Sanremo 2027 potrebbe aprire un fronte delicato sul rapporto tra Festival, serata Cover ed Eurovision Song Contest. L’ipotesi circolata nelle ultime ore riguarda una formula con Stefano De Martino alla guida e una possibile gara separata per scegliere il rappresentante italiano in Europa.
Al momento il punto chiave è la cautela: non esiste ancora un regolamento ufficiale Rai per l’edizione 2027. La discussione, però, pesa perché toccherebbe uno degli snodi più riconoscibili della settimana sanremese, dopo anni di centralità della serata dedicata alle reinterpretazioni.
Sanremo 2027: cosa cambierebbe con la serata Eurovision

Sanremo 2027 cambierebbe struttura se la serata Eurovision prendesse il posto delle Cover: il Festival avrebbe un vincitore della gara principale e un artista scelto per l’Europa. Sarebbe una modifica sostanziale, perché separerebbe il trionfo all’Ariston dalla candidatura internazionale.
Il collegamento con l’Eurovision Song Contest è già parte della storia recente del Festival, ma una selezione interna autonoma cambierebbe pesi e strategie. Nel modello attuale, il vincitore di Sanremo ha di norma la corsia preferenziale per rappresentare l’Italia, salvo rinuncia o decisioni previste dal regolamento.
Una scelta del genere inciderebbe anche sulla costruzione del cast. Alcuni artisti potrebbero puntare alla vittoria tradizionale, altri alla vetrina internazionale. Il precedente più vicino resta Sanremo 2026, raccontato anche attraverso la campagna televisiva e streaming legata a Sanremo 2026 e Disney Plus.
Cover in bilico: perché la modifica dividerebbe il pubblico
La serata Cover è diventata uno dei momenti più riconoscibili del Festival, perché permette duetti, omaggi e riletture di brani già noti. La sua eventuale uscita dalla scaletta non sarebbe un dettaglio tecnico, ma una scelta editoriale capace di cambiare il ritmo delle 5 serate.
La pagina ufficiale del Festival di Sanremo su Rai mostra quanto la struttura a blocchi, tra gara, ospiti e Cover, sia ormai parte del racconto televisivo dell’Ariston. Togliere o ridurre quella sezione significherebbe sacrificare una quota di spettacolo trasversale per rafforzare il profilo competitivo europeo.
Il rischio è chiaro: una serata Eurovision potrebbe dare maggiore coerenza internazionale, ma perderebbe il richiamo nostalgico e popolare delle reinterpretazioni. In passato anche l’organizzazione del Festival ha acceso dubbi e discussioni, come avvenuto nel caso di Sanremo 2021 e la tenuta dell’evento.
De Martino e il nodo Rai: cosa serve prima di parlare di rivoluzione

Il nome di Stefano De Martino rende l’indiscrezione più visibile, ma la vera partita si giocherebbe sul piano regolamentare. Per cambiare il meccanismo Eurovision servono criteri chiari su votazioni, giurie, peso del televoto e rapporto con la classifica finale del Festival.
La formula a doppio vincitore avrebbe una conseguenza pratica: l’Ariston non sceglierebbe più un solo volto simbolico della settimana. Da un lato resterebbe il campione di Sanremo, dall’altro nascerebbe una figura pensata per la competizione europea. È una distinzione utile per alcuni artisti, ma rischiosa per la percezione del pubblico.
La prossima mossa sarà il regolamento Rai. Se l’ipotesi venisse confermata, Sanremo 2027 diventerebbe il primo banco di prova di un Festival meno legato alla tradizione delle Cover e più orientato alla selezione internazionale. Se invece resterà tutto invariato, il dibattito avrà comunque chiarito quanto pesa ormai l’Eurovision nelle strategie dell’Ariston.