamente Bobbi prende il controllo e la uccide.
È la logica narrativa utilizzata dal film per collegare gli omicidi al conflitto interno del personaggio.
Va però separata la spiegazione interna alla sceneggiatura da qualsiasi interpretazione medica contemporanea. Vestito per uccidere appartiene al 1980 e costruisce Bobbi attraverso una rappresentazione pulp e oggi fortemente problematica dell’identità di genere. Anche Criterion, analizzando il film, sottolinea come De Palma utilizzi una concezione sensazionalistica della questione transgender per costruire il proprio thriller.
In altre parole: il film collega l’identità di Bobbi alla violenza perché questo è il meccanismo narrativo scelto dalla sceneggiatura, non perché esista un rapporto reale tra identità transgender e comportamento violento.
Come scoprono che Bobbi è Robert Elliott?
Dopo l’omicidio di Kate, Liz Blake diventa contemporaneamente una testimone e il prossimo bersaglio dell’assassino.
Peter, il figlio di Kate, decide invece di scoprire chi ha ucciso sua madre.
I due iniziano così a osservare i pazienti che frequentano lo studio di Elliott. Peter riesce perfino a fotografare la misteriosa figura bionda, mentre Liz escogita un piano per entrare nello studio dello psichiatra e consultare la sua agenda.
L’obiettivo è semplice: trovare il vero nome e l’indirizzo di Bobbi.
Il problema è che quel nome non può essere trovato.
Bobbi non è una paziente separata.
Quando Liz viene attaccata nello studio, l’intervento di Betty Luce mette finalmente fine all’inganno: la figura bionda viene ferita, la parrucca cade e sotto il travestimento compare Elliott.
Quello che sembrava un giallo sull’identità di una misteriosa assassina diventa così il racconto di un assassino che era davanti allo spettatore fin dall’inizio.
Cosa succede a Robert Elliott?
Dopo essere stato scoperto, Elliott viene arrestato e ricoverato in un istituto psichiatrico.
Apparentemente il mistero è quindi risolto.
Kate ha un assassino, Liz è salva e Peter può finalmente sapere chi ha ucciso sua madre.
Ma Brian De Palma non termina il film qui.
Ed è proprio negli ultimi minuti che arriva il secondo colpo di scena, spesso responsabile della confusione di chi guarda Vestito per uccidere per la prima volta.
Elliott evade davvero nel finale?

No. Robert Elliott non evade realmente dall’istituto e non uccide Liz.
Dopo l’arresto vediamo Elliott all’interno della struttura. Poi sembra riuscire a scappare, raggiungere la casa nella quale si trova Liz e sorprenderla mentre è sotto la doccia.
Elliott la aggredisce e le taglia la gola.
Sembra un epilogo brutalissimo: dopo tutto quello che è successo, l’assassino sarebbe riuscito comunque a vendicarsi.
Ma Liz improvvisamente si sveglia urlando.
Peter corre da lei.
L’intera evasione, l’ingresso in casa e l’omicidio sotto la doccia erano un incubo di Liz.
Elliott è ancora rinchiuso.
Liz è viva.
Perché il finale di Vestito per uccidere è un sogno?
Il sogno finale non è soltanto un trucco per spaventare lo spettatore un’ultima volta.
De Palma costruisce deliberatamente il film tra due sequenze oniriche.
Anche l’apertura contiene infatti una scena nella doccia che si trasforma in una situazione da incubo. Il finale recupera quella stessa struttura e la trasferisce su Liz, creando una sorta di cornice circolare.
L’analisi di Vestito per uccidere pubblicata da Specchio Scuro evidenzia proprio questa costruzione: l’opera è racchiusa simbolicamente tra due incubi, uno all’inizio e uno alla fine.
La doccia diventa inoltre impossibile da separare dal riferimento più evidente di tutto il film: Psycho di Alfred Hitchcock.
De Palma non nasconde il modello hitchcockiano. Lo rielabora, aumenta erotismo e violenza e gioca continuamente con ciò che lo spettatore crede di sapere.
Prima elimina quella che sembrava essere la protagonista, Kate, proprio come Hitchcock aveva fatto con Marion Crane.
Poi sposta il centro del racconto su Liz e Peter.
Infine utilizza nuovamente la doccia per farci credere che anche la nuova protagonista sia destinata a morire.
Questa volta, però, la morte non avviene.
Ci sono quindi due colpi di scena?
Sì, ed è il modo più semplice per comprendere il finale.
Il primo colpo di scena riguarda l’assassino:
Bobbi non è una paziente di Elliott. Bobbi è Elliott.
Il secondo riguarda l’epilogo:
Elliott non evade e Liz non viene uccisa. È un incubo.
De Palma permette così al film di risolvere realmente il mistero e, contemporaneamente, di concedersi un’ultima sequenza horror dopo che l’assassino è già stato neutralizzato.
È anche uno dei motivi per cui Vestito per uccidere conserva un’identità così particolare all’interno della filmografia del regista: il mistero conta, ma conta altrettanto il modo in cui De Palma manipola continuamente lo sguardo dello spettatore.
Un tratto che attraversa molti dei suoi thriller. Su Cinema iCrewPlay ne avevamo già parlato anche a proposito di Domino e del cinema di Brian De Palma, ricordando proprio Vestito per uccidere tra i titoli più rappresentativi del regista.
Dove vedere Vestito per uccidere in streaming

Al controllo del 19 agosto 2026, Vestito per uccidere risulta disponibile in Italia su TIMVISION e tramite MGM+ Amazon Channel. Sono inoltre presenti opzioni di acquisto o noleggio digitale, tra cui Amazon Video, Apple TV Store e CHILI.
La disponibilità dei cataloghi streaming può cambiare, quindi questa è una delle sezioni dell’articolo che conviene mantenere aggiornata.
Chi arriva ai titoli di coda può quindi stare tranquillo su almeno una cosa: Liz non muore e Robert Elliott non è riuscito a fuggire.
Il vero finale è l’immagine di una donna sopravvissuta all’assassino ma non ancora alla paura che quell’esperienza ha lasciato dentro di lei. De Palma chiude così il film non con un nuovo omicidio, ma con la dimostrazione che Bobbi continua a esistere nell’incubo della sua ultima vittima mancata.