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Come finisce Gone Baby Gone? La scelta di Patrick e il destino di Amanda spiegati

Amanda è viva e si trova nella casa del capitano Doyle, che ha organizzato il rapimento per sottrarla alla madre. Patrick decide di restituire la bambina a Helene, perde Angie e nell’ultima scena comprende quanto la sua scelta sia moralmente difficile.

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Il finale di Gone Baby Gone non risolve soltanto il mistero della scomparsa di Amanda McCready. Costringe Patrick Kenzie, e insieme a lui lo spettatore, a scegliere tra due idee opposte di giustizia: rispettare la legge oppure lasciare una bambina con chi potrebbe offrirle una vita migliore.

Contenuti
Come finisce Gone Baby Gone: Amanda è vivaChi ha davvero rapito AmandaPerché Patrick decide di restituire Amanda alla madrePerché Angie lascia PatrickL’ultima scena di Gone Baby GoneCosa significa il nome sbagliato della bambolaPatrick ha fatto la scelta giusta?Che cosa succede ai personaggi nel finaleGone Baby Gone ha un lieto fine?

Amanda non è morta come tutti credono. La piccola è viva e si trova nella casa del capitano Jack Doyle, l’ex poliziotto interpretato da Morgan Freeman. Doyle ha partecipato a un piano costruito per sottrarre Amanda alla madre Helene, ritenuta irresponsabile e incapace di crescerla.

Patrick scopre la verità e deve prendere la decisione centrale del film. Potrebbe tacere e permettere ad Amanda di vivere con Doyle e sua moglie, in una casa stabile e affettuosa. Decide invece di chiamare la polizia e riportare la bambina dalla madre biologica.

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La legge viene rispettata, ma Gone Baby Gone evita deliberatamente di presentare questa scelta come una vittoria. L’ultima scena mostra infatti Patrick costretto a confrontarsi con le conseguenze della propria decisione, mentre Helene continua a comportarsi come una madre distratta.

Come finisce Gone Baby Gone: Amanda è viva

Gone Baby Gone - fotogramma del film

Dopo il presunto incidente nella cava, Amanda viene considerata morta. Durante lo scambio organizzato con il narcotrafficante Cheese, scoppia una sparatoria e la bambina sembra cadere nell’acqua.

I sommozzatori non ritrovano il corpo, ma soltanto la sua bambola. L’assenza di altre prove viene interpretata come una conseguenza della corrente e Amanda viene dichiarata morta.

Patrick non riesce però ad accettare completamente questa ricostruzione. Alcuni dettagli del caso non coincidono e i comportamenti dei poliziotti coinvolti diventano sempre più sospetti.

La svolta arriva quando Patrick ricostruisce il ruolo del detective Remy Bressant e dello zio della bambina, Lionel McCready. Il rapimento non era stato organizzato da Cheese: Lionel e Remy avevano costruito una messinscena per sottrarre Amanda a Helene e recuperare il denaro rubato alla criminalità.

Il piano iniziale prevedeva di proteggere la bambina e punire la madre, ma la situazione era degenerata fino a provocare morti e nuove violenze.

Prima di morire, Remy lascia a Patrick gli elementi necessari per comprendere che dietro l’intera operazione si trova una persona ancora più importante.

Chi ha davvero rapito Amanda

Gone Baby Gone - fotogramma del film

Il vero ideatore del piano è Jack Doyle, il capitano della polizia che aveva seguito il caso e che si era ritirato dopo la presunta morte di Amanda.

Doyle aveva perso sua figlia molti anni prima. Il dolore vissuto lo aveva convinto che alcuni bambini dovessero essere sottratti a genitori incapaci, anche quando la legge non permetteva di farlo.

Patrick raggiunge la casa dell’ex capitano e trova Amanda viva, serena e apparentemente felice. La bambina vive con Doyle e sua moglie come se fosse loro figlia.

Il capitano non nega il proprio coinvolgimento. Spiega di aver partecipato al falso rapimento perché considerava Helene una madre inadatta. Amanda cresceva infatti in un ambiente dominato da droga, criminalità, trascuratezza e relazioni pericolose.

Dal punto di vista di Doyle, non ha rapito Amanda: l’ha salvata.

La bambina dispone ora di una casa sicura, due adulti che si occupano di lei e la possibilità di costruire un futuro lontano dal quartiere e dalle scelte della madre.

Il film presenta la posizione di Doyle in modo volutamente persuasivo. Il suo gesto resta illegale, ma le condizioni in cui Amanda vive con lui sembrano nettamente migliori rispetto a quelle offerte da Helene.

Perché Patrick decide di restituire Amanda alla madre

Gone Baby Gone - fotogramma del film

Patrick comprende perfettamente le ragioni di Doyle, ma rifiuta l’idea che qualcuno possa decidere arbitrariamente quale famiglia meriti di crescere un bambino.

Per lui esiste un confine che non deve essere superato. Lasciare Amanda con Doyle significherebbe accettare un rapimento e permettere a poliziotti e investigatori di sostituirsi alla legge.

Patrick aveva inoltre promesso a Helene che avrebbe riportato sua figlia a casa. Per mantenere quella promessa, chiama la polizia e rivela dove si trova Amanda.

La decisione porta all’arresto di Doyle, di sua moglie e delle altre persone coinvolte. Amanda viene riconsegnata alla madre biologica.

Patrick sceglie quindi ciò che considera legalmente e moralmente corretto, ma il film non gli concede la certezza di aver fatto anche il bene della bambina.

Il dilemma è il cuore di Gone Baby Gone: una scelta può essere giusta secondo la legge e contemporaneamente produrre il risultato peggiore per la persona che dovrebbe proteggere.

Il meccanismo ricorda altri thriller costruiti intorno a bambini scomparsi e verità familiari, come il nostro approfondimento su Ovunque tu sia e il rapimento di Matthew.

Perché Angie lascia Patrick

Gone Baby Gone - fotogramma del film

Angie Gennaro non condivide la decisione del compagno.

Quando Patrick scopre Amanda nella casa di Doyle, Angie gli chiede di non chiamare la polizia. È convinta che la bambina abbia finalmente trovato un ambiente capace di proteggerla e che restituirla a Helene significhi condannarla a una vita peggiore.

Angie non difende il rapimento in sé. Guarda però alle conseguenze concrete: Amanda è al sicuro, è amata e sembra felice.

Patrick decide comunque di denunciarli. Questa scelta distrugge il rapporto tra i due investigatori.

Angie aveva avvertito Patrick che non sarebbe riuscita a perdonarlo. Dopo la restituzione di Amanda, mantiene la propria posizione e lo lascia.

La separazione dimostra che la decisione finale non è soltanto professionale. Patrick perde la donna che ama perché sceglie un principio morale che Angie considera astratto e dannoso.

Non esiste un tradimento sentimentale tra loro. La relazione termina perché i due scoprono di possedere idee incompatibili sulla giustizia, sulla responsabilità e sul bene di un bambino.

L’ultima scena di Gone Baby Gone

Gone Baby Gone - fotogramma del film

Qualche tempo dopo, Patrick torna a casa di Helene per vedere Amanda.

La madre si sta preparando per uscire con un uomo. Quando Patrick le chiede chi resterà con la bambina, Helene gli fa capire di non aver organizzato nulla. Finisce così per chiedere implicitamente a Patrick di occuparsi di Amanda.

Patrick accetta e resta con la bambina davanti alla televisione.

Durante la conversazione le domanda della sua bambola, chiamandola Mirabelle, il nome che Helene aveva sempre utilizzato. Amanda lo corregge: la bambola si chiama in realtà Annabelle.

Il dettaglio sembra minimo, ma racchiude tutto il significato del finale.

Helene non conosce neppure il nome corretto del giocattolo preferito della figlia. La sua disattenzione conferma che, nonostante il trauma del rapimento, non è diventata improvvisamente una madre più responsabile.

Patrick guarda Amanda e comprende che la domanda non è stata davvero risolta. Ha riportato la bambina dalla madre, ma potrebbe non averla riportata nel luogo migliore.

Il film termina senza mostrare una risposta definitiva perché la vera condanna di Patrick è il dubbio.

Cosa significa il nome sbagliato della bambola

Gone Baby Gone - fotogramma del film

La bambola è uno dei simboli più importanti del finale.

Per gran parte del film, gli adulti la chiamano Mirabelle perché questo è il nome riferito da Helene. Soltanto Amanda conosce il suo vero nome: Annabelle.

La correzione rivela la distanza tra madre e figlia. Helene parla molto di Amanda davanti alle telecamere e pretende che le venga restituita, ma non sembra conoscere realmente il mondo della bambina.

Doyle, al contrario, appare attento e presente. Il film non suggerisce che il suo piano sia legalmente accettabile, ma rende evidente perché Angie considerasse Amanda più al sicuro con lui.

La bambola diventa quindi la prova silenziosa che Patrick non può ignorare. Helene ha ottenuto nuovamente la figlia, ma non ha dimostrato di essere cambiata.

Il dettaglio impedisce al finale di trasformarsi in una normale conclusione positiva. Amanda è tornata a casa, il caso è risolto e i responsabili sono stati arrestati, ma lo spettatore non prova un vero senso di sollievo.

Patrick ha fatto la scelta giusta?

Gone Baby Gone - fotogramma del film

Il film non dà una risposta esplicita.

Dal punto di vista della legge, Patrick compie la scelta corretta. Doyle e gli altri hanno sequestrato una bambina, inscenato una morte e provocato conseguenze gravissime. Permettere loro di tenere Amanda avrebbe significato legittimare un sistema nel quale alcuni individui decidono autonomamente chi ha diritto a essere genitore.

Dal punto di vista pratico, però, Angie potrebbe avere ragione. Amanda sembrava destinata a una vita più stabile con Doyle, mentre Helene continua a mostrare gli stessi comportamenti irresponsabili.

Patrick sceglie il principio secondo cui nessuno può compiere un’azione sbagliata sostenendo che produrrà un bene maggiore. Doyle sceglie invece il risultato: ciò che conta è garantire alla bambina la vita migliore possibile.

Entrambe le posizioni contengono una parte di verità e una parte di pericolo.

Lasciare Amanda con Doyle significa accettare un rapimento. Restituirla a Helene significa ignorare la concreta possibilità che continui a essere trascurata.

È proprio questa ambiguità a rendere il finale ancora discusso. Ben Affleck, al suo debutto nella regia, non costruisce un enigma da risolvere, ma un conflitto morale nel quale ogni soluzione lascia una vittima. Il film è tratto dal romanzo di Dennis Lehane e segue due investigatori chiamati a cercare una bambina scomparsa nel quartiere di Dorchester, a Boston.

Che cosa succede ai personaggi nel finale

Gone Baby Gone - fotogramma del film

Amanda McCready viene restituita a Helene. È viva, ma il film lascia aperti i dubbi sul suo futuro.

Patrick Kenzie risolve il caso e rispetta la legge, ma perde Angie e resta tormentato dalla possibilità di aver condannato Amanda a una vita peggiore.

Angie Gennaro lascia Patrick perché non riesce ad accettare la sua decisione di sottrarre Amanda alla famiglia Doyle.

Jack Doyle viene arrestato per aver organizzato il rapimento. Le sue motivazioni nascevano dal desiderio di proteggere Amanda, ma il suo piano aveva violato la legge e causato una catena di morti.

Helene McCready riottiene sua figlia, senza però mostrare un cambiamento davvero convincente. Nell’ultima scena esce per un appuntamento e lascia Amanda con Patrick.

Remy Bressant muore dopo essere stato coinvolto nel piano e aver tentato di impedire che la verità emergesse.

Lionel McCready, lo zio di Amanda, viene scoperto come uno dei complici del falso rapimento.

Per un altro finale costruito intorno al rapimento di una figlia e alle conseguenze delle scelte dei genitori, puoi leggere anche Rivoglio mia figlia, finale spiegato.

Gone Baby Gone ha un lieto fine?

Gone Baby Gone - fotogramma del film

Formalmente Amanda viene ritrovata viva e torna dalla madre. In un thriller tradizionale sarebbe sufficiente per parlare di lieto fine.

Gone Baby Gone, però, rovescia questa aspettativa.

Amanda è salva, ma non sappiamo se sarà davvero protetta. Patrick ha mantenuto la promessa fatta a Helene, ma ha distrutto il proprio rapporto con Angie. Doyle viene punito, anche se potrebbe essere la persona che si prendeva maggiormente cura della bambina.

Il finale non è quindi felice né completamente tragico. È un finale moralmente irrisolto, nel quale la legge ha stabilito chi deve crescere Amanda ma non può garantire che quella sia la scelta migliore.

L’ultima immagine di Patrick seduto accanto alla bambina chiarisce il senso dell’intero film: l’investigatore ha trovato Amanda, ma non ha trovato una risposta capace di metterla davvero al sicuro.

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