Quante stagioni può sostenere X-Men ’97 senza comprimere personaggi e fumetti ancora da adattare? Larry Houston, regista e produttore esecutivo della serie Marvel, vorrebbe arrivare almeno alla quinta stagione e non esclude una sesta, a condizione che il pubblico continui a seguire il progetto su Disney+.
La seconda stagione ha debuttato il 1° luglio 2026, mentre Marvel Animation sta già pianificando i capitoli successivi. La terza stagione è entrata nello sviluppo produttivo e la quarta viene impostata dagli autori, ma una quinta non è stata ancora annunciata ufficialmente.
X-Men ’97 stagione 5: perché Larry Houston vuole continuare

Larry Houston ritiene che cinque o sei stagioni permetterebbero a X-Men ’97 di raggiungere una durata più adatta al materiale disponibile. Le stagioni dello streaming hanno meno episodi rispetto alla serie degli anni Novanta, quindi servono più cicli narrativi per sviluppare mutanti, conflitti e adattamenti dei fumetti senza concentrare tutto in poche puntate.
L’obiettivo dichiarato è almeno eguagliare le cinque stagioni di X-Men: The Animated Series, trasmesse tra il 1992 e il 1997. Quella produzione disponeva spesso di circa tredici episodi per stagione e arrivò complessivamente a 76 puntate, costruendo archi narrativi più lunghi e dedicando spazio anche ai personaggi secondari.
X-Men ’97 ha adottato una struttura più compatta. La prima stagione, disponibile nella pagina ufficiale della serie su Disney+, è composta da dieci episodi. Il formato permette un ritmo più rapido, ma obbliga gli autori a selezionare con attenzione quali storie adattare.
Houston considera quindi una quinta stagione meno come un’estensione artificiale e più come uno strumento per recuperare parte dei venticinque anni di fumetti pubblicati dopo la chiusura della serie originale. In questo periodo gli X-Men hanno attraversato eventi, formazioni e cambiamenti che il cartone degli anni Novanta non poteva conoscere.
Le stagioni 3 e 4 di X-Men ’97 sono già nei piani Marvel

Il futuro immediato della serie appare più definito. Marvel ha confermato che il gruppo creativo sta costruendo le stagioni 3 e 4, con Larry Houston coinvolto nella pianificazione degli archi narrativi. Questo non equivale ancora a una garanzia automatica sulla quinta, ma indica una strategia pluriennale rara per le produzioni televisive dei Marvel Studios.
La seconda stagione prosegue direttamente il finale del primo ciclo, con gli X-Men divisi tra diverse epoche e costretti a ritrovare la strada verso il presente. Apocalypse resta al centro della trama, mentre la serie amplia la propria mitologia attraverso nuovi gruppi mutanti e figure provenienti dalla storia editoriale Marvel.
Tra gli sviluppi già emersi c’è anche l’arrivo di Eson, collegamento che avvicina la serie animata alla mitologia cosmica dei Celestiali. Il ruolo del personaggio e le possibili conseguenze per Apocalypse sono approfonditi nell’articolo su Eson e i Celestiali in X-Men ’97.
Il progetto continua a funzionare come seguito diretto della serie originale, ma evita di limitarsi alla nostalgia. Le nuove stagioni possono utilizzare temi e personaggi assenti nel cartone del 1992, aggiornando il conflitto tra umani e mutanti senza cancellare la continuità precedente.
La presenza di Houston, insieme a Eric e Julia Lewald, mantiene un collegamento con il gruppo creativo storico. Allo stesso tempo, Marvel Animation deve costruire una serie comprensibile anche per chi non ha seguito le cinque stagioni originali, bilanciando riferimenti, nuovi archi e conseguenze del massacro di Genosha.
Il successo della seconda stagione deciderà il futuro degli X-Men
Una quinta stagione dipenderà soprattutto dai risultati ottenuti su Disney+. Marvel non pubblica regolarmente numeri completi sulle visualizzazioni, quindi la valutazione passerà dalla permanenza della serie nelle classifiche, dal completamento degli episodi e dalla capacità di trattenere il pubblico durante la distribuzione.
La risposta della critica offre un primo segnale favorevole. La seconda stagione ha mantenuto il 100% di recensioni positive su Rotten Tomatoes nelle settimane iniziali, mentre la prima si era fermata al 99%. Sono percentuali destinate a cambiare con l’aggiunta di nuove valutazioni e non sostituiscono i dati di ascolto.
Per Marvel, X-Men ’97 occupa una posizione particolare. È una serie animata legata a una continuità televisiva precedente al Marvel Cinematic Universe, ma arriva mentre gli X-Men stanno assumendo un ruolo maggiore anche nei film live action. Proseguire fino alla quinta o alla sesta stagione consentirebbe di mantenere attiva una versione autonoma dei mutanti durante la loro introduzione nel MCU.
La scelta dovrà tenere conto anche dei tempi dell’animazione. Scrittura, storyboard, doppiaggio e lavorazione visiva richiedono una pianificazione anticipata, motivo per cui la preparazione della quarta stagione è iniziata prima di conoscere tutti i risultati della seconda. Un eventuale rinnovo dovrà arrivare abbastanza presto da evitare nuove pause prolungate.
Houston ha indicato una direzione chiara, ma il traguardo delle cinque stagioni resta legato alla risposta del pubblico. Se il secondo ciclo manterrà interesse e qualità fino al finale, Marvel avrà materiale e struttura produttiva per andare oltre il quarto capitolo. La domanda sarà quali saghe dei fumetti scegliere per giustificare altri due cicli senza ripetere quanto già raccontato.