Histoires parallèles porta Asghar Farhadi in concorso a Cannes 2026 con un dramma corale sull’adulterio e sulle sue conseguenze morali. Nel cast figurano Isabelle Huppert, Virginie Efira e Vincent Cassel, tre nomi che spostano subito il film tra i titoli più osservati del festival.
Histoires parallèles: trama e cast del nuovo film di Farhadi
Histoires parallèles racconta più storie sentimentali intrecciate, legate dal tema dell’adulterio e dalla difficoltà di separare colpa privata e giudizio pubblico. Farhadi costruisce un film corale, con Isabelle Huppert, Virginie Efira e Vincent Cassel al centro di relazioni che procedono per tensioni, omissioni e verità parziali.
Il nuovo lavoro di Asghar Farhadi conferma l’interesse del regista per i conflitti morali senza uscita semplice. L’adulterio non viene trattato come semplice scandalo sentimentale, ma come dispositivo narrativo per mettere in crisi famiglia, reputazione, desiderio e responsabilità.
La presenza di Isabelle Huppert, Virginie Efira e Vincent Cassel colloca il film dentro una linea di cinema europeo adulto, costruito su dialoghi, ambiguità e personaggi non completamente assolti. Farhadi sembra tornare al terreno che conosce meglio: persone comuni o borghesi costrette a misurare il prezzo delle proprie scelte.
Farhadi a Cannes 2026 tra adulterio e cinema morale
Histoires parallèles arriva in concorso al Festival di Cannes, una vetrina in cui Farhadi ha già trovato attenzione critica internazionale. Il dato competitivo conta: Cannes 2026 diventa il banco di prova per capire se il regista saprà rilanciare il proprio cinema dopo anni di discussioni artistiche e pubbliche.
Il tema dell’adulterio permette a Farhadi di lavorare su un meccanismo preciso: ogni personaggio possiede una parte di ragione, ma nessuno controlla davvero gli effetti delle proprie omissioni. È il tipo di struttura che ha reso riconoscibile il suo cinema, vicino al melodramma ma più interessato all’etica che al colpo di scena.
Nel calendario festivaliero, il film dialoga con altri momenti forti della stagione, compreso il dibattito su libertà creativa e industria affrontato da Demi Moore a Cannes 2026. Qui, però, la pressione non arriva dalla censura: arriva dall’intimità, dai segreti e dalla fragilità delle relazioni.
Perché Histoires parallèles può pesare nella stagione dei premi
Il film parte con almeno 3 nomi forti nel cast e con un autore già associato al cinema d’autore internazionale. Questo non garantisce premi, ma lo rende un candidato naturale alla conversazione critica, soprattutto se Cannes premierà opere capaci di unire scrittura, recitazione e tensione morale.
Per Farhadi, Histoires parallèles può diventare un ritorno strategico: meno spettacolare di altri titoli, ma potenzialmente più solido sul piano della messa in scena. In un anno segnato anche dai verdetti dei David di Donatello 2026 e dalla lunga corsa verso gli Oscar, Cannes resta il primo filtro serio per il cinema d’autore europeo.
La domanda è se il pubblico accetterà ancora un film costruito su dialoghi, tradimenti e dilemmi morali, oppure se il nome di Farhadi dovrà confrontarsi con un gusto festivaliero più incline al rischio formale. Histoires parallèles parte da un tema antico, ma il suo peso dipenderà da quanto saprà renderlo necessario oggi.